lunedì 8 agosto 2016

Lo stupore dà la vita

 
 

 
 
 

Quando il cristianesimo non accade più come avvenimento

di una Presenza che invade tutto e la fa ribollire, allora
 
si finisce per teorizzare l'avvenimento accaduto. Si tramanda

un discorso corretto e pulito, alcune regole su come essere

cristiani e uomini. Ma senza amore, senza il riconoscimento

del Mistero vivificante, il singolo si spegne e muore.

La nostra speranza, la salvezza di Cristo non può essere

qualcosa che abbiamo letto e sappiamo ripetere bene.

Un discorso più o meno edificante o moralistico, ecco, a questo

viene ridotto spesso l'annuncio.

Questa riduzione, priva dello stupore dell'avvenimento, quindi priva

di Gesù causa il fossilizzarsi dell'esperienza originale, la cristallizzazione.

Sono subentrati il formalismo e la stasi.

Qualsiasi nostro tentativo non può colmare l'apatia.

Accade così precisamente l'insoddisfazione del credente,

come ha detto il Papa ,da questa mancanza di stupore

deriva l'insoddisfazione di alcuni che finiscono per

essere tristi, trasformati in una sorta di collezionisti di antichità.

 

 

 

 

 


29 commenti:

  1. Tu pensa.. io ci vedo proprio il Papa che "ha letto e sa ripetere bene".
    E non dirmi che devo pensare a me. Lui si è investito dell'esempio. Ma a seguirlo imparerò solo a chiacchierare bene.

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  2. Il primo corollario della Fede è l'ubbidienza. Se fai il criticone significa che non hai capito niente e quasi quasi il Dio vorresti farlo tu.
    Te lo dico con un amore immenso.

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    1. Se ne avessi il coraggio, di fare il Papa, ne vedresti delle belle...

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    2. Non ne dubito. Le cardinalesse sarebbero da urlo :)

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  3. Io ripenserei o leggerei questi documenti della chiesa, importanti per chi si dice credente, o anche per chi vuole essere informato.

    L'aspetto più sublime della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio.

    Se l'uomo esiste, infatti, è perché Dio lo ha creato per amore e, per amore, non cessa di dargli l'esistenza; e l'uomo non vive pienamente secondo verità se non riconosce liberamente quell'amore e se non si abbandona al suo Creatore. Molti nostri contemporanei, tuttavia, non percepiscono affatto o esplicitamente rigettano questo intimo e vitale legame con Dio: a tal punto che l'ateismo va annoverato fra le realtà più gravi del nostro tempo e va esaminato con diligenza ancor maggiore. Con il termine « ateismo » vengono designati fenomeni assai diversi tra loro.

    Alcuni atei, infatti, negano esplicitamente Dio; altri ritengono che l'uomo non possa dir niente di lui; altri poi prendono in esame i problemi relativi a Dio con un metodo tale che questi sembrano non aver senso. Molti, oltrepassando indebitamente i confini delle scienze positive, o pretendono di spiegare tutto solo da questo punto di vista scientifico, oppure al contrario non ammettono ormai più alcuna verità assoluta. Alcuni tanto esaltano l'uomo, che la fede in Dio ne risulta quasi snervata, inclini come sono, a quanto sembra, ad affermare l'uomo più che a negare Dio.

    Altri si creano una tale rappresentazione di Dio che, respingendolo, rifiutano un Dio che non è affatto quello del Vangelo. Altri nemmeno si pongono il problema di Dio: non sembrano sentire alcuna inquietudine religiosa, né riescono a capire perché dovrebbero interessarsi di religione. L'ateismo inoltre ha origine sovente, o dalla protesta violenta contro il male nel mondo, o dall'aver attribuito indebitamente i caratteri propri dell'assoluto a qualche valore umano, così che questo prende il posto di Dio. Perfino la civiltà moderna, non per sua essenza, ma in quanto troppo irretita nella realtà terrena, può rendere spesso più difficile l'accesso a Dio.

    Senza dubbio coloro che volontariamente cercano di tenere lontano Dio dal proprio cuore e di evitare i problemi religiosi, non seguendo l'imperativo della loro coscienza, non sono esenti da colpa; tuttavia in questo campo anche i credenti spesso hanno una certa responsabilità.

    Infatti l'ateismo, considerato nel suo insieme, non è qualcosa di originario, bensì deriva da cause diverse, e tra queste va annoverata anche una reazione critica contro le religioni, anzi in alcune regioni, specialmente contro la religione cristiana.

    Per questo nella genesi dell'ateismo possono contribuire non poco i credenti, nella misura in cui, per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione ingannevole della dottrina, od anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione.

    Gaudium et Spes 19

    Ciao August, buon pomeriggio!
    Dani

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    1. Noi viviamo nell'attesa che il Mistero si manifesti.
      Ciao.

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  4. ^_^ Il mio nei confronti di Franco non è un amore immenso, è un amore un po' così, perché lui si è dimenticato, che quando è approdato su blogspot, mi ha mandato due messaggi accorati, affinché io gli insegnassi a come muoversi nel blog. Cosa che ho fatto volentieri. Poi lui probabilmente non condividendo i miei pensieri che posto sul mio blog, non l'ho più sentito. Va bene per me.
    Ma il muovere critiche, non è mai bene, "predicare bene e razzolare male ". Caro Franco, ognuno di noi da' giudizi, ma mai credere che siano senza difetti!
    Cari saluti.
    Dani.
    Scusa August, ma ho approfittato del commento per dire il mio modestissimo pensiero.
    Abbraccio.
    Dani

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  5. Luigi Giussani:
    -noi crediamo più all’apparire che all’essere. Eppur c’è in noi un profondo disagio che a volte riaffiora con una misteriosa malinconia, con una sconosciuta nostalgia: è la nostalgia dell’essere e l’attesa dell’Essere.
    Così diventiamo come schizofrenici e, per non voler andare al fondo del nostro cuore, che ci farebbe ritrovare l’Essere, Dio, ci accontentiamo delle apparenze.
    E’ più semplice attaccarsi alla morale, alle regole, che non amare Cristo, come nostra scelta di vita, e ci illudiamo che per amare Cristo basti osservare le regole.
    Questo è moralismo; questo è fariseismo.
    Lo stupore invece, gli occhi spalancati davanti al miracolo della realtà che ci manifesta l’Essere, ci danno quell’atteggiamento morale originario per cui uno non può non amare l’Autore di tutta la Bellezza che il nostro cuore desidera e, se uno ha fortuna di conoscere chi gli rende visibile, incontrabile, udibile l’Essere, ne nasce un’affezione tale per cui mai vorrebbe essere in disarmonia con la Bellezza assoluta ed amata. Ed ogni errore diventa oggetto di pianto, ma un pianto che sarà asciugato dalla tenerezza di quel Dio che non ha esitato a farsi uomo per starci vicino fino alla fine del mondo.-
    Quante volte ho letto questo brano, qunte volte me lo ripetuto, ma solo le parole esatte del Giuss rendono visibile lo stupore che ti spalanca il cuore e gli occhi. Buonpomeriggio. Bacio Gus.

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    1. Giussani sapeva benissimo che per l'uomo la cosa più difficile è rinunciare al proprio egoismo che ci lega a un facile moralismo tipico dei farisei.

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  6. Ci ha lasciato questa frase ed è stato con noi solo un mese...chissà!?
    (Papa Paolo 1)

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  7. Ah, ah, non ho scritto la frase...ma si può?
    Eccola:“Il vero dramma della Chiesa che ama definirsi moderna è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole”. Bacio.

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  8. Ciao Gus, io sono collezionista di antichità, ma mi stupisco sempre delle cose belle che mi circondano, basta il sorriso di un bimbo o di un anziano, dei fiori, del vento delle nuvole, e dico si, Tu mio Qualcuno ci sei.
    Certo e che, come collezionista, so collezionare e scegliere le cose "preziose" da quelle non preziose, e non essendo una Santa e non credo che mai lo sarò, anzi, cerco di allontanare oggetti che mi possono solo danneggiare il mio cuore e il mio spirito, prediligendo, chi mi sento vicino, e che so che sempre c'è anche nei silenzi.
    Bacio.

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  9. Lo so che senti vicino il Qualcuno. E' una cosa bellissima.
    Bacio Fiorella.

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  10. Il titolo di questo tuo post è un pò la mia filosofia di vita. Anzi, diciamo che è una mia qualità intrinseca: lo stupore della vita stessa non mi ha mai abbandonato e in questo credo risieda la mia fonte di felicità costante.

    Un buon pomeriggio, Gus

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    1. Lo stupore deriva dall'incontro con qualcosa di eccezionale. Lo stupore è sempre una domanda profonda che tocca le fibre ultime del nostro essere, il presentimento di qualcosa che deve avvenire.
      Ciao Regina.

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  11. Solo, la buonanotte in un silenzio dove le parole arriveranno col mattino. Bacio Gus.

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  12. :::dopo la ricerca del bello arriva lo stupore della conquista.
    Buon ferragosto

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  13. Embhè, August dove sei? Che fai? Sei in vacanzina, ....e noi come facciamo? No...no...no....^____*,ovviamente scherzo!
    Abbraccio.
    Dani

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  14. Mia figlia attualmente abita nella stanza del PC.
    Grazie per esserti ricordata di me.
    Abbraccio

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    1. Bene sono contenta che tu sia in amorevole compagnia!
      Buona serata!
      Dani

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  15. "Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.
    (Albert Einstein)
    Ti assicuro che anche un agnostico può provare stupore e commozione
    osservando ciò che la vita mostra e ci dona.
    Cristiana

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  16. Infatti Einstein non era un credente.
    Ciao Cri.

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  17. Ho dimenticato di scrivere, ma non di pensarti....Buona domenica nel Signore! Bacio.

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