venerdì 22 gennaio 2016

Il pensiero di Debord





Il pensiero di Debord sviluppa essenzialmente i concetti di alienazione e reificazione, già centrali nelle riflessioni di Karl Marx, ma reinterpretati alla luce delle trasformazioni della società europea nel secondo dopoguerra. Lo sviluppo dell'economia nell'età contemporanea, con l'emergere dei nuovi fenomeni sociali del consumismo e della centralità dei mass media, avrebbe segnato infatti una nuova fase nella storia dell'oppressione della società capitalista. La prima fase del dominio dell'economia sulla vita sociale aveva determinato nella definizione di ogni realizzazione umana un’evidente degradazione dell’essere umano. La fase presente dell’occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dall’economia conduce a uno slittamento generalizzato dell’avere e nell’apparire, da cui ogni avere effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima.
Ciò che aliena l'uomo, ciò che lo allontana dal libero sviluppo delle sue facoltà naturali non è più, come accadeva ai tempi di Marx, l'oppressione diretta del padrone ed il feticismo delle merci, bensì è lo spettacolo, che Debord identifica come un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini.
Una forma di assoggettamento psicologico totale, in cui ogni singolo individuo è isolato dagli altri ed assiste nella più totale passività alla disgregazione del proprio io.
Lo spettacolo, di cui i mass media sono solo una delle molte espressioni, è parte fondante della società contemporanea, ed è responsabile della perdita da parte del singolo di ogni tipo di individualità, personalità, creatività umana.



4 commenti:

  1. Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio.

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  2. Carlo Maria Martini: un Principe della Chiesa.


    Nel suo libro Le ragioni del credere, Martini afferma che:
    « Secondo le statistiche il numero di coloro che frequentano regolarmente la messa alla domenica è ridotto. L’influenza pubblica dei pronunciamenti della Chiesa è scarsa, soprattutto sul terreno morale. Pochissimi sono i cristiani che, nelle parrocchie e nei gruppi, si impegnano veramente a testimoniare il Vangelo e non pochi sono oggi coloro che non cercano nel cristianesimo ma altrove una risposta alle loro domande di senso. Definirei in ogni caso la nostra situazione di Chiesa come quella di una minoranza impegnata e motivata che porta il peso di una maggioranza che compie talvolta qualche gesto religioso per abitudine e non per convinzione profonda e personale »

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  3. Carissimo Carlo Maria Martini... mancasse l'esempio?

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  4. Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliano assolutamente che non sia?

    Carlo Maria Martini.

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