sabato 10 giugno 2017

Un bicchiere di vino rosso






L'assenza non è nulla.
Un tavolo poggiato contro l'oceano del silenzio,
dell'inchiostro, della carta.
Tutto è molto forte, la notte svanisce o
la notte viene, non ho paura.
La testa un po' inclinata, guardo solo il foglio di carta.
Le parole volano via e tu sei là. L'assenza non è nulla,
un po' di tempo purissimo per inventare domani.
L'assenza è un'assoluta neutralità, indifferenza,
quiete apparente, stasi, uniformità opalescente
e grigiore appena tiepido.
Io non c'entro nulla con le more nei boschi d'estate,
le conversazioni attorno al tavolo di cucina sgranando piselli,
il profumo delle mele in cantina,
la voce di chi si ama che dice più di
quanto dicano le parole,
il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare,
il lieve fruscio della dinamo contro la ruota
durante una pedalata notturna.
Istanti preziosi, che vanno colti nella loro
immediatezza e assaporati con tranquillità.


La Première gorgée de bière et autres plaisirs minuscules


22 commenti:

  1. L'immagine porta il vino perché mi piace più della birra.

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  2. L'assenza è la mancanza di comunicazione. Un distacco definitivo.
    Non è casuale. Ha un significato che a volte è difficile da comprendere perché la lontananza non scoppia all'improvviso ma matura lentamente giorno dopo giorno fino a l'esplosione manifesta.

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  3. Mi piace la valenza cangiante dell'assenza.Il camaleonte si acquatta tra le foglie e, nascondendosi, diventa foglia...ed è ancora più presente perchè si immedesima nella natura che lo circonda...immobile per non farsi catturare resta fermo in attesa di riprendere a camminare e di diventare un altro...un colore nuovo.

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  4. La tentazione ci allena, il dubbio è un tormento. Lui, però, non era tormentato dalla tentazione. Tra le prove e il suo grido: Non credo più! c'era la differenza che distingue l'assenza dal nulla. Il suo posto non è vuoto; non vi è nulla.
    In questi giorni che segnano per me e per molti lettori l'avvio della sosta estiva, mi è capitata tra le mani la prima versione italiana del romanzo, L'impostura, che lo scrittore cattolico francese Georges Bernanos aveva pubblicato nel 1927.
    Lo sto rileggendo e mi impressiona la figura di questo sacerdote, l'abbé Cénabre, che precipita nel gorgo dell'incredulità divenendo in pratica un prete ateo, un ministro di Cristo che non crede in Cristo. Ho scelto poche righe che invito a scandire lentamente, soprattutto nella sottile ma acuta distinzione tra «assenza» e «nulla»: sì, l'assenza non è identica al nulla. E questo sacerdote è ormai andato oltre la tentazione: essa è per certi versi preziosa, perché ci allena (Cristo stesso vi si sottopone). È andato oltre il dubbio lacerante che tormenta e quindi tiene vigile la coscienza. Egli è andato oltre anche l'assenza di Dio, ossia il suo silenzio.

    Il posto vuoto in casa è pur sempre il segno che manca qualcuno che si rimpiange o si attende di nuovo. No, nell'anima dell'abbé Cénabre non c'è più uno spazio vuoto da colmare, c'è semplicemente il nulla. Perciò, non si può neppure dire che sia ateo nel senso nobile del termine, cioè che viva con un'assenza con la quale si confronta.

    Per lui ormai è il nulla il grembo che lo sta risucchiando, un atteggiamento che non permette nemmeno di sentire la mancanza della fede e dell'amore, della realtà e della ricerca. Per questo, egli già da giovane seminarista «non sapeva voler bene… neppure a sé stesso». Può essere in agguato per tutti questo rischio, questo vuoto che non è un'assenza, ma il nulla.

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  5. Il vino soltanto bianco ;)
    Al massimo un negroamaro del Salento

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    1. Generalmente il vino bianco dicono che è l'ideale con il pesce. Non è così. Io da ragazzino passavo giornate intere al molo e qualche pescatore mi invitava nel motopeschereccio a mangiare un brodetto di pesce con l'acqua salata del mare. Lì ho imparato che il rosso è il vino, mentre il bianco è un'altra cosa, anche se può essere piacevole.

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    2. Stai in un posto di mare?
      Il bianco io non lo preferisco se non molto ghiacciato e lontano dai pasti. Il rosso è un piacere dell'anima, io ci ho fatto un post sul bere, e allora ero in Chianti, e li per vino si intende rosso.

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    3. Gingi sei tanto cara. Io abito a Pescara.

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    4. Pescara, sempre di passaggio, per Roseto, San Benedetto, Matelica,non mi sono mai fermata, finite le riunioni facevo un po di strada in più ed andavo ad Ancona.
      Bei posti, anche se l'Italia è tutta bella.

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    5. L'area metropolitana di Pescara conta circa 500mila abitanti. Pescara era un gioiello, tutta da inventare. I palazzinari l'hanno stuprata. Sul fiume le industrie chimiche hanno riversato veleni tanto da rendere l'acqua batteriologicamente pura.
      Buona domenica Gingi.

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  6. Intima e soave, me ne vado in punta di piedi.
    Buona domenica.
    sinforosa

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    1. Grazie dolce sinforosa.
      Buona domenica.

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  7. CHARLES BAUDELAIRE (Parigi, 1821 - 1867)
    L'ANIMA DEL VINO,

    Nelle bottiglie l'anima del vino
    una sera cantava: "Dentro a questa
    mia prigione di vetro e sotto i rossi
    suggelli, verso te sospingo, o caro
    diseredato, o Uomo, un canto pieno
    di luce e di fraternità. So bene
    quanta pena, sudore, e quanto sole
    cocente, sopra la collina in fiamme,
    son necessari per donarmi vita
    ed infondermi l'anima. Ma ingrato
    non sarò, né malefico, ché provo
    immensa gioia quando nella gola
    cado d'un uomo usato dal lavoro:
    il suo petto per me è una dolce tomba
    e mi ci trovo meglio che nel freddo
    delle cantine. Odi risuonare
    i ritornelli delle tue domeniche
    e la speranza che bisbiglia dentro
    al mio seno che palpita? Coi gomiti
    sopra il tavolo mentre ti rimbocchi
    le maniche, mi vanterai e contento
    sarai: della tua donna affascinata
    accenderò lo sguardo; robustezza
    ridarò a tuo figlio e i suoi colori,
    e sarò per codesto esile atleta
    della vita, l'unguento che rafforza
    i muscoli dei lottatori. In te
    cadrò, ambrosia vegetale, grano
    prezioso, sparso dal Seminatore
    eterno, perché poi dal nostro amore
    nasca la poesia che a Dio rivolta
    spunterà in boccio come un raro fiore."

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    1. Il simbolismo e l'allegorismo di Baudelaire sono inarrivabili.

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    1. Ti scusi e io non ricordo quel qualcosa che mi ha irritato e ha dato vita a una mia risposta brutale.
      Ma io ti voglio bene e non do peso agli intoppi relazionali.
      Bacio Lucia.

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  9. Troppo bella, troppo vera, troppo toccante..
    Anche perchè per me l'assenza è sempre presente, non possso distrarmi e se lo faccio lo faccio tanto bene da sembrare vero, ma la mia anima si ribella e scoppia.
    Odio l'assenza, la mancanza , la solitudine..eppure le tollero, le sopporto,ma peggioro, il mio tempo sta peggiorando.
    Un bacio serale mio caro

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  10. E ti vengo a cercare...
    La luna è in fase calante ma la sua malinconica influenza, mi rende liquida, alzo la coppa di rosso e ti do la buona notte.

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    1. Ho visto una porta chiusa che si apriva. Nessuna persona, solo un calice di rosso che mi sorrideva. Anche io ho sentito la tua mancanza.

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  11. Un tempo lo feci anch'io: scrivere un post e continuarlo poi in divenire nelle ore seguenti come commenti o ricordi o precisazioni a me stesso. La scrittura tracima a volte con tempi tutti suoi.
    All'alba solo un sorso d'acqua e poi via!

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