lunedì 21 novembre 2016

Un sogno ti fa tornare ragazzino






Nel quartiere, allegro, caciarone, misto, c'era un po' di tutto, dalla vecchia contessa esile come una canna di bambù alla molto decorosa insegnante di scuola elementare, dal ladro di biciclette al venditore ambulante e al sussiegoso funzionario delle imposte.
I grandi sì, così distanti e un po' misteriosi per me.
Pensandoci dopo come tutto era "falso", false le persone, falso il posto. Eppure come tutto era vero, i ruoli erano più veri della verità delle persone.
E poi tanti ragazzini e ragazzine scatenati con le gambe arrossate dal freddo in inverno e ginocchia perennemente sbucciate.
E il piccolo cinema dell'oratorio che proiettava vecchissimi film americani ( se ne potevano vedere due di seguito il sabato e la domenica per pochi soldi) e qualche film edificante in cui la bontà trionfava sempre alla fine. Il lieto fine era d'obbligo.
E si compravano lunghissime stringhe di liquerizia e bastoncini di legno dolce, da succhiare lentamente.
Ci sono ritornato una volta sola, dopo averlo lasciato, molti anni dopo. Irriconoscibile, molte case allora piccole e colorate, non c'erano più, la campagna che prima era lì dietro l'angolo dell'ultima casa, scomparsa sotto una miriade di edifici costruiti ad alveare, e più nessuno quasi dei volti della mia infanzia.
E quei pochi erano lì malinconici come promesse non mantenute.
La sensazione acuta e dolorosa di aver perduto qualcosa per sempre.



14 commenti:

  1. Anche se sono più piccolo di te, provo le stesse cose tornando nel quartiere di casa mia. Che è molto mutato, molte cose non ci sono più (persino strade e palazzi!).

    Moz-

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  2. Sono passato dal tuo bellissimo blog. L'ultimo post, la storia del Moz è bellissimo. Hai tante visualizzazione, ampiamente meritate.
    Ciao.

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  3. Perché August dici che tutto era falso? Erano tempi diversi, ma non credo falsi.
    Buon pomeriggio!
    Dani

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  4. Ci sono cose non " rimaste " che pretendono una spiegazione: "Non era vero affetto".
    Ciao Dani.

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  5. Ciao Gus, ogni giorno, passo dove devo andare, nel luogo dove sono nata, il condominio dove nel '61, mia mamma mi dette alla luce in casa, perché si usava così.
    Ho sempre un certo che di malinconia, perché i miei ci hanno abitato li dal 1958 al 1987.
    Il giorno che si son sposati e l'anno di nascita di mio figlio.
    Beh, ti dirò, che mi fa sempre un certo effetto...un senso di malinconia e abbandono...
    Ma la vita va avanti, ma il mio sguardo si alza a guardare quel balcone del secondo piano di quella via.
    Un grande abbraccio.

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  6. Si tratta di qualcosa di più intimo di un quartiere che con il passare del tempo ha cambiato aspetto e si stenta pure a riconoscerlo.
    Ricambio l'abbraccio Fiorella.

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  7. L'orologio del tempo continua a far girare le sue lancette! Sarebbe bello poter dire "fermati mondo che voglio scendere!".....
    Tutto cambia, noi, i nostri figli ora i nostri nipoti. Non cambiano i ricordi. Nei sogni, solo nei sogni, siamo come vorremmo essere. Minigonna? Maxigonna?
    Avevamo le lire, ora c'è l'euro.....
    Celentano fu il primo a farci riflettere su quel ragazzo della via Gluck.
    "Le stagioni non sono più quelle di una volta!!!"
    Eravamo noi diversi, giovani dentro e fuori. La casa in rovina....
    L'orto con i pomidoro che profumavano di vero, il prato con l'erba alta e i papaveri e i fiordalisi in mezzo al grano.....
    I pattini a rotelle, la voce della mamma che mi chiamava "Lucia, la tavola, vieni su!" E brontolando lasciavo le amiche e i giochi....
    Infanzia beata ricca di povertà, di freddo, le mani arrossate e il cappotto a Natale con la tredicesima. Non è cambiato il mio quartiere....Il tram n:4 passa ancora, io però non ci salgo più! Ora abito in una città che non mi appartiene, dove, dopo cinquant'anni mi rifiuto d'imparare i nomi delle vie. Vita ti amo! Così con il busto di ferro che stringe, con gli occhiali sulla punta del naso....e...con tutto il resto che si fa musica d'amore.
    Ora saluto dal computer, ti mando un bacio nuovo amico che spesso vengo a trovare: un appuntamento da non disertare.....
    Buonaserata!!!

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  8. Ma nuovo è il bacio o l'amico?
    Complimenti per il bellissimo post.
    Bacio Lucia.

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  9. Guardarsi indietro provoca sempre emozione, così come il ripercorrere le vie che furono. Ma di ciò che fu, spesso ci sovviene solo il bello e si dimentica la fatica, la sofferenza e il sacrificio, questo perché di ciò che è stato fatto con amore e per amore resta solo il bello e il buono. Tuttavia non è utile voltarsi indietro e ripercorrere le vie percorse, quello che è stato è stato e non potrà più ripetersi o tornare. Meglio guardare avanti, sempre e comunque.
    Perdonami, sono pensieri che mi sono venuti leggendo il tuo bel post.
    sinforosa

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    1. Il mio è stato un sogno e i ricordi sono anche pasticciati.
      Ciao Rosa.

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  10. Sei un amico, il migliore, con cui scambio parole ma non sguardi che scoprono l'anima. Sei l'amico sincero della Verità....dell'anima.
    Il Bacio è sempre nuovo come il giorno che viene.....
    Bacio Gus. A domani......è arrivato il vero giorno del trasloco...

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  11. il "Migliore" era Togliatti.
    Bacio Lucia.

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  12. Bellissima descrizione di un tempo ormai lontano e sbiadito ,ma che continua a vivere dentro addolcito da cari ricordi.
    Buona serata

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la paranoia è un disturbo della personalità