martedì 5 dicembre 2017

Il nulla sottovuoto spinto








Condivido il pensiero di Seneca: “Preso dal vortice del lavoro e degli impegni, ciascuno consuma la propria vita sempre in ansia per quello che accadrà e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani, né lo teme”.
Il tempo si pone come qualcosa che è distinguibile in parti e quindi divisibile: presente, passato e futuro. Ma queste parti del tempo, che costituiscono l’orizzonte della nostra vita, quando sono analizzate, diventano prima inafferrabili per poi quasi dissolversi. Passato e futuro, infatti, sembrano appartenere piuttosto al nulla che all’essere, sono varianti per così dire del nulla: giacché l’uno non è più, l’altro non è ancora. Tuttavia l’uno costituisce il distendersi e l’accumularsi nella nostra memoria dell’esperienza del nostro trascorrere, cioè vivere, l’altro si pone come l’apertura dell’orizzonte del nostro agire, cioè del nostro rapportarci al mondo secondo bisogni, paure e speranze. Il presente, nella sua riduzione a puro punto senza estensione, mostra di non poter avere nessun carattere di permanenza e di stabilità.
Il tempo, filosoficamente?
Tutto è passato, presente e futuro.
Se io guardo una persona che sta a cento metri da me il tempo impiegato per vederla annulla il concetto di presente. E' già un tempo passato proiettato verso il futuro.
Nel cielo stellato vedi la luce di un astro. E' probabile che la stella non esista più. Hai l'impressione del presente ma ti trovi nel passato.
Se ci sediamo sulla riva degli istanti per contemplarne il passaggio, finiamo col non distinguervi altro che una successione senza contenuto, tempo che ha perduto la sua sostanza, tempo astratto, varietà del nostro vuoto. Un altro passo e, di astrazione inastrazione, esso si assottiglia per colpa nostra e si dissolve in temporalità, in ombra di se stesso.
E. M. Cioran


15 commenti:

  1. Numerose malattie, anche ritenute incurabili sono sicuramente causate da correnti di pensiero negative, ripetitive e dannose per la salute fisica e psicologica.
    Seneca ci insegna come vivere il tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche la signora Bruna deve aver sofferto molto. Conservo una grande stima di lei anche se non l'ho mai conosciuta.
      Chissà, forse sono solo fatalità, destini ingrati, predisposizioni...genetica? Oppure potrebbe davvero essere un volere di Dio? Forse?
      Certo, noi siamo molto particolari, sensibilissimi, avvertiamo subito il male, eppure spesso subiamo ugualmente quel "qualcosa che non va" perché abbiamo un cuore che sa amare e... rinunciare.
      Il "crescere" non credo sia vivere il giorno come se fosse l'ultimo o una giornata come se fosse una vita intera. Sembra quasi una frase ad effetto e basta. Indispensabile, quindi, comprendere bene ciò che si può fare a ciò che non si dovrebbe. La frustrazione, l'egoismo, l'invidia per tutto quello che non si potrà mai avere io la lascio volentieri a quelle anime perse che girano e rigirano disperate qua e là senza trovare mai pace.
      Ci sarà sempre per tutti (quasi tutti) qualcosa di inafferrabile,irraggiungibile, qualcosa di inconsolabile che si avvicinerà troppo a quel malinconico, incolmabile vuoto dentro.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  2. Il concetto del tempo mi ha sempre affascinato ma non sono ancora pervenuta ad una conclusione

    RispondiElimina
  3. Mi ci vuole un doppio caffè pre lettura 😁

    RispondiElimina
  4. Caspiterina Gus, ha ragione Anna...
    Però il vecchio pensiero non erra. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, una volta la filosofia era una cosa seria.
      Ora i cervelli li strizzano per l'innovazione tecnologica finalizzata al consumo.

      Elimina
  5. Io mi permetto di aggiungere che anche la Scrittura ci insegna qualcosa circa il tempo.
    “Mille anni, per Dio, sono come il giorno di ieri che é passato”.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dio è Mistero e non conosco la sua valutazione del tempo, ammesso che la faccia.
      Ciao Sinforosa.

      Elimina

  6. Gus O.

    +Patty
    Grazie.
    Ciao.


    4 s

    Gus O.

    +gisella rovere
    Grazie.
    Ciao.

    4 s

    Gus O.

    +BrisA
    Grazie.

    RispondiElimina

  7. Gus O.

    +Mario Guglielmino
    Grazie.
    Ciao.

    4 s

    Gus O.

    +Pia.
    Grazie.
    Ciao.


    4 s

    Gus O.

    +Anna Piediscalzi
    Grazie.
    Ciao.

    RispondiElimina
  8. Più che a tutto il resto io penso al presente, a quello che posso fare adesso, a come rendere piacevole la mia vita in questo momento. Al passato penso davvero di rado: non sono un tipo nostalgico e quando mi affaccio ai ricordi non dura mai a lungo.
    Al futuro penso ancora meno, giacché non lo conosco.

    RispondiElimina