venerdì 31 luglio 2015

Riappropriarsi del Vero

 
 
 

 
 
 
 

L'agorà, secondo Guy Debord, è la comunità generale, è sparita, con le comunità limitate a enti intermedi o a istituzioni indipendenti, al bar o ritrovi, o a lavoratori di un' azienda.
Non esiste più un luogo dove la gente possa discutere della realtà che la riguarda perché non riesce mai a liberarsi in modo duraturo dalla presenza opprimente del discorso dei mass media e dalle varie forze organizzate per erogarlo.
 Ciò che è falso crea il gusto e si rafforza eliminando consapevolmente qualsiasi riferimento possibile all'autentico.
 E ciò che è autentico viene ricostruito più rapidamente possibile perché assomigli al falso.

 

 

 

 


31 commenti:








  1. Agorà (in greco antico ἀγορά, da ἀγείρω = raccogliere, radunare) è il termine con il quale nell'antica Grecia si indicava la piazza principale della polis.

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  2. Non credo che la gente goda di questo “plagio” anche se ben mimetizzato , nascosto tra le righe dei max-media, ma è semplicemente indifferente, indifferenza derivante dalla stanchezza di non trovare una giustizia certa, dalle frodi operate da chi dovrebbe garantire e difendere la vita di tutti, dalle promesse fasulle, dalle parole…parole…parole.
    Nell’Agorà un tempo si confrontavano filosofi e dibattevano seriamente su tematiche della vita atte al miglioramento spirituale e sociale, ora abbiamo dei “commedianti, dei ciarlatani, dei ladri”.
    Ma ciò non toglie che non dobbiamo mai farci cadere le braccia!
    Grazie August, Non mollare mai, è la nostra speranza!
    Buon pomeriggio!
    Dani

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    1. Lo squallore della politica è lo specchio dello sfascio sociale.
      Grazie Dani.
      Ciao.

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  3. Il bar è il sito più vicino, oggi, al concetto di agorà.
    Ma la gente non sa più discutere senza eccedere in volgarità e gli argomenti sono scesi così in basso che il livello della moderna agorà è paragonabile ad un sottopasso come quelli che si trovano nei Metro e portano alle varie linee che conducono a tante piccole cellule.
    Cristiana

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    1. Vecchi ex compagni di partito mi raccontano che una sera andarono al ristorante del "Castello" di Praga. Erano circa le nove. Dopo mezz'ora arrivò una frotta di giovani. Furono colpiti dal fatto che rimasero lì fino alla chiusura del locale, ognuno davanti al suo boccale di birra, in silenzio. Non avevano nulla da dirsi. Era l'indice del clima umano di quel Paese.
      Ciao Cris.

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  4. Mica s'è il vero — facile, neh, caro spaventapasseri? —: questo è un non è un affatto messo a credo, a fede che una cieca messa a spinta per mancanza di mezzi; solo va a fantasia coi paraocchi, a dogma prepagato al libero quale arbitrio e quale libero: il bar è tempio, le sue anime vaganti le smarrite di realtà non so mai lo saprò che inciampano un mistero e che s'incontrano bevendosi gli dèi in una curiosità che le spaventa messa ad arte in agguato e le matura alla facciaccia vostra impudibonda
    Ed anche i pisciatoi — mammaliturchi —, dei quali il Grosz diceva: Ecco, è la mia accademia

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    1. Stai scherzando
      Dimmi che stai scherzando.

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    2. Va di dolore messo al rattrappito, al mi ci cerco fondo: proprio no

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    3. Mi rispondi con il Dolce stil Novo?
      Stai scherzando?
      Dimmi che stai scherzando.

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  5. Non sperarci neanche: vo di serio; e saluto il che porti, ti fa così sicuro e che rispetto: e che, ad un far pari per discorrere — io te ne sono grato —, sia al reciproco

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    1. Ciao Paolo. Ti porto rispetto. Mi incuriosiva il tuo parlare.

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    2. Imparati umilmente — suggerisco — al come dici tu sia ed anche curioso: non è ci sia soltanto una sintassi al pappagallo sapiente, in biblioteca

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    3. Ognuno è libero di usare il linguaggio che preferisce. L'importante è che gli altri riescano a capirlo.

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    4. Mica s'è che poi tanto me ne freghi se gli accadere restano indigesti ai chi va a abbecedario

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    5. S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
      s'i fosse vento, lo tempestarei;
      s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
      s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
      s'i fosse papa, allor serei giocondo,
      ché tutti cristiani imbrigarei;
      s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
      a tutti tagliarei lo capo a tondo.
      S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
      s'i fosse vita, non starei con lui;
      similemente faria da mi' madre.
      Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
      torrei le donne giovani e leggiadre:
      le zoppe e vecchie lasserei altrui.

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    6. August, questo significa che dal XII secolo a oggi gli uomini non cambiano...sempre lì arrivano:
      "torrei le donne giovani e leggiadre:
      le zoppe e vecchie lasserei altrui".

      Ahahah.
      Serena notte...senza pensieri cattivi!
      Ciao Dani

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    7. Paolo nullo Pedone mi ispira.
      Abbraccio Dani.

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    8. Non ti ci mando, ché tu ci stai digià e pare anche di comodo e a tuo agio

      T'aspettavo al conquibus, al già scontato che piano piano si vien fuori da sé al ti si racconta, al basta aspetti e arriva al non c'è scampo: il tu che ti confessi al quel che sei, il solipsista frustrato — quand'è che non c'è altro —, e tiri derisioni al ti vien facile, al viene aggratis e dette appena tu t'incocci in una complice da orecchio in confidenza concessa e al sussurrato; e dopo che tu ti sei sciupato, in sottogamba e a naso, un Angiolieri che non c'entra una sega e tu lo adoperi come se invece il povero c'entrasse e a far ludibrio da palloni in fallo

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    9. Cecco Angiolieri mi diverte per il suo linguaggio.
      I tuoi commenti sono sentenze. A cosa dovrei rispondere?
      Il solipsismo è la credenza secondo cui tutto quello che l’individuo percepisce venga creato dalla propria coscienza. Di conseguenza, tutte le azioni e tutto quello che fa l’individuo è parte di una morale prestabilita dal proprio io, ubbidendo pertanto solamente a quello che quest’ultimo dice, al di là delle leggi prestabilite dal mondo esterno e da altre soggettività.
      La mia coscienza è già scritta da Cristo. Io sono un cattolico e sono aderente alla vita e all'insegnamento di Cristo. Tu segui altre vie che non conosco e nemmeno mi incuriosiscono.

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    10. A nulla: l'hai già fatto allo sbracandoti

      Mentre il Cecco Angiolieri è in verità un dissacrante del bugiardello Dolcestilnovo raccattato dalle corti di Sicilia, io penso anche che — a strimpello — che tu non abbia un Cristo uno dei quali ogni giorno lo imbullettano perché non si vuol succube ma tu abbia un Dio soltanto onnipotente al sentirti meno spaventato [nel tuo minimo immenso] di tutto quel da non capire attorno che tu desideri sia un capito al magico

      Appiccico la definizione di solipsimo in una edizione che forse non sai e ti può tornar utile per il tuo meditando

      solipsismo
      so·li·psì·ṣmo
      sostantivo maschile

      Atteggiamento filosofico secondo il quale il soggetto pensante non può affermare che la propria individuale esistenza in quanto ogni altra realtà si risolve nel suo pensiero.
      estens.
      Soggettivismo, individualismo esasperato, per cui ogni interesse è accentrato su di sé e tutto il resto, ogni realtà oggettiva che non rientri nella propria sfera d'interessi, viene decisamente ignorata.

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    11. Ti guardi nello specchio e vedi Gus.
      Ti ho detto che sono cattolico e quindi l'esatto contrario del solipsista:
      "Amerai il prossimo tuo come te stesso".
      E' venuto il momento di riconquistare la profondità della ragione, resa oggi pericolosamente superficiale. La ragione è quell'originale apertura con cui l'uomo percepisce il senso del reale. E non si conosce una realtà se non cogliendone il senso. Se ho una macchina e la esamino pezzo per pezzo, fino ai più minuti componenti e non ne capisco il senso, cioè a cosa serve, la sua funzione nella totalità, non posso dire di conoscerla. Inversamente, posso dire di conoscere la macchina anche se non so analizzarla, ma ne colgo il senso. Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che si incontra e si segue e la natura originale della propria persona. E' venuto anche il momento di riscoprire la libertà, di non essere più definiti dalla paura dei propri limiti e del proprio male. Dobbiamo diventare creativi, da non confondere con l'esuberanza immaginativa, cioè riuscire ad abbracciare la realtà secondo l'impeto ultimo e l'ideale del cuore, cioè secondo il giudizio.

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    12. Tirare i remi in barca è buona tattica ed al di di ogni specchio c'è un'Alice

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  6. Mi stupisci Gus.. oggi ci sono le Fondazioni! Crogiolo di idee e menti aperte.. ahah..
    ci sarebbe anche la parrocchia da me.. certo non fa trend ma si chiacchiera che è una bellezza...

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    1. In parrocchia si chiacchiera tra chi, in fondo, la pensa allo stesso modo.
      Non conosco Fondazioni.

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  7. I tuoi post mi lasciano ultimamente un pò così....
    Lo intitoli "riappropriarsi del Vero" ed allora ti chiedo: tu pensi realmente che sulla faccia della terra esista il Vero? Che per quando gli umani possano discuterne arrivino a riappropriarsi del Vero?
    Noto che lo hai scritto con la V maiuscola quindi deduco che tu ti riferisca a qualcosa/qualcuno che va ben oltre la sfera umana molto limitata nel suo intelletto, quindi il suo discuterne non porta molto lontano, e che si può trovare solo con la Fede questa Verità tanto discussa e cercata
    Buon wend Gus

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    1. Vero nel senso di Appartenenza e non apparenza.
      L'Appartenenza è Dio, l'apparenza è il mondo.
      Ciao Anna.

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  8. La mia appartenenza ad un Destino già scritto è nata nel Battesimo. Non debbo convincere nessuno raccontando il perchè di questa mia appartenenza solo fargli scoprire come la tradizione riviva in una esperienza presente. Ciao Gus. Buonanotte.

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  9. Buongiorno Augusto! I Buongiorno....

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