lunedì 23 gennaio 2017

A volte racconto cose strane





Compro una Spitfire. Bellissima. Verde inglese, con i raggi alle ruote. Un capolavoro. Veramente la Spitfire era un’automobile terribile: non teneva la strada, sospensioni che, in curva, mica aiutavano, complicavano. Freni stocastici e frenatura sempre disallineata. Ma era troppo bella.
Imbocco il viale e arrivo davanti all’ingresso di casa e fiuuuu una derapata da brivido (tanto la spit derapava anche se non volevi).
Mentre sto lì a bearmi della bravata, richiamati dal chiasso che avevo fatto, appare mio padre con altre persone. Mi guarda, guarda l’automobile, alza gli occhi al cielo e borbotta:
"Ma cosa è ‘st’automobile da attore di cinematografo?". (“attore di cinematografo”)   era un dispregiativo, in opposto al termine positivo “attore” con il quale s’intendeva l'attore di teatro). Un'altra novità!
- Papà vieni a fare un giretto, dai,  che la proviamo, guarda quant’è bella.
- Tu sei squilibrato se credi che io entri in quel tubo. Ma non hai niente da fare, eh?
-"Ma non vedi quant’è bella?".
Nel frattempo sopraggiunge mia madre che, godendosi la scenetta, dice, rivolgendosi a mio padre:
"Per piacere va a farti sto giretto, per piacere accontentalo, se no questo qua non la smette più, e non ce lo togliamo di torno".
- No No No, non ci vado in quel tubo-
- Dai, così ce lo togliamo di torno; non per lui, ma per la quiete di casa.
Mio padre si rassegna per il bene di tutti e commenta:
"Tuo figlio sono due mesi che sta qua, lo capisci? Come mai? Non ti chiedi come mai? Quest’estate sta qua, fisso come un monumento… non è che si prepara quel sacco da zingaro e se ne va in vacanza? No, sta qua .E non se ne va, niente: non se ne va.
- Vacanza io, papà? Io ho da fare.
- Pure noi, perciò tu devi andare in vacanza-
In ogni caso, rassegnato come un martire, mio padre prende cappello e bastone e si avvicina al tubo.
La spit era bassa, quindi per entrare ci sono le prime difficoltà, una delle quali è il cappello che urta il montante e cade per terra. “Ma per entrare in quest’automobile si deve essere acrobati di un circo equestre, e pure bravi eh?”
Insomma, alla fine siamo entrambi seduti.
"Vai piano, che qui si sta seduti per terra, ma che razza di automobile è?".
Metto in moto e partiamo.
- Vai piano-
- Ma se non sono ancora partito-
- Vai piano, ti ho detto!-
- Sta andando a 40 all’ora-
- Ti ho detto di andare piano …vai piano c’è traffico-
- Ma se siamo ancora sul viale di casa!-
- Finiscila di contraddirmi, scostumato; vai piano. Vai piano ‘ché ti do una bastonata.
Il fatto è che “andare piano” è una valutazione personale e, quindi, assai relativa, andavo a 50 all’ora anche meno, ma tale velocità non rientrava tra i valori paterni compatibili con il "vai piano".
Mi diede una bastonata in testa davvero!
- Ahia! Papàààà, ma così moriamo tutti e due -
- No, muori tu. Prima. E adesso riportami immediatamente a casa. Anzi no. -Torno a piedi -
E s’incamminò verso casa, che distava meno di trecento metri ‘ché tanto lunga era stata la gita.


17 commenti:

  1. Raccontino sur-reale, quasi come papà che ti chiama Gus, ma tenero tenero, quasi come papà che ti chiama Gus.

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  2. Se mi avesse chiamato auGUSto lo menavo.

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    1. Be'.. all'anagrafe l'hanno fatto... ;)

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  3. Che tenerezza
    Ma non puoi guidare peggio di me, sai? :)

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  4. Tu sai fare tutto meglio di me :)

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  5. Bellissimo quadretto familiare!E l'auto è bella,sicuramente non "comoda"
    solitamente le auto sportive tutto hanno al di fuori della comodità.
    Certo che però tuo papà aveva poca fiducia nelle tua arte di automobilista. ^__* eh eh eh!
    Abbraccio.
    Dani

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    1. Dai, ho esagerato. Peppino stravedeva per me.
      Grazie.
      Ciao.

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  6. Che bel ricordo e che bella auto!!!.
    sinforosa

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  7. tuo padre mi ricorda il mio... zitto zitto mi taglia sempre le gambe, in particolar modo se si tratta di rubargli il mercedes...

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    1. Questa sera su sky on demand ho visto il film "Life". Parla di James Dean. Io ero come lui.

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  8. Ancora, ancora...tante storie così!!!! Amerei tuo padre alla follia troppo simpa.
    Grazie mio caro sul personale sei un capolavoro! Bacissimo. Mi daresti un passaggio? Ah però è scoperta e i capelli al vento.....beh potrei sempre fare un pensierino.....

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  9. Guai a non amare il p(P)adre!
    Bacio Lucia.

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la paranoia è un disturbo della personalità