lunedì 1 febbraio 2016

La sensibilità di Caravaggio

 
 
 





La versione della Pinacoteca di Brera della Cena in Emmaus, è dipinta da Caravaggio circa quattro anni dopo la Cena di Londra. L'artista sceglie di ritrarre un momento immediatamente successivo a quello rappresentato nella versione precedente: il pane è già stato spezzato e Gesù benedice i discepoli congedandoli. In questa scena più essenziale e immersa nel buio, l'unica fonte di luce, fortemente laterale, sottolinea in maniera selettiva e puntuale l'intensità dei gesti, più semplici e naturali, e le espressioni concentrate degli astanti, rivelando un cambiamento di linguaggio che caratterizzerà tutte le opere seguenti.Tanti anni fa lessi un preziosissimo libretto di Cantalamessa 'Obbedienza' dove spiegava che l'autorevolezza di Gesù nasceva dalla sua profonda sottomissione alla volontà del Padre e gli altri lo percepivano,  e le sue non erano parole ma frutto di un'obbedienza reale alle parole pronunciate, vita vera, insomma.

 



15 commenti:

  1. Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)

    Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».

    Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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  2. Buongiorno Gus! Immagine di Caravaggio: Bella ma scura.
    «Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista». Non deve stupire il fatto che, quando Gesù appare dopo la risurrezione, sulle prime i discepoli non lo riconoscono. Egli non è risorto, per così dire, all'indietro, alla vita di prima, ma in avanti, verso una vita nuova. La persona è la stessa, ma lo stato è cambiato: non vive più "secondo la carne", ma "secondo lo Spirito" Nel caso dei discepoli di Emmaus, Luca ha voluto dirci qualcosa in più e cioè che il vero Gesù lo si incontra ormai nel suo Corpo eucaristico. Con le sue "apparizioni" Gesù prepara la sua "sparizione". Educa i discepoli a riconoscerlo, con gli occhi della fede, nell'Eucaristia che è il modo nuovo con cui si farà presente ai suoi «fino alla fine del mondo».
    «E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane».
    I due non sono più intimoriti dal fatto che «è sera». Di corsa tornano indietro a Gerusalemme. Ascoltano, raccontano. Sono stati «rigenerati a una speranza viva dalla risurrezione di Cristo dai morti». Rinasce l'amore per la comunità, il bisogno di ritrovarsi con i compagni di fede. Il Maestro è risorto e con lui risorto anche la vita risorge. Testimoniare non è più un obbligo è una necessità.
    La tentazione nostra dovrebbe essere come quella dei discepoli: far ritorno a casa, al proprio villaggio, alle amicizie e agli interessi di prima, al modo di vivere la propria fede di un tempo. Gesù ci vuole guarire, rimettere in piedi la speranza, l'entusiasmo, esattamente come fece con i due discepoli. Vuole che condividiamo fino in fondo la loro storia. Essi tornarono a Gerusalemme pieni di gioia. Il cammino che dobbiamo fare a questo scopo è lo stesso che Gesù fece fare ai due discepoli e passa attraverso la riscoperta della parola di Dio e dell'Eucaristia.

    Cominciamo dalla Parola. Noi abbiamo sperimentato il potere della parola di Dio. Esso non è per noi oggetto solo di astratta fede. Parole che hanno segnato una svolta. Dobbiamo ritrovare il gusto, la passione per la parola di Dio. La Parola ti innalza e ti fa vedere che la tua vita quotidiana e ordinaria è qualcosa di sacro. Senza la parola di Dio, la nostra vita ha poco senso, poca vitalità, poca energia. Senza la Parola, sei persona di poco conto, che vive una vita di poco conto e muore una morte di poco conto."""
    Ho seguito il tuo consiglio: "I discepoli di Emmaus, commento di Padre Cantalamessa" e ho fatto il copia/incolla di ciò che mi pareva importante. Certo che Cantalamessa continua con esempi e parole molto importanti ma il blog è tuo: io debbo commentare. Poche parole Lucia.
    Buona giornata mio caro amico. Ora dò spazio alle altre persone.
    .

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  3. Michelangelo Merisi (Il Caravaggio), artista dalla vita turbolenta. Di animo particolarmente irrequieto, affrontò diverse vicissitudini durante la sua breve esistenza.
    Nelle opere del pittore sono evidenti forti contrasti di luci e ombre.
    A me personalmente colpisce sempre “La conversione di san Paolo (1601)”
    Questo commento per ciò che riguarda l’artista dell’opera. Forse era un tramite per parlare dell’obbedienza di Gesù nei confronti del Padre, Vero? Furbacchione ti servi dell’arte per arrivare al creatore?
    In effetti quando si dice che Gesù parla con autorevolezza, non si riesce a spiegare in cosa consiste, sicuramente non con autorità, il segreto è proprio nella profonda obbedienza al Padre.
    Ciao August.
    Buona serata, un abbraccio luminoso
    Dani

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  4. Nello stesso secolo e periodo, dipingeva il Carraccio, lui era la tradizione e il Caravaggio e' l'innovazione.
    Ecco l'arte cos'è, non sempre la tradizione, il bel "disegnare" porta ad essere immortali.
    Del Carraccio ci si ricorda poco, Caravaggio e' inconfondibile.
    Nell'arte moderna e' la stessa cosa.
    Ciao Gus.

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    1. Fiorella, non trovo il pittore Carraccio.
      Ciao.

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    2. August forse era il A. Carracci
      Ciao
      Dani

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    3. Scusa Gus, ma la memoria data l'età si fa un po' ballerina, volevo dire il Carracci, il suo piu' famoso dipinto e' il "mangia fagioli".
      Ciao Gus, e scusa dell'imprecisione.

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    4. Ah' scusa se ti rispondo solo ora, ma sono appena arrivata a casa.
      Buona giornata caro Gus.

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    5. Buoni i fagioli con le cotiche!
      Ciao Fiorella.

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    6. Sì, Dani, era Carracci.
      Ciao.

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    7. Carraccio o Carracci anche io apprezzo i fagioli con le cotiche accompagnati da un bicchiere di vino rosso (ogni tanto dimentico il veganismo ihhihihih)
      Buona serata Gus con abbraccio.

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    8. Brava Anna.
      Così si fa.
      Abbraccio.

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  5. A parte gli scherzi, ai primi di dicembre sono andata a Miradolo a vedere la mostra su Caravaggio organizzata da Sgarbi, che può essere poco simpatico ma in fatto di cultura dell'arte lo trovo insuperabile. Il tuo post mi ha perciò incuriosita e sono andata qui
    http://www.icsrizzoli.it/caravaggio/contenuti/07-12-2012/cena-di-emmaus-due-versioni-confronto-lettura-dell%E2%80%99opera a vedere le due opere a confronto e decisamente preferisco la seconda, quella scelta da te. Nella prima c'è più luminosità ma Cristo lo trovo irriconoscibile, cosa che non mi succede nel secondo dipinto anche se il suo viso ha i segni della stanchezza. E da quel che leggo anche gli apostoli hanno reazioni (nei due dipinti) diverse nel vederlo .
    Riabbraccio

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    1. Sgarbi ha un modo suggestivo nell'esporre le sue idee, ciò non toglie che sia proprio antipatico. Caravaggio è più aderente alla realtà.
      Ciao Anna.

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