venerdì 23 giugno 2017

Alla ricerca del bello





C'è un brano del suo "Les contemplations" intitolato l'Eremita (Victor Hugo). L'eremita che si alza al mattino presto e, alla luce di una candela, inizia la nuova giornata nell'oscurità ancora invadente della notte. Man mano che il sole appare all'orizzonte l'arco del cielo si incendia di luce, analogamente come nel suo cuore si fa luce appena inizia a meditare. Meditare significa situare le cose al loro posto. Ecco allora la grandezza ultima dell'uomo profilarsi all'orizzonte: essa risiede nel riconoscere alle cose il loro posto, cioè il loro significato. La dignità dell'uomo sta infatti nella percezione, nel riconoscimento e nell'affermazione dell'esistenza del significato ultimo della realtà Nella percezione della realtà determinata dal "cuore" sorge un iniziale giudizio, quindi un uomo vede se e quanto la realtà in cui si imbatte gli corrisponde e lo soddisfa. Nella percezione determinata dal cuore il punto o il luogo dove l'io non è più l'oggetto o la determinazione particolare che lo fa reagire, non è il potere, ma una realtà dentro di sé, come strumento di paragone nell'impatto con ogni realtà, che assicura la sua unità nell'incontro e nel confronto con tutto.
Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme.
Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente.
Ogni numero è zero di fronte all'infinito.
L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo. (Victor Hugo, Les contemplations).


22 commenti:

  1. La contemplazione nasce dalla meditazione.
    Che cosa diventa una vita che coltiva incessantemente l’atteggiamento della meditazione e da questo lascia che sorga l’esperienza della contemplazione?
    Uno sperimentare, vivere, pulsare senza condizionamento; nella leggerezza, nel gioco, nella fiducia.
    Cos’è la meditazione nella nostra visione?
    L’atto dell’essere consapevoli di ogni attimo presente.Uno stare nel momento che accade, non sul passato, né sul futuro, ma sull’adesso sapendo che tutta la nostra esistenza accade ora e mai più.se tu sei presente a ciò che la vita ti offre, di presenza in presenza il tuo sguardo diventerà sempre più chiaro, meno condizionato dalla paura, dal giudizio, dall’aspettativa.Ogni accadere prende il posto di un accadere che l’ha preceduto e che scompare: ciò che adesso accade lascia il passo ad un altro evento e noi non tratteniamo né ciò che è stato, né ciò che è, né attendiamo ciò che verrà: semplicemente accogliamo ciò che accade

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  2. É splendida.

    Ti abbraccio
    P.

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    1. Grazie Pippa. Mi somiglia caratterialmente e esteticamente.

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    3. E' la foto scattata che è bella.

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    1. Ho conosciuto un buddista che incarnava nel modo più classico l'esoterismo proprio della setta. Di lui conservo un ricordo che ancora mi commuove. Quando ci siamo salutati mi ha abbracciato, ma senza poter dire nulla. Nessun contenuto che la sua dedizione a qualcosa di ultimo che avevamo in comune. Io ho letto il vecchio testamento ma non trovato un'attrazione particolare. Un libro non è una Presenza. Per me la fede non è un insieme di regole, dogmi, precetti. La fede è un modo di vivere che corrisponde alle esigenze del mio io. Quindi un fatto molto razionale. Quando scrivo "modo di vivere" parlo di una particolare tensione verso una meta. La fede compiuta si ha quando Cristo manifesta la sua azione servendosi di un uomo.

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    3. Le esigenze di un uomo pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza e l'intelligenza per realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno, cosa molto diversa dall’ideale che rappresenta l’oggetto di perfezione per cui il cuore dell’uomo è fatto.
      Il mondo è pieno di uomini che sognano.
      La fede è ragionevole perché dà l'unica risposta logica che possa spiegare la meraviglia perfetta e intelligente che ci circonda: Dio.

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  4. La fede ha una partenza fuori di noi: è un fatto, è una oggettività che sfida la soggettività dell'uomo. Niente di astratto, nessuna deduzione, nessuna proiezione. Già dall'origine è l'incontro con qualcosa fuori dell'uomo. Un incontro che suscita una speranza. Per questo la fede è un gesto umano e deve nascere in modo umano, perché non sarebbe umano se nascesse senza ragione, sarebbe irragionevole, cioè non umano. All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona. La fede è il massimo del razionale perché tu decidi di vivere secondo le esigenze del tuo io. Ti accorgi che il cammino che ti offre Cristo è quello che tu stavi cercando. Tutto l'io è calamitato da Lui.

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    2. A Lucia ho risposto che eri tu che dovevi aiutare noi.
      La fede nasce sempre da un incontro che deve avere il carattere dell'eccezionalità.
      A me è accaduto con una ragazza che sarebbe diventata mia moglie. Fondamentalmente sono una persona onesta. Non mi ero mai posto il problema dio. Lei invece era praticante. Una grande occasione per confrontare il tuo agnosticismo con una che crede. Così ho fatto e dal confronto ho capito che lei viveva meglio di me. Un rapporto affettuoso con tutti, una che donava a piene mani. Ho cominciato a seguirla alla Santa Messa e domenica dopo domenica ho conosciuto Dio e il Figlio. Loro avevano una proposta di vita che sconsigliava l'uomo dal commettere errori ( in teologia si chiamano peccati) per evitare di fare male agli altri e a se stessi. E' iniziato il mio grande cammino come scelta ragionevole fino a diventare credente, e seguito a camminare. Solo così l'Amore verso Dio aumenta. Lui lo sa e può fare di me quello che vuole.
      Io aspetto la manna ( dacci oggi il nostro pane quotidiano) e ne sono felice.
      L'osservazione della realtà porta alla certezza che quello che guardiamo è frutto di un'intelligenza che l'uomo ha definito secondo il suo crescere e quindi le epoche storiche in tanti modi. In effetti il cristiano chiama Dio quello che in effetti è solo Mistero impossibile a svelarsi per la differenza di intelligenza tra Lui e l'uomo. Il fatto dirompente ,unico nelle religioni ,è che questa intelligenza si incarna nel corpo di una giovane ebrea e viene ad abitare in mezzo a noi. Dare una risposta certa all'accaduto comporta la presa d'atto dell'impossibilità della risposta. Quando il nostro Io si imbatte in questo incontro può dire sì, oppure no. In effetti il cristianesimo è una proposta di vita che un uomo accetta per ragionamento, cioè che ciò che propone questa religione soddisfa le esigenze del tuo cuore. Si ha la sensazione chiara che ci troviamo di fronte alla Verità.
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    4. Con la fede un uomo accetta la dipendenza, cioè essere al servizio di un altro.
      Questo è il sacrificio più grande che si può chiedere a un uomo. Chi lo accetta non può seguitare a sbagliare perché è l'Altro che lo ha preso per mano in eterno e sa come guidarlo. Chi fa questa scelta non desidera più Dio perché è già con lui.

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  6. Bel post e bella la figlia.
    sinforosa

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    1. Sei molto gentile Sinforosa.
      Grazie.
      Ciao.

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  7. Immensamente bello leggere brani di questa intensità. Contemplare mattini di oro e raso è come condensare il mondo in un unica parola: preghiera. Grazie per il commento. L'ora è tarda. Buonanotte e bacio.

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  8. Complimenti per la tua bella figlia, ti somiglia moltissimo!
    Contemplando:Pronti a rendere ragione della speranza che è in noi.
    Buona giornata, e un raggio di sole ☀
    Dani

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    1. Sì, mi somiglia, anche caratterialmente.
      Grazie Dani.
      Buona giornata.

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