giovedì 27 ottobre 2016

Divario tra ricchi e poveri

 
 
 


 
 

Non metto in dubbio la necessità, dato come chi ci ha governato e chi non si è opposto come avrebbe dovuto ci hanno ridotto, a fare sacrifici per pagare un conto dovuto ai "consumi" altrui (leggi sprechi, furti, corruzione, clientele, arricchimenti illeciti, evasione fiscale milionaria ecc. ecc.).
Se il paese in cui vivo è sull'orlo della bancarotta non è solo amor di patria o senso del dovere ma mio precipuo interesse come interesse di tutti fare tutto il possibile perché non si arrivi al fallimento.
 Però, premesso che gli autori di questo fallimento dovrebbero avere la decenza di sparire e di non impartire lezioni, come invece fanno in lungo e in largo, e questo irrita leggermente chi deve pagare il conto delle loro gozzoviglie, non vedo perché chi non si trova nelle condizioni di pura sopravvivenza non dovrebbe inquietarsi pensando ai pensionati da mille euro al mese lordi ai quali viene tolta buona parte dell’indicizzazione che anche se data per intero non copre l'aumento del costo della vita.
Con l'astuta indicizzazione in vigore le pensioni negli ultimi dieci anni hanno perso il 30% del loro potere d'acquisto.
Ora capisco tutto, però che il conto venga fatto pagare per il 90% a chi ha le pezze in fronte non mi sembra né ragionevole né accettabile e meno mai che equo. Ed io che non sono tra quelli che hanno la pensione di 100euro lordi al mese mi arrabbio tanto che non lo potete minimamente immaginare.
E veniamo al discorso dell'equità: ti pare un dettaglio e non come io credo la base di una convivenza civile e democratica?
 Non pensate che la totale mancanza di equità alla quale siamo di fronte e non da ora sia uno dei principali motivi di degenerazione della società in cui si vive?
E che si dovrebbe fare secondo voi?
Pensare che l'ennesima manovra per riparare il malfatto non ha alternative quanto al modo in cui viene realizzata?
Continuare ad affrontare le emergenze che non smetteranno di "accadere" con spirito di collaborazione, accettando che questa profonda iniquità e questa profonda disparità di diritti che si traducono alla fine in mancanza di libertà siano le linee guida della società in cui viviamo?

 



14 commenti:

  1. Ciao Gus.
    Un grande abbraccio a te ed alla tua famiglia.
    Semplicemente buonanotte.

    RispondiElimina
  2. Slanci affettivi improvvisi.
    Grazie.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa non lo faccio più. Ciao.

      Elimina
    2. Perché? A me piace.
      Abbraccio.

      Elimina
  3. Hai messo aceto e sale sulla piaga, mi si ritorce lo stomaco e mi vien su il cibo che non ho mangiato...
    Poveretti, loro, che hanno vitalizi, di migliaia di euro al mese, e senza contare pensioni, e tutti i privilegi che noi paghiamo e loro no...
    'na roba da far vomitare!
    Mentre ci sono persone, con anche 500 € al mese che devono "vivere"?
    Vorrei dire una parolaccia, ma mi tengo...
    Ciao vado a vomitare...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La reazione è quella giusta.
      Abbraccio Fiorella.

      Elimina
  4. Anche io supero le 1000 € mensili e come noi ce ne sono altri, ma cosa facciamo noi per cambiare questo andazzo? Da quanto tempo è che non si vedono più pensionati in piazza a protestare? Vanno alle trasmissioni solo per urlare dando manforte a quei giornalisti che vogliono fare scoop ma del vero problema se ne fregano. Dove sono finiti i PROLETARI che facevano i picchetti e distribuivano volantini per far conoscere le loro lotte? Dove sono i sindacati quelli VERI che dovrebbero fare gli interessi degli italiani?
    Sottomissione al Potere nulla più. Non ti scrivo di cosa ci sarebbe bisogno in Italia perchè mi darebbero della sovversiva ed io i miei pochi anni di vita li voglio trascorrere in libertà. Dolce notte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo post, credo che sia in linea, con il pensiero di Pasolini che ho pubblicato su La mia armonia o sbaglio? Rinotte

      Elimina
    2. I proletari non vogliono più abbattere i padroni. La loro ispirazione è imitarli.

      Elimina
    3. Il verbo che tu usi "imitarli" mi tenta di allargare il discorso per approdare alla emancipazione femminile di questi ultimi anni. Le donne si sono emancipate rispetto ai tempi della mia gioventù ma personalmente ho notato che sono diventate l'imitazione del genere maschile, nel loro comportamento alcune volte volgare e grossolana, dimenticandosi della loro essenza femminile.
      Lo so che non centra nulla con il tuo post, se vuoi cancellare fallo pure non mi offenderò, ma quel verbo imitare mi ha attirata
      Buona serata a te

      Elimina
    4. Le donne ,in generale ,salvo le dovute eccezioni ,sono ottusamente tornate indietro rinnegando le piccolissime conquiste fatte il secolo scorso verso una vera emancipazione .....da sole sono tornate a scegliere di essere "oggetti " ,da sole hanno scelto di mettere sempre più in mostra i loro attributi sessuali per attirare quanti più maschi possibile e ritengono questo un successo .
      Altre hanno inteso l' emancipazione come rendersi simili ai maschi ,gravissimo errore ,perché non voglio esprimere giudizi di migliore o peggiore ,ma sono diverse ,con capacità intellettuali che i maschi non hanno.

      Elimina
  5. Ciao. Pasolini è un punto di riferimento.

    RispondiElimina
  6. Tu populista, fili mi?
    Non sai che devi pagare gli abusi del passato e soprattutto africani?
    O sei del parere di non pagare gli errori DEI tuoi GENI-TORI?

    RispondiElimina
  7. Il Prossimo, non populista. Pago.

    RispondiElimina

la paranoia è un disturbo della personalità