mercoledì 19 ottobre 2016

Il primo piatto è la Terra

 
 
 



 

Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 20 ottobre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica. Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti. Il 20 ottobre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.
Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.
Nel 1995 la fase del sovraconsumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito.
 Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. Quest'anno siamo già al 20 ottobre: consumiamo quasi il 40 per cento in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.
E, visto che è difficile ipotizzare per quell'epoca un trasferimento planetario, bisognerà arginare il sovraconsumo agendo su un doppio fronte: tecnologie e stili di vita. Lo sforzo innovativo dell'industria di punta ha prodotto un primo salto tecnologico rilevante: nel campo degli elettrodomestici, dell'illuminazione, del riscaldamento delle case, della fabbricazione di alcune merci i consumi si sono notevolmente ridotti.
Ma anche gli stili di vita giocano un ruolo rilevante. Per convincersene basta confrontare il debito ecologico di paesi in cui i livelli di benessere sono simili. Se il modello degli Stati Uniti venisse esteso a tutto il pianeta ci vorrebbero 5,4 Terre. Con lo stile Regno Unito si scende a 3,1 Terre. Con la Germania a 2,5. Con l'Italia a 2,2.
 "Abbiamo un debito ecologico pari a meno della metà di quello degli States anche per il nostro attaccamento alle radici della produzione tradizionale e per la leadership nel campo dell'agricoltura biologica, quella a minor impatto ambientale", spiega Roberto Brambilla, della rete Lilliput che, assieme al Wwf, cura la diffusione dei calcoli dell'impronta ecologica. "Ma anche per noi la strada verso l'obiettivo della sostenibilità è lunga: servono meno opere dannose come il Ponte sullo Stretto e più riforestazione per ridurre le emissioni serra e le frane".

 


13 commenti:

  1. Earth Overshoot Day (EOD), precedentemente conosciuto come Ecological Debt Day (EDD), è la data in cui il consumo di risorse per l'anno supera la capacità che ha la Terra di rigenerare quello che abbiamo utilizzato.

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  2. Il 20 Agosto è l' Earth Overshoot Day che segna la data in cui l'umanità ha esaurito il suo budget ecologico per un anno. Questo significherà che stiamo vivendo oltre il limite. Dopo questa data manterremo il nostro debito ecologico prelevando stock di risorse ed accumulando anidride carbonica in atmosfera.

    Rettifica data.

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  3. SI AMO GIA? arRIVAti all'amMAZZA ...ca'...FE?
    https://www.youtube.com/watch?v=3aUPjt00tQY

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  4. Ti piace la ragazza del Piper?







    yepheth1 mese fa

    Forse intendevi "registrato" in tre giorni e una notte. Per realizzarlo (quello chche oggi chiamiamo editing ed una volta era ...mixaggio) sarà stato necessario più tempo.






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    yepheth




    ANGELO ANONIMO




    ANGELO ANONIMO5 mesi fa

    MA E' DA MORI-RE! Oggi nella SUA ASCEN-SIONe!

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  5. Un record negativo, solo e sopratutto nell'ultimo anno: l'Italia infatti detiene il record di deficit ecologico tra i paesi mediterranei, detenendone un quarto del totale: un po' come il debito pubblico, a pagare in questo caso è l'ambiente.

    Come spiegato da Paolo Lombardi, direttore del Wwf Mediterraneo, il progresso non è stato, sino ad oggi, utile nel rispetto ambientale:

    Paradossalmente con la crisi economica e finanziaria in atto si stanno prendendo provvedimenti che deregolamentano la tutela del capitale naturale e dei beni comuni invece che rafforzarla (azioni politiche in questo senso sono già presenti nei piani di Grecia, Spagna, Portogallo ed anche dell'Italia). Le nostre società devono rendersi conto che investire oggi nell'affrontare le questioni ambientali e la salvaguardia del capitale naturale nel Mediterraneo getterà i semi per le economie sostenibili del futuro. Economie sostenibili, sicurezza e dialogo culturale, infatti, non possono essere raggiunti senza un ambiente mediterraneo sano.
    Politica e cultura? I politici e gli uomini di cultura non vogliono il bene comune ma solo il loro. Ne sono quasi certa

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  6. Il protocollo di Kyoto prevede l'obbligo di operare una riduzione delle emissioni di elementi di inquinamento (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore all'8,65% rispetto alle emissioni registrate nel 1985 – considerato come anno base – nel periodo 2008-2012.
    Premesso che l'atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questi gas. Le attività umane immettono 6.000 Mt di CO2 all'anno, di cui 3.000 dai Paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere 5.850 ogni anno anziché 6.000, su un totale di 3 milioni
    Ad oggi, 175 Paesi e un'organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi Paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.
    Lo sviluppo sostenibile porta una perdita del livello di occupazione ma è l'unica strada percorribile.
    Silvana, il forum non è moderato. Scrive chi vuole. Non è un problema mio.

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  7. Perche hai cancellato? Era solo una domanda. Che vi è successo? Siete cosi misteriosi.
    Buon giorno

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  8. Silvana, il forum non è moderato. Scrive chi vuole. Non è un problema mio
    Quale forum?

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  9. Tornando al commento non sono ottista. I morti saranno anche di piu dei disoccupati. Interessa il progresso folle interessa il dio denaro. Solo con quello si pensa di vivere bene. Forse è cosi....se sei malato ti puoi curare poi muori

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    1. Nemmeno io sono ottimista. Se chiudono le industrie che emettono anidride carbonica ci sarà una marea di disoccupati.

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  10. Guarda da stasera riapro il p.c non è possibile scrivere nel cell. Mi sembra di diventare dislessica. Scrivo una cosa ne pubblica un'altra

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  11. Il problema è la sicurezza. Senza modem e firewall entrano software indesiderati, malware e virus. La chiavetta non regge. Metti l'avatar.

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  12. Appena il tempo di registrare il nuovo triste record che farà del 2016 l'anno più caldo di sempre e dal fronte del cambiamento climatico arriva un nuovo allarmante primato. In base ai dati diffusi oggi dall'Omm (Wmo), l'organizzazione meteorologica mondiale, il 2015 è stato il primo anno nella storia dell'umanità in cui la presenza di anidride carbonica in atmosfera ha superato stabilmente la soglia di 400 parti per milione.

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