martedì 6 giugno 2017

La noia esistenziale





La teoria dell'informazione, quale metafora, si potrebbe applicare anche alla noia, nei suoi aspetti di non-sorpresa e non-originalità. Un'informazione eccessiva, ridondante non comunica e crea solo confusione. Annoia pure una percezione prolungata nel tempo, spettacoli, dissertazioni prive di vivacità, la monotonia di un paesaggio anche se scorre sotto gli occhi. Escluderei gli ambienti, sia pure sempre uguali, ma per qualche aspetto mutevoli, o una personalità con una propria identità di base, ma poliedrica quando è richiesto.
In sé nulla è noioso, perché la noia è un vissuto soggettivo, la cui soglia è variabile. Dipende da precedenti esperienze e personali inclinazioni. “A chi più sa perder tempo più spiace” (Dante).
Si rivede un film per rivivere emozioni e identificazioni; si rilegge un libro per reinterpretarlo o perché è il “nostro romanzo”; un saggio per ri-assimilare un argomento che ci sta a cuore. Una tematica m'interessa se suscita associazioni e memorie, confronti stimolanti e contrasti da ridefinire.
Se la vita oscilla tra noia e dolore, la noia è un pendolo tra norma e patologia, tra routine framezzata da mete, e un drammatico senso di vuoto. Oggi testimoniato soprattutto dai giovani, le cui reazioni di rado sono costruttive.
L'altra faccia della noia è la curiosità, che ci spinge a conoscere per piacere o perché è necessario. La sua fine segnerebbe quella della civiltà e della Storia. Tuttavia chi è capace di essere curioso è più esposto alla noia; specie se vi è costretto. Infatti, la sperimentano solo gli uomini o, secondo alcuni, gli animali obbligati a conviverci.
Chi è “noioso”? Chi replica copioni invariati, inamovibile dalle sue idee da aggiornare, chi non distingue ciò che è importante, e infarcisce un racconto con particolari superflui o svianti, ignora l'ironia e l'umorismo, non abbandona un argomento trito e senza proporre visioni alternative. Non conosce lo stile comunicativo modulato secondo le circostanze e duttile. Potrà possedere altre doti, ma non la sensibilità per accorgersi che sta tediando


8 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: Francesca Chillemi.
    A lei l'onore della noia.

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  2. Non ho tempo di annoiarsi. Grazie Gus!!

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  3. Ne sono certo.
    Ciao Rosana.
    Bacio.

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  4. In questo post mi sono riletta non nella noia, figurati!, ma nella curiosità: che io chiamo interesse. Tutto è vita nelle cose che mi circondano! Benedetto san Francesco che nel suo cantico le ha nominate
    e chiamate beate persino "sorella morte". I prati i fiori l'erba, il vento, la pioggia e il sole......tutto è coinvolgente!
    Ho un'amica che si stupisce del fatto che guardo più volte un film certamente se è di un certo interesse, magari solo per la sceneggiatura, o per il dialogo o per la musica...
    Idem per un libro: se lo scrittore riesce ad appassionarmi fino ad imparare le sue frasi a memoria....ecco che diventa un prezioso amico di ore serene! La noia la regalo alle persone noiose, anzi a loro regalo una manciata di desideri che ancora debbo realizzare.....
    Nel mio blog, mi ripeto parlando di religione, ma per chi non ne vuol sapere, allora ho un altro blog "Il nido di nonna Birdye" dove racconto aneddoti spiritosi, favolette o filastrocche!
    Ho "bausciato" un po'? Allora chiudo la porta e vi auguro un bel pomeriggio di serenità. Grazie Gus . Bacio.

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    1. Sei piena di contraddizioni ma la fede emerge chiara e forte.
      Bacio Lucia.

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  5. Noia:"avere in odio". La noia è mancanza di senso. Qualcosa da non augurare a nessuno.
    Ciao Gus.
    sinforosa

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. I tuoi discorsi non sono mai noiosi.
      Grazie.
      A domani.

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