venerdì 10 febbraio 2017

E' il mio dolore che la rende viva






La realtà si lascia facilmente colonizzare dall'abitudine, dalle abitudini che l'uomo acquisisce nella vita quotidiana.
E quasi scompare.
Nel reticolo delle abitudini, la realtà non si realizza, si nasconde, svanisce.
La coscienza non rimane più sveglia e si occupa soltanto di quello che ha davanti, di quello che capta sul momento.
Il tempo si contrae, si divide e il suo fluire diventa impercettibile.
La coscienza si spegne, perde intensità, e l'essere stesso, l'essere a cui questa coscienza appartiene si nasconde altrettanto, o ancora più della realtà.
Forse è perché sono le 'scelte' a fare la differenza ... la maggior parte del mondo abituale sta con il nero e il bianco insieme, insomma un coperchio per ogni pentola pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza) è la fedeltà e la sequela a una 'scelta' che ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo', come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.
Vero è che spesso le persone a sostegno delle stesse scelte, possono fare la differenza, anzi, ci sono momenti in cui sono necessari per non "mollare il passo", ma l'Amico per eccellenza è sempre uno solo e non ci abbandona mai.
A me un mondo che spegne la coscienza, appare chiaro, poi tutto è relativo e soprattutto siamo liberi di chiamare 'bene' anche un mondo che genera questi effetti .... nella dinamica di Dio tutto concorre a un bene superiore, chiamiamoli 'lavori in corso' di un lavoro molto più complesso e che sicuramente sfugge alla nostra limitata visione di qualsiasi cosa ci circondi e ci comprenda, contenga.
La felicità non può essere una felicità perduta. E ci resta, anche se dentro una ferita. Il mio dolore, quel mio dolore, è il terribile modo di averla ancora vicino a me, di averla ancora con me.


34 commenti:

  1. Immagine:

    Charles J. Dwyer, Jr. è nato nel 1961.Diplomato alla Scuola di Milwaukee of Art, dove ha studiato belle arti, pittura e incisione. Nella primavera del 1992 la crescente reputazione dell'artista è stata sottolineata durante la sua prima mostra di New York con il tutto esaurito.
    Coloro che vedono l'arte di Dwyer sono affascinati dalla combinazione della forma femminile con elementi autobiografici o immagini nascoste. In molte delle opere, Dwyer combina script scritti a mano con le immagini.

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  2. Tu dici che è il dolore a renderla viva. Ma penso sia l'amore forte che vi ha unito a renderla così diversamente Viva. Perché l'amore non muore mai. Ricordi la scia della stella? Sarà per sempre.
    Era febbraio vero? mi pare fosse a fine mese...
    Un abbraccio.
    Dani

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  3. Si, Dani, il 28 febbraio 2011. Il dolore nasce dall'assenza e la fa diventare presenza. La dimenticanza spegne la coscienza.
    Certo la base è solo l'amore.

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  4. Non sapevo, Gus e mi dispiace.
    Quanta verità nei tuoi pensieri.
    Cristiana

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    1. Grazie Cri.
      Giustamente Daniele ha usato l'espressione "diversamente viva", ma si tratta di qualcosa non facilmente assimilabile, perché l'uomo ha bisogno anche di un abbraccio materiale.

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  5. Ho provato sulla mia pelle cosa significhi una persona amata, una persona che ha diviso il bene e il male della quotidianità per tanti anni, ma più che il dolore sia il convincimento di credere che sia un "lavoro in corso" di Dio a farla sentire presente accanto a me e ai miei figli. Abbraccio

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    1. "significhi una persona amata"
      significhi perdere una persona amata

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    2. Non è spiritualmente persa ma la parte spirituale che costituisce l'uomo è un Mistero a noi sconosciuto. Io, che dopo 10 minuti che non la vedevo ritornare ero già in forte apprensione.

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    3. Il cristiano concettualmente sa che la persona è viva, ma è qualcosa che non sempre è sufficiente.

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    4. Io ho pianto molto e ho pregato molto Gus. La fede è stata la mia unica consolazione. Abbraccio

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    5. Io non riesco nemmeno a piangere. Ho l'impressine che mi stia scoppiando la testa. Durante la messa accarezzavo la fede e la sentivo vicina. Ora non ho non ho nemmeno quella. Durante i lavori di regolarizzazione dell'impianto termico centralizzato, di giorno, operai di qua e di là hanno rubato mille euro e le fedi, la sua e la mia. Bruna è morta un'altra volta. Chi ha fatto quest'azione nemmeno sa il dolore che mi ha procurato.

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    6. Ma che vigliacchi! Che mondo brutto è questo Gus. Che Dio ti dia la forza di superare tutto questo dolore, te lo auguro di cuore.

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    7. Lo hai detto tu. Il mondo è fatto da noi.

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  6. Caro Gus, ti abbracio forte.
    So, cosa vuol dire perdere una persona amata, io, come tu sai, e sanno chi mi conosce, le mie radici sono tutte salite in cielo, dal '93 che e' mancata la mia mamma al 2002 nonna, e per ultimo papà, "il bastone della mia vecchiaia" nel 2007, e in mezzo a tutto cio' la distruzione. Della Mia famiglia, con relativo divorzio dal mio unico amore a cui ho stupidamente creduto, marito...ed e'a una perdita anche quella che ti lascia una ferita incancellabile...ogni perdita, e' una perdita, certo ognuna ha "il suo valore", certo e' che non posso mettere sullo stesso piatto della bilancia i miei e mio ex...e non voglio nemmeno pensare chi ha perduto, un figlio.
    Ma come ti dico, sempre guardiamo lassù, ci sono le stelle in cielo ed ognuna di esse e'a un nostro caro che fa sentire con la sua luminosità data da quel Qualcuno, che loro ci sono, sempre per sempre...
    Bacio.

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    1. A volte mi sveglio la notte e penso: "E' meglio che non accenda la luce, Bruna potrebbe svegliarsi".
      Bacio Fiorella.

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    2. Ti capisco, in un altro modo, il mio, certe volte prendo il telefono e incomincio a digitare il numero dei miei...
      E, una lacrima e anche un sorriso mi viene sul volto, e dico "cosa avete da dirmi, mamma, papà?..."

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  7. Chi sei tu nella...gioia e nel dolore...intendiamoci.

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  8. Non ho mai provato un dolore simile quindi posso dirti poco se non appellarmi a vaghe teorie. Presumo però che la tua forza derivi anche dalle assenze, dalla sofferenza, da piccoli gesti e pensiero comunque costante: "Bruna potrebbe svegliarsi". Una abbraccio Gus

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    1. La notte dell'arresto cardiaco mi dice: "Agù, mi sento scivolare dal letto". Rispondo: "Ti mantengo io", e lei: "No chiudi la luce e dormi". Lo faccio, chiudo la luce e sento un tonfo. Lei è per terra. Respirazione bocca a bocca, massaggio cardiaco. Niente.
      Doveva sentirsi molto male e per non farmi preoccupare è stata zitta. Io so che vive in un'altra dimensione, ma come si fa a rimanere senza una persona così?
      Grazie Franco.

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  9. È un passaggio che di dovrebbe fare tra la vita e la morte. Riuscire a prendere quell'attimo di apertura che solo un grande amore unisce e riesce a portare dentro di sé. Non è assolutamente sofferenza. Non sono rimpianti, non saranno rimorsi.
    Si vive insieme....e sarà sempre.
    Credo che, quel giorno, (spero lontanissimo) io non mi sentirò più sola perché ho sempre e solo dato.

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    1. Concettualmente è così. Nell'applicazione pratica ci sono momenti molto dolorosi.

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  10. Perche' nell' applicazione pratica,(ma quale?) quello che ti rimane è soprattutto una tua esigenza.
    Non hai compreso minimamente il mio messaggio.
    In amore non si dovrebbe mai dire mi dispiace.

    Love story

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    1. Si è scritto nel fogliettino dei baci Perugina.

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  11. L'applicazione pratica (?) Va lasciata andare. Come giusto che sia. Quel che rimane è molto di più. Difficile che tu potrai mai comprendere.... forse capire si.

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  12. Ciao August, posso chiederti una cosa particolare, ma neanche tanto per chi crede nel Signore? Puoi unirti alla nostra preghiera per una persona che sta soffrendo molto fisicamente. E' una persona che ho menzionato pochi giorni orsono.Tu hai sensibilità verso questi "bisogni". Ha bisogno della nostra preghiera. Così mi ha chiesto e che io ti sto proponendo. Seguirà una mia mail.
    Grazie, Un abbraccio scintillante!
    Dani

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  13. Ma Gus, ti avevo lasciato un commento, forse ho sbagliato a inviartelo? Se invece hai preferito non pubblicarlo non fa niente, va bene lo stesso.
    Ti sono comunque vicino.
    sinforosa

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    1. Sinforosa, non c'è la moderazione. Quello che scrivi viene pubblicato in automatico. Ora controllo se mentre passavo da una modalità all'altra c'è qualche messaggio.

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    2. Non preoccuparti magari, imbranata come sono, avrò fatto qualche sbaglio.
      Ciao Gus e cerca di stare sereno.
      sinforosa

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  14. Ho chiuso la porta.
    Ho sentito girare la chiave.
    Ma le parole, portate dal vento, conoscono la strada.
    Nessuno può dirti le parole che vorrei che tu conoscessi.
    Le mie.
    Nessuno ti dirà che conosco il tuo dolore.
    Chi scoprirà per te che le stelle non sono scomparse....
    e che l'aria della notte non è umida di gocce
    che non sono di pioggia.....
    C'è un canto che profuma i tuoi pensieri?
    C'è un profumo della voce amata che chiede
    soltanto di rimanere nell'aria che respiri?
    C'è un dolore che Dio possa trasformare
    in gioia, in bellezza?
    C'è ed è in te. Scoprilo.

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  15. Ti capisco e non sai quanto caro Gus, troppo bene e questo troppo mi fa male, perchè la lacerazione non è chiusa è aperta, mentre è l'abitudine che si insinua dentro di me, spegnendo a volte la mia interiorità e le mie spirazioni primarie.
    Ma quel dolore che dovrebbe attenuarsi, forse cambia, ma è sempre in guardia ,lacerante , sanguinante, che ti fa cambiare spesso angolo e direzione e ti senti smarrita e poi riprendi con fatica, con tenacia, spesso anche con ardore.
    La fede mi sorregge? Forse mi consola, ma nin è sufficiente..
    Ti abbraccio forte

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