sabato 30 settembre 2017

Una vita da incubo





Commesse che lavorano dalle sei di mattina alle dieci di sera. Paghe da fame. Nessun diritto sindacale e frequenti abusi. Dietro le luci delle vetrine, ci sono spesso condizioni di vero sfruttamento e di illegalità.
Da quando è iniziata la recessione, sono entrati in crisi non solo i piccoli negozi ma anche i supermercati e i centri commerciali sostituiti dalle bancarelle dove si compra un maglione a tre euro. Ora vanno a fare shopping, senza vergogna, anche quelli che una volta rappresentavano il “ceto medio”
I supermercati e i centri commerciali sono luoghi terribili ,le casse nei loro passaggi obbligati costringono ad interminabili attimi di stupida sospensione, così gli uomini devono guardare altri uomini. Non c'è l'attesa della fila delle Poste, o lo straniamento della metro, lì sei in un budello di terra e un treno corre veloce, le porte si aprono e l'umanità ha pensieri visibili. Alle casse dei supermercati, il tempo si spacca e la stupidità della fila ci rende abietti. Da qualche tempo non vedevo un volto così amaro, così sferzatamene rancoroso, così eloquentemente in disaccordo con il resto del mondo. Una foto d'altri tempi, in bianco e nero, la scriminatura perfetta sui capelli radi e perfettamente ordinati, il volto magro di chi si porta bellamente una grave malattia addosso e quella smorfia di disgusto nella piega della bocca che attraversava il viso come una piaga incurabile.
Quale vita avrà attraversato quell'uomo, una moglie sciocca e fedifraga? Una madre odiosa e tirannica? Una sorella spregevole e iraconda? Ho pensato a una vita rovinata dalle donne.
Ho allungato lo sguardo sul corpo, sui pantaloni marroni che dilagavano su gambe inesistenti ed il rancore del volto e la sua magrezza ha preso altre ragioni, di malattia e di morte, di sottrazione e di assenza, di fine della vita e di scarto.
Di scarto, esattamente così. Una vita passata da scarto



10 commenti:

  1. Non si può mai sapere cosa abbia reso amare le esistenze altrui. Mi spiace tu abbia pensato subito ad una vita rovinata dalle donne. Io avrei pensato più ad una vita rovinata dalle sue stesse mani. Magari passando per l'alcool, scelte sbagliate, amicizie errate.
    O magari, semplicemente, è stata la salute a mancare. E c'è poco da rallegrarsi quando la vita ti presenta un conto tanto salato.
    Buon week end.

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    1. Ho parlato di una persona individuata. Tante cose hanno potuto procurargli del male. Nemmeno mi sono accorto che le cause le addebitavo alle donne. Perché la donna è tutto per un uomo e se ti viene a mancare la tua vita è finita. Con una donna accanto avrebbe sofferto di meno. In ogni caso ho scritto anche:

      "Ho allungato lo sguardo sul corpo, sui pantaloni marroni che dilagavano su gambe inesistenti ed il rancore del volto e la sua magrezza ha preso altre ragioni, di malattia e di morte, di sottrazione e di assenza, di fine della vita e di scarto".

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    2. Ero qui pronta a chiederti la stessa cosa...molto curiosa. Le donne che rovinano un'esistenza, dalla madre alla moglie.
      Ora ho capito cosa intendevi.
      Del resto, se incrocio per strada una donna che piange, penso immediatamente all'uomo stronzo che ha causato tutto quello sconforto :))

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    3. Gioia, medita su quello che ho scritto:

      "Quale vita avrà attraversato quell'uomo, una moglie sciocca e fedifraga? Una madre odiosa e tirannica? Una sorella spregevole e iraconda? Ho pensato a una vita rovinata dalle donne.
      Ho allungato lo sguardo sul corpo, sui pantaloni marroni che dilagavano su gambe inesistenti ed il rancore del volto e la sua magrezza ha preso altre ragioni, di malattia e di morte, di sottrazione e di assenza, di fine della vita e di scarto.
      Di scarto, esattamente così. Una vita passata da scarto".

      Mi sembra di averci messo tutto.
      Inoltre il post era dedicato al lavoro alienante delle ragazze che vengono assunte nei Centri commerciali.
      Una sera tornando a casa sotto il ponte Risorgimento ho sentito le urla di una donna, Sono arrivato sul greto del fiume e ho visto il "protettore" che malmenava la donna per questione di soldi. Ho affrontato il "magnaccio" che ha tirato fuori un coltello. Ho colpito prima togliendogli l'arma da taglio. Lui menava forte e io rispondevo a dovere. La poveretta è scappata mettendosi in salvo.
      Rigetto con forza qualsiasi insinuazione di maschilismo.

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  2. Anche a me capita di osservare le persone ed immaginare la loro storia. Chissà che cosa si nasconde dietro uno sguardo, dietro a quelle gambe rinsecchite. Una donna, un uomo, se stesso, o semplicemente la vita.
    Buon week end Gus

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    1. I fatti della vita.
      Grazie Pier.
      Ciao.

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    2. Che che situazione tristi. Ciao Gus e buona domenica.
      sinforosa

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    3. Grazie Sinforosa.
      Ciao.

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  3. Gus, anche questa sera il tuo post capita giusto qui, come uno schiaffo.

    Mia sorella fa la commessa. Tantissime ore, nessun diritto, serate con i dolori alla schiena per i pesi sollevati.

    Ma lei ama il suo lavoro, forse molto più di quanto io ami il mio.
    E questo mi fa sentire un'ingrata verso la vita.

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    1. Ci sono tante ragazze che non amano quel tipo di lavoro.
      Tua sorella deve essere una persona con l'attitudine alla sopportazione.
      Se non sei felice del tuo lavoro perché dovresti essere grata alla vita?

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