sabato 4 febbraio 2017

Comprendere il senso religioso






La politica, in quanto forma più compiuta di cultura, non può che trattenere come preoccupazione fondamentale l’uomo. Nel Discorso all’Unesco (2 giugno 1980), Giovanni Paolo II ha detto: «La cultura si situa sempre in relazione essenziale e necessaria a ciò che è l’uomo».
Ora, secondo Luigi Giussani, la cosa più interessante è che l’uomo è uno nella realtà del suo io. Ancora in quel discorso il Papa dice: «Occorre sempre, nella cultura, considerare l’uomo integrale, l’uomo tutto intero, in tutta la verità della sua soggettività spirituale e corporale. Occorre non sovrapporre alla cultura - sistema autenticamente umano, sintesi splendida dello spirito e del corpo - delle divisioni e delle opposizioni preconcette».
Che cosa determina, cioè dà forma a questa unità dell’uomo, dell’io? È quell’elemento dinamico che attraverso le domande, le esigenze fondamentali in cui si esprime, guida l’espressione personale e sociale dell’uomo. Brevemente chiamo senso religioso questo elemento dinamico che, attraverso le domande fondamentali, guida l’espressione personale e sociale dell’uomo; la forma della unità dell’uomo è il senso religioso.
Questo fattore fondamentale si esprime nell’uomo attraverso domande, istanze, sollecitazioni personali e sociali. Il XVII capitolo degli Atti degli Apostoli presenta S. Paolo che spiega la grande ed inarrestabile migrazione dei popoli come ricerca del Dio.
Il senso religioso appare, così, la radice da cui scaturiscono i valori. Un valore, ultimamente, è quella prospettiva del rapporto tra il contingente e la totalità, l’assoluto. La responsabilità dell’uomo, attraverso tutti i tipi di sollecitazioni che gli provengono dall’impatto con il reale, si impegna nella risposta a quelle domande che il senso religioso (o il «cuore», direbbe la Bibbia) esprime.
La politica, intesa come amministrazione, è ormai irrimediabilmente avulsa da quel necessario cordone ombelicale che è il cittadino -uomo- ridotto ad impotente fagotto trascinato su una strada antitetica al suo bisogno.
il problema è che anche il concetto di politica è ridotto a merce. La merce ha un unico bisogno: essere comprata. Anche se non ha nessuna funzione o utilità.
l'uomo è ormai relegato “pezzo” di catena di montaggio. Non gli si chiede più cuore. Ma manovalanza parcellizzata sconnessa dal contesto generale. E così si coltivano “zolle” umane, con propri personalissimi annaffiatoi, accettate (nel senso poco metaforico di ascia) sulle mani del vicino. E l'unica domanda lecita al mattino, dopo un simile vocazione, è: cosa faccio di “religioso”, di sensato, di sincrono col resto che mi circonda?

19 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: Rachel Weisz Yypatia.

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  2. )
    « Quando ti vedo mi prostro davanti a te e alle tue parole,
    vedendo la casa astrale della Vergine,
    infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
    Ipazia sacra, bellezza delle parole,
    astro incontaminato della sapiente cultura. »

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  3. Quando si parla di "astrazioni", quali la politica, l'etica o il senso religioso, si tende a un vocabolario da "dizionario teologico", dove immagino anche il buon Gesù grattarsi accigliato i lunghi capelli scuotendo il capo...

    "Occorre non sovrapporre alla cultura - sistema autenticamente umano, sintesi splendida dello spirito e del corpo - delle divisioni e delle opposizioni preconcette"

    Vabbe'.. domani mi alzo e cerco di fare qualcosa di sincrono... ma forse è tutto molto più semplice.. e a volte mi chiedo a chi interessi che sia tutto più contorto, che l'amore, sia tutto un affare di Stato e di Chiesa?
    A chi lucra sulle spiegazioni forse.

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    1. Franco, il senso religioso è quello che tu laicamente chiami buon senso. Il senso religioso è innato nell'uomo e ogni cosa dovrebbe partire dalle sue esigenze naturali.

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  4. Bella domanda, difficile è rispondersi.
    Ciao Gus.
    sinforosa

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    1. L'uomo ha una parte corporale e una spirituale. Il senso religioso difende l'uomo dal Potere che cerca si separare l'uomo per poi ridurlo a tanti brandelli reattivi solo all'emozione menzognera del consumo.

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  5. E stranamente uno che ha già definito il senso religioso finisce per contestarlo. Parlo di Franco che in qualche commento nascosto tra le pieghe del blog si possa trovare una sua affermazione: "Per arrivare a Dio a me basta guardare con grande stupore la realtà che mi circonda e non mi servono, come ai cattolici, i cristi, le ostie e le madonne".
    Qualcosa che assomiglia molto alla religiosità di un non credente, parlo di Einstein:

    In un discorso tenuto a Berlino Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. L'emozione è sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

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    1. Infatti io contesto l'arzigogolarci attorno. Basta meravigliarsi. meravigliarsi davvero, senza dover sapere che premio daranno a questo mio meravigliarmi. La meraviglia è il premio.

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    2. L'uomo si pone continuamente le domande e cerca le risposte. Soprattutto cerca che il Mistero si manifesti.

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  6. Il senso religioso è, per sua natura, un fattore ineliminabile, «coincide con quel senso originale, totale di dipendenza che è l'evidenza più grande e suggestiva per l'uomo di tutti tempi». Quel qualcosa da cui tutto dipende «si chiama, nella tradizione religiosa, esplicitamente Dio» Luigi Giussani. Buonanotte e Bacio Gus.

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  7. Io lo chiamerei Mistero.
    Bacio Lucia.

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  8. Non trovo più i miei commenti dedicati a mia mamma. Uno era bello. L'hai cancellato ? Lo rivorrei

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    1. Qualsiasi cosa accada è sempre colpa mia.
      Sei irrecuperabile.

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  9. La religione ha da sempre ficcato il naso ovunque.

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    1. L'uomo fin dalle sue origini ha capito il suo essere piccolo e ha visto la grandezza di altre cose. Il desiderio di essere protetto lo ha spinto a credere che il Sole, la Luna e altre cose potevano aiutarlo. La crescita dell'uomo coincide con una visione più logica e ragionevole del Mistero che qualcuno chiama dio. La religione è una creazione dell'uomo e per questo lamentarsi è puerile. Anche il non credere è una religione.
      Buona domenica.

      P.S.

      Ho visto che sconsigli di entrare nel tuo blog e io ti ho ascoltato.

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  10. ..infatti non lo comprendo , ciao

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  11. Difficilissima risposta al tuo lungo ma perfetto discorso Gus mio...
    Cosa facciamo noi di sensato, siamo avulsi da quello che ci costruisce uomini pensanti e di" cuore" o siamo oggetti da essere usati?
    Non so rispondere , ci poniamo così poche volte queste importantissime contestazioni che forse noi stessi non sappiamo cosa rispondere
    Bacio serale

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  12. Ciao Nella.
    Noi assistiamo quasi indifferenti al Potere che cerca di soffocare il senso religioso dell'uomo. L'uomo separato in due. La parte spirituale che non interessa e la parte corporea da inserire nella catena di montaggio del consumismo.

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