lunedì 12 giugno 2017

La scelta di convenienza





Forse sono le 'scelte' a fare la differenza. La maggior parte del mondo abituale sta con il nero e il bianco insieme, insomma un coperchio per ogni pentola pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza) è la fedeltà e la sequela a una 'scelta' che ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo', come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.
Vero è che spesso le persone a sostegno delle stesse scelte, possono fare la differenza, anzi, ci sono momenti in cui sono necessari per non “mollare il passo” ma l'Amico per eccellenza è sempre uno solo e quello e Lui non ci abbandona.
Credo che sia questa la condizione umana: non poter avere mai la visione d'insieme.
D'altra parte in questo modo ciascuno si esprime tutto quello che accoglie e capta della realtà in cui siamo immersi.
L'individualità ci rende persone, belle o brutte, secondo le nostre scelte.
Diamo per scontato di avere fede. Ci siamo abituati alla Messa domenicale o giornaliera. Sì facciamo tutto per abitudine fino a quando un'autocoscienza, che prima di tutto è una percezione chiara e amorosa di sé, non ci fa capire che l'Amore a Dio deve rinnovarsi ogni giorno. Rinnovare la consapevolezza al proprio destino.

9 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: abiti da sera anni 40

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  2. La fede è una Grazia che va custodita con cura, alimentata con la meditazione della Parola e vissuta nella Luce del Signore.
    Altrimenti la fede perde della sua azione primaria: "l'affidarsi completamente", a meno che qualcuno non ti pesta l'alluce e tu per fede e amore verso il prossimo gli molli un ceffone.

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    1. Se si sta in società, si lavora si hanno rapporti, non bisogna perdere i valori, ma affidarsi completamente diventa rischioso vivere, allora, ci si fa moneche di clausura e si sposa Cristo, ma anche li nei conventi e nei monasteri, bisogna stare attenti alle reazioni di una involontaria pestata di piedi.

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    2. Bisogna evitare gli errori ( in pratica i peccati). E' quasi per tutti normale andare dal dentista e accettare lo sconticino pagando senza regolare fattura. E' un errore grave, perché significa rubare. Io per questo dico che sono un cattolico radicale e non un tipo con la fede tascabile. Nel lavoro ho affrontato almeno duecento gare di appalti e forniture. Nemmeno un ricorso al TAR che blocca per due anni la gara. Perché vinceva chi praticava le condizioni migliori. Come direttore amministrativo diverse volte ho cacciato dalla mia stanza il Presidente, un comunista con il vizio dei berlusconiani, cioè favorire gli amici. Anche passare con l'automobile quando il semaforo è rosso è un errore-peccato: metti a rischio la tua vita e quella del tuo prossimo. La segretaria bionda e ardita la mandavo in altri uffici perché non bisogna ficcarsi nelle situazioni a rischio. Come vedi, Gingi, non è necessario farsi prete o chiudersi in un convento per essere onesti e osservare la Parola. Certo, vivere come San Francesco sarebbe bello, ma la mia fede non è così grande da chiedere le stimmate.

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    3. Infatti tu non ti affidi completamente, e agisci nel sociale senza buonismo o comprensione, ma seguendo le regole con diligenza e correttezza. Io per esperienza ti dico che vi è la componente di grande onestà e rispetto, ma hai avuto anche la fortuna di non incappare in interessi o situazioni, create apposta o in cui diventavi scomodo per qualcuno.
      Io invece non ho avuto la tua fortuna, e nemmeno quella di trovare chi difendessi grandi ingiustizie, in quanto nessuno va contro i poteri forti, o semplicemente contro un'amicizia.
      Si può vivere come S.Francesco anche senza stimmate e dare del proprio luogo un eremo.

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  3. Hai ragione, Gus, la fede che professiamo è una persona reale, non abitudini da perseguire.
    Buona serata.
    sinforosa

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    1. Sì, 2mila anni fa gli uomini attraverso Cristo hanno conosciuto Dio. E i valori che diciamo di difendere non li seguiamo nemmeno noi.
      Grazie sinforosa.

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  4. Gingi, capisco quello che vuoi dire. Ho rinunciato alla nomina a Direttore generale perché non potevo andare a lavorare con il mitra.

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    1. Hai visto? Anche fra i preti avresti dovuto rinunciare a qualcosa o subire, per mantenere correttezza e pace.

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