mercoledì 14 settembre 2016

Contro il lavoro minorile

 
 
 

 
 
 
 

Stiamo perdendo di vista una generazione di bambini. Li stiamo derubando della loro vita. Se vogliamo offrire loro una nuova opportunità, dobbiamo far fronte comune e impegnarci per porre fine alla schiavitù infantile, la piaga del nostro tempo. Insieme possiamo farcela. Apriamo gli occhi.
Se useremo i mercati come leva virtuosa, dunque, otterremo un cambiamento in tempi assai più rapidi. I governi possono impiegare anni per approvare le leggi, e addirittura di più per farle rispettare, mentre le multinazionali sono in grado di garantire con molta più celerità che i fornitori non commettano violazioni dei diritti umani, con effetti tangibili a livello globale e risvolti positivi sulla vita di milioni di persone.
E’ indispensabile  non comprare prodotti di Paesi che praticano il lavoro minorile.

Mentre leggete questo articolo, 5,5 milioni di bambini in tutto il mondo perdono la loro infanzia nella schiavitù. Vengono picchiati, sottoposti ad abusi, spesso a violenze sessuali. Costretti a lavorare in bordelli, miniere, fabbriche di mattoni, pescherecci, alberghi. O in abitazioni private come domestici. In molti casi diventano soldati, spose-bambine o spacciatori di droga
La schiavitù infantile è all’apice della sua diffusione. Ogni giorno si vendono sul mercato nero bambini di appena cinque anni a prezzi più bassi dei capi di bestiame. Una volta caduti nelle mani dei nuovi padroni, sono costretti a lavorare anche 20 ore al giorno. Le bambine sono particolarmente a rischio, perché più vulnerabili allo sfruttamento sessuale, una delle forme di schiavitù più redditizie.






16 commenti:

  1. Le aree principalmente interessate dal lavoro minorile sono i Paesi in via di sviluppo quali: Asia, Europa dell'Est, Africa e America del Sud, ma soprattutto Colombia, Pakistan e Brasile. Non sono però esclusi dal fenomeno Stati Uniti ed Europa. Pur essendo presente in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo si presentano determinate condizioni che favoriscono questo fenomeno. Il lavoro infantile si presenta dunque anche in regioni ricche di risorse e con un'economia florida, in cui però il reddito pro capite è molto basso e vi è un numero consistente di persone in stato di sottosviluppo e di Paesi dove, ad esempio nel settore dell'agricoltura, solo un'élite controlla buona parte dei fondi coltivabili.


    Wikipedia

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  2. Secondo l’ultimo rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) salta fuori che gli italiani sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.
    Lo dicono tutti: italiani brava gente.

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  3. Li stiamo derubando dell'infanzia, dei loro sogni (ma ne avranno?)
    Hai perfettamente ragione e ora ti scrivo che amo:
    I bambini abbandonati dai padri
    - i piccoli gettati nei cassonetti
    -gli orfani di guerre ingiuste
    -i bambini soldato
    -i piccoli analfabeti
    -i raccoglitori di immondizie
    -i piccoli lavavetri fermi ai semafori
    -i figli di genitori separati
    -le bimbe di strada
    ............

    Per tutti loro e per chi ho dimenticato come i bimbi derisi per un handicapp Cristo benedice chi avrà cura di loro e spalancherà le porte del Suo Regno e preparerà la Sua Gioia.

    Grazie Gus. Buon pomeriggio. Bacio doppio perchè pensi proprio a chi è poco amato o amato per niente.

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    1. Chi maltratta i bambini commette una barbarie inaudita.
      Il loro grido arriva a Dio.
      Bacio Lucia.

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  4. E' vero è una schifezza totale, gente priva di coscienza, che poi...sono i primi a giudicare, una doppiezza incredibile!
    Tempo fa mi è stata data una lista di prodotti, cibi e altre cose dove erano implicati i bambini nel lavoro (schiavitù), ho cancellato dalla mia lista spesa questi prodotti, è poco, lo so, ma è ciò che posso fare.
    Grazie August, queste sono le cose aberranti, per cui far sentire la nostra voce è indispensabile.
    Ti abbraccio.
    Dani

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    1. Dani, non è poco. Il problema e che molti ignorano anche l'esistenza di bambini che lavorano 12 ore al giorno. Non conoscono i Paesi e i prodotti da cancellare dagli acquisti. Un impegno di tutti porterebbe a un invenduto pauroso scoraggiando l'industria dei senza scrupoli.
      Ti abbraccio.

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  5. Orrori di cui si parla poco o niente perché fa comodo, anche a tutti noi, purtroppo.
    sinforosa

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  6. I media vogliono che la gente non abbia pensieri e scrupoli e pensi solo a divertirsi consumando tutti i soldi per le cose inutili.
    Ciao Rosa.

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  7. E' vero Gus che tristezza ....bisognerebbe davvero che anche lo stato se ne occupi vietando l'entrata di merci che proviene da questi paesi ... perchè per il consumatore è più appetibile un prezzo più basso di acquisto...sono anni che persiste questo problema ... ma non se ne fa nulla ma c'è tanto altro ... buona serata

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  8. Serve maggiore informazione e più chiarezza su quello che compriamo. E' un errore scegliere quello che costa di meno.
    Ciao Giusi.

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  9. Alcuni Paesi stanno percorrendo il cammino avvenuto nei Paesi occidentali durante il medioevo, allorchè il bambino non era ancora al centro della società, allorchè la sopravvivenza dei neonati era difficilissima e le malattie infettive decimavano gli infanti.
    Ma per noi è uno strazio leggere di come sfruttano delle creature innocenti e impossibilitati a ribellarsi.
    Cristiana

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  10. Dei circa 7,6 milioni di decessi infantili (0-5 anni) che avvengono ogni anno nel mondo, la maggior parte è dovuta a infezioni respiratorie acute, dissenteria, morbillo e malaria.

    Tutte malattie che possono essere prevenute tramite vaccini, zanzariere, misure igieniche e altre semplici forme di profilassi, che però spesso rimangono ignote o troppo costose per larghi strati della popolazione, nei paesi economicamente arretrati.

    Lo stesso può dirsi per le medicine che possono curare queste malattie, comodamente accessibili per qualsiasi cittadino occidentale ma inarrivabili per quei tre miliardi di abitanti del pianeta che vivono con meno di due dollari al giorno.
    Vaccinazioni
    Dove regna la povertà, lo Stato non è in grado di assicurare neppure le vaccinazioni di base. Due milioni di bambini ogni anno muoiono a causa di malattie come il morbillo o la tubercolosi, per le quali esistono vaccini dal costo irrisorio.
    Analfabetismo
    La carenza di servizi sanitari di base è rafforzata dalla mancanza di informazioni. Spesso le comunità e le famiglie ignorano l'importanza vitale delle vaccinazioni, non sanno riconoscere i sintomi delle malattie e neppure quando sia giunto il momento di cercare un medico per un bambino che sta male. Per combattere queste forme di ignoranza sanitaria, si rivela fondamentale l'istruzione delle donne e delle future madri.

    Una ragazza che ha frequentato qualche anno di scuola è in grado di assistere e nutrire meglio il suo bambino, sa leggere le istruzioni di un operatore sanitario e dosare un farmaco come una donna analfabeta non può fare (basti pensare alle decine di migliaia di bambini che ogni anno muoiono perché le madri diluiscono troppo le medicine o il latte in polvere).
    HIV-AIDS
    Fra le minacce alla salute dei bambini, occupa una posizione sempre rilevante l'HIV-AIDS.

    Oltre ai 2,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni che convivono con il virus, in massima parte a causa del contagio da parte materna alla prima o durante la nascita, vanno considerati i moltissimi altri la cui vita è stata indirettamente segnata dall'AIDS.

    Per coloro che accudiscono familiari malati, e soprattutto per i 16,6 milioni di orfani dell'AIDS, la capacità di tutelare il proprio stato di salute dipende esclusivamente dalla benevolenza di parenti, per lo più anziani e in difficoltà economiche, o dai rarissimi programmi assistenziali dello Stato.
    Acqua
    La mancanza di accesso all'acqua potabile - una condizione in cui si trova a vivere il 13% della popolazione mondiale - è strettamente connessa a una serie di malattie infettive che fanno ogni anno tre milioni e mezzo di vittime, in gran parte bambini sotto i 5 anni.

    L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno circa 450 milioni di persone, soprattutto bambini in età scolare, siano infettati da parassiti intestinali veicolati dall'acqua impura.

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    1. I parassiti consumano i nutrienti assimilati dal bambino, aggravandone la malnutrizione e provocando ritardi fisici e psichici, fino a provocarne la morte, in assenza di terapie efficaci.
      Carenze di igiene
      Altrettanto gravi, per la salute dei bambini, sono le conseguenze della carenza o inadeguatezza dei servizi igienici, delle fognature e delle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti, che toccano oltre 2 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta.

      Ovunque manchino gabinetti e fognature adeguate, vi è un potenziale focolaio di colera e di dissenteria, entrambe malattie epidemiche ad alto tasso di letalità per i più piccoli.
      Guerra e altre emergenze
      Considerando le cause di mortalità infantile, non possono infine non essere menzionate le conseguenze dei conflitti armati sulla salute psico-fisica dell'infanzia.

      In tempo di guerra, i bambini rimangono facilmente vittime di armi da fuoco e bombardamenti, ma a fare le stragi maggiori sono soprattutto le malattie infettive, spesso a carattere epidemico, come il morbillo o il colera, che si sviluppano per il degrado delle condizioni igieniche e per i disagi imposti dalla situazione bellica.

      Gli spostamenti in massa, la convivenza forzata nei campi profughi, l'interruzione dei servizi sanitari di base e dei rifornimenti alimentari, tutti fattori che si riflettono in un rapido incremento della mortalità infantile, sono tratti comuni anche alle emergenze umanitarie provocate da fenomeni naturali.

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    2. Cri, sono dati Unicef.

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  11. E noi continuiamo a sprecare acqua, creare montagne di rifiuti e dormire sonni tranquilli.....e assicuriamo di amare il prossimo.
    "Il senso morale di una società si misura su ciò che essa fa per i suoi bambini". (Dietrich Bonhoffer) Bacio Gus.

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  12. Il nostro senso morale è molto basso.
    Bacio Lucia.

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