giovedì 9 febbraio 2017

Albert Einstein visto da vicino






La visione religiosa


Benché fosse stato cresciuto come ebreo, Einstein non credeva negli aspetti religiosi dell'ebraismo ma considerava se stesso ebreo da un punto di vista etnico.
A differenza di quanto a volte sostenuto, non credeva in un dio personale. Infatti in una lettera nel 1954 scriveva:
« Io non credo in un dio personale e non l'ho mai negato, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare. »
Alcuni storici hanno visto nelle parole che seguono una sorta di panteismo scientifico legato ai suoi studi di fisica:
« Io credo nel dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, non in un dio che si preoccupa del fato e delle azioni degli esseri umani. »
Einstein era associato onorario della Rationalist Press Association sin dal 1934.


Il pensiero sulla morte


Non riesco a concepire un Dio che premi e castighi le sue creature o che sia dotato di una volontà simile alla nostra. E neppure riesco né voglio concepire un individuo che sopravviva alla propria morte fisica; lasciamo ai deboli di spirito, animati dal timore o da un assurdo egocentrismo, il conforto di simili pensieri. Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura.
Ecco, è in quel percepire senza cogliere del tutto che risiede la nostra incompiutezza...ma è anche in quella percezione, seppur grossolana e fonte di dolorosi dubbi e domande assenti di risposta, che risiede il nostro potenziale mai compiuto. Ecco perché amo la vita.


Quello che mi è piaciuto di più in queste parole è ciò che concerne la ricerca di un qualcosa di più elevato, del sapere, della spiritualità (in qualsiasi forma la si voglia ricercare) e la bellezza...personalmente ricerco queste cose ogni giorno, anche solo con un volo della mente, in cose semplici, ma che elevino lo spirito dal piattume e dallo squallore di una società che ci vorrebbe sempre più appiattiti e cinici nella nostra personalità, anzi ci vorrebbe spersonalizzati e livellati in basso.





29 commenti:


  1. "Se la mia teoria della relatività si dimostrerà corretta, la Germania mi rivendicherà come tedesco e la Francia dichiarerà che sono un cittadino del mondo. Se la mia teoria si dimostrerà falsa, la Francia dirà che sono tedesco e la Germania dichiarerà che sono un ebreo".

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  2. In un discorso tenuto a Berlino Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. L'emozione è sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

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  3. Ben singolare è la situazione di noialtri mortali. Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perché, ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: innanzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia. Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita interiore ed esteriore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ricevuto e ciò che ancora ricevo. Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa consapevolezza di chiedere all’attività dei miei simili più di quanto non sia necessario. Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che, in fin dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo che anche una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito

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  4. Meraviglia, meraviglia e ancora meraviglia. Eccolo Dio.
    Tutto il resto è letteratura.

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    1. Franco, non puoi relegare la figura di Cristo alla fantasia popolare e i Vangeli alle invenzioni della Chiesa.

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    2. Non ho detto questo... ma non sono indispensabili.. questa è la meraviglia ;) Pensaci.

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    3. Senza Cristo la religione cattolica sarebbe solo un libro da leggere. Cristo rende reale il Vecchio testamento, e l'uomo conosce l'Amore di Dio, senza diluvio universale, sacrifici, occhio per occhio dente per dente, distrugge i Farisei e istituisce la sua Chiesa, indicandone i limiti dovuti all'uomo che non riesce a veicolare il divino. All'interno della Chiesa si sviluppa la vita del cristiano, dal Battesimo all'estrema unzione. La Chiesa è il Mistero che si è manifestato.

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    4. ....Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

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  5. Le tue amiche catechiste sono andate a sputtanarti sul blog di Fulvio. Belle amiche hai... proprio cristiane al massimo, vanno al massimo...
    Le comari di un paesino non brillano certo di iniziative, le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettive (Il grande Faber)

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  6. Più tardi vengo a deliziarmi del tuo post perchè vedo l'etichetta. filosofia.
    Anche se non vuoi... non me ne può fregar di meno. Ciaociao

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  7. Ah dimenticavo.. scrivi:
    "dallo squallore di una società ecc ecc ecc..."
    Domanda:
    La società non siamo noi? ed allora, invece di lamentarsene e continuare a denigrarla, non sarebbe meglio lottare per cambiarla? Non solo i giovani ma anche gli anziani con la loro esperienza devono tirarsi su le maniche e darsi da fare...

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    1. Anna, io vedo la società cattolica. Non ci sono alternative. E' inutile tirarsi su le maniche perché il Potere ha sviluppato l'egoismo e la competitività che non danno spazio all'amore verso il prossimo.
      Non dirmi dove vanno le stolte a dirmi male. A me non interessa. Lo so che ti piace scrivere nel mio blog, ma io non tollero le liti e le frasi sottintese con Clarissa.
      Il problema è solo questo.

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    2. Clarissa e chi è?
      Sei il mio punto debole sul web, lo confesso apertamente perchè da te imparo tante cose ed io amo imparare e tu questo lo hai capito da tempo.
      Però vorrei che tu mi fossi davvero amico e un amico, quando l'altro sbaglia (se sbaglia davvero) lo richiama e non le chiude le porte del proprio blog come hai fatto tu. Ricordi che è la nostra discussione incominciò con il fatto che volevi sapere il mio nome e cognome e relativa foto per relazionarti con me? Queste parole non sono tue ma di altre persone che tu conosci molto bene. Per questo mi sono alterata. Io desidero relazionarmi con te, non con le altre che arrivano sempre come avvoltoi per cibarsi delle nostre discussioni. Questo non lo accetto perchè non lo trovo corretto.

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    3. No. Mi piace che solo il nome sia quello vero.
      Io sono impulsivo ma ti assicuro che non ho niente verso Fulvio. Lo sdegno è per un tipo di ragionamento insensato. L'esempio di quello che accetto è, come ha notato Franco, il pensiero di Einstein. Quanto allo scusarsi mi sembra ridicolo. Ho detto delle cose e restano. L'intemperanza, il modo aggressivo che ho usato non mi appartengono. Fulvio forse mi conosce e ha capito. Se è rimasto scosso, mi dispiace.

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    4. Venendo al post, credo che in fondo Einstein in alcune affermazioni non avesse tutti i torti, quando afferma che la natura nella sua perfezione dimostra che un Dio l'ha creata. Che poi non si interessi delle azioni umane non mi trova per nulla d'accordo anzi un giorno gli dovremo rendere conto e non lo vedo come un grande castigatore...
      Mi piace molto questa frase: "Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita"
      Ai miei figli dico sempre che su questa terra siamo solo di passaggio..
      Che sia questo che l'umanità non ha ancora capito?

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    5. Il mio nome è Anna Di Maria
      Farfalla Leggera la mia essenza
      Lo scrissi sul mio profilo ma ho deciso di allontanarmi dal nick perchè vedo che spesso da adito a equivoci soprattutto presso i maschietti.

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    6. Non dire che sono bizzoche. E' il loro modo formale di seguire il cattolicesimo. Il mio è aggressivo verso il peccato e le azioni, mai contro la persona. Si chiama giudizio di valore.


      Il non giudicare nessuno vuol dire accogliere tutti.
      Senza identificare il non giudicare con la parola accogliere, ci sarebbe un equivoco perché, quanto a giudicare, dobbiamo giudicare.
      Ma non possiamo giudicare la persona, la persona viene accolta, giudichiamo un atto: "un atto così è sbagliato".
      Dicendo "tu hai compiuto un atto sbagliato", perché per giudicare la persona entrano infiniti fattori a noi sconosciuti.
      Certo, il mondo giudica la persona perché fissa la perfezione in valori che costituiscono il tornaconto per sé, e ha interesse, quindi, a eliminare le persone che cadono sotto i segmenti di giudizio in cui fissa la perfezione.
      Giudicando esclusivamente un atto, e non la matrice che l'ha determinato, crea la scissione tra essenza ed azione.
      Ma siamo esseri in evoluzione, spesso contraddittoria, quindi è giusto contemplare, ed isolarne il giudizio, anche azioni determinate non in linea retta, quindi non coerenti.
      D'altra parte nessuno può contenere in sé un qualsiasi valore conquistato se prima non l'ha accolto, sperimentato, compreso e poi messo in azione. Altrimenti è un valore solo acquisito per indotto e non per “esperienza” o percorso. E l'esperienza è somma dei nostri errori.




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    7. "Non dire che sono bizzoche. E' il loro modo formale di seguire il cattolicesimo"
      Anche io seguo il cattolicesimo ma non sono bizzoca e soprattutto non sono pettegola e non mi sono precipitata sul blog di Fulvio a sparlare di te. E questo è la differenza tra me e loro, una differenza per me sostanziale!
      Comunque chiudo il discorso e da oggi in poi commenterò solo i tuoi post, quelli di filo...
      Riguardo a Fulvio, lo considero una persona molto intelligente e sono più che sicura che ha capito, anche se ATEO dichiarato.
      Ciao buona serata

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  8. Caro August, forse non ci siamo capiti. se credi a chi definisce bizzoche, chi crede nello stesso Dio in cui tu credi. Ti saluto, e vai a vadere da Fulvio chi tradisce la sua amicizia e pure la tua, perché è bugiarda, gelosa, ma forse è psicologa? ammazzete oh!

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    1. Io non vado controllando quello che fanno gli utenti. Io so esattamente quello che siete. Ho fiducia in diversi. Altri, le pecorelle smarrite, cerco di aiutarle. Voglio bene a tutti e assisto con sofferenza alle liti che mi girano attorno. Chi crede in Dio deve cercare la pace e perdonare. E' scritto in questo post. Il mio è sempre un giudizio di valore, cioè sul peccato e non sul peccatore.
      Dio giudica l'uomo, io non posso farlo. La gelosia è molto comune nelle donne, la menzogna, invece, è grave. Tu hai fatto il massimo grazie alla tua fede. Tra noi ci sono stati contrasti ma la pace è sempre tornata.
      Abbraccio Daniela.

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  9. Le pecorelle smarrite
    ...io so esattamente quello che siete....
    Lo penso anch'io

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  10. Lui da giudizi di valore,cioè sul peccato...Quindi augusto giudica Il valore del peccato...una bella pretesa.

    Posso farti una domanda?

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    1. Il non giudicare nessuno vuol dire accogliere tutti.
      Senza identificare il non giudicare con la parola accogliere,
      ci sarebbe un equivoco perché, quanto a giudicare, dobbiamo giudicare.
      Ma non possiamo giudicare la persona, la persona viene accolta,
      giudichiamo un atto: "un atto così è sbagliato".
      Dicendo "tu hai compiuto un atto sbagliato",
      perché per giudicare la persona entrano infiniti fattori a noi sconosciuti.
      Certo, il mondo giudica la persona perché fissa la perfezione
      in valori che costituiscono il tornaconto per sé,
      e ha interesse, quindi, a eliminare le persone che cadono
      sotto i segmenti di giudizio in cui fissa la perfezione.
      Giudicando esclusivamente un atto, e non la matrice che l'ha determinato, crea la scissione tra essenza ed azione.
      Ma siamo esseri in evoluzione, spesso contraddittoria, quindi è giusto contemplare, ed isolarne il giudizio, anche azioni determinate non in linea retta, quindi non coerenti.
      D'altra parte nessuno può contenere in sé un qualsiasi valore conquistato se prima non l'ha accolto, sperimentato, compreso e poi messo in azione. Altrimenti è un valore solo acquisito per indotto e non per “esperienza” o percorso. E l'esperienza è somma dei nostri errori.

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    2. Meditiamo sull’episodio dell’adultera.
      Ecco, noi non possiamo scagliare la prima pietra.
      Questo non significa non dare un giudizio di valore su quello che accade.
      Commettere adulterio è un peccato.
      Gli scribi e i farisei avrebbero commesso un assassinio perché non cercavano la giustizia ma usavano la donna per mettere in difficoltà Cristo.
      Ecco, noi dobbiamo separare il peccato dal peccatore, Gesù può giudicare la persona perché Lui è in grado di entrare dentro la sua vita.

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  11. Risposte
    1. Difficile. Non faccio sogni belli.

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  12. Questo altro telefono è suonato. I attiro solo cose e persone folli. 😊

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