lunedì 13 luglio 2015

I limiti di quello che non è compiuto






C'è un punto di fuga, c'è qualcosa che sfonda l'oggetto

 che afferriamo, per cui non lo prendiamo mai

 a sufficienza e per cui c'è sempre come

un'intollerabile ingiustizia, che cerchiamo

di celare a noi stessi, distraendoci.
Il buttarsi nell'istinto è il modo più bieco

di chiudersi a questa apertura che tutte

le cose reclamano, cui tutte le cose spingono.
La tristezza che si prova nel rapporto

non compiuto con la persona che si ama di più,

perché io non sono capace, perché lei non è capace,

 questa coscienza della propria incompiutezza

è la caratteristica più umana della vita.
E il sospiro d'infinito si presenta sempre

 quando insorge il bisogno di
qualcosa di finito.




20 commenti:

  1. Maestrale

    S'è rifatta la calma
    nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
    Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
    a pena svetta.

    Una carezza disfiora
    la linea del mare e la scompiglia
    un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
    il cammino ripiglia.

    Lameggia nella chiarìa
    la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
    e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
    vita turbata.

    O mio tronco che additi,
    in questa ebrietudine tarda,
    ogni rinato aspetto co' tuoi raccolti diti
    protesi in alto, guarda:


    sotto l'azzurro fitto
    del cielo qualche uccello di mare se ne va;
    né sosta mai:ché tutte le cose pare sia scritto:
    «più in là»



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  2. La curiosità di una domanda allarga la ragione
    perché dilata l'orizzonte del conoscibile.
    Il cuore intuisce già che l'orizzonte è più ampio
    di quanto il mondo oggi affermi.
    La nostra capacità di indagare le cose con la ragione
    è ispirata dal presentimento del cuore che esiste qualcosa di più grande.

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  3. Ti commento così:

    L’Infinito
    Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo; ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei. Così tra questa
    Immensità s'annega il pensier mio:
    E il naufragar m'è dolce in questo mare.
    Ciao August, notte!
    Dani

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  4. Più in là...bella la poesia del Montale.
    Si desidera sempre di più e sempre meglio, specie se tutto si ferma...hai ragione Gus, come sempre.
    Abbraccio amico mio.

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    1. L'incanto e la lungimiranza della poesia di Montale.
      Grazie Pia.
      Ti abbraccio.

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  5. il punto è che quel punto è una ricerca continua e che matura e si esplica con noi stessi...

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    1. Ciao Alice.
      Sono le interferenze fraudolenti che ci impediscono la ricerca del vero.
      <grazie.
      Ciao.

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  6. Se fossimo più genuini, meno costruiti, come una bestiola, un cane ad esempio, ci accontenteremmo di più e saremmo più grati alla vita.
    Cri

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    1. E' il Potere che vuol farci diventare oggetti che consumano e non pensano, e a volte ci riescono.
      Ciao Cris

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  7. "perché io non sono capace, perché lei non è capace"
    O perchè non si vuole? O perchè, ancor peggio, non si ama davvero?
    PS bella la foto, mi ricorda il volo di farfalla leggera che si è liberata da un involucro fastidioso ed è tornata a volare con il suo vero nome e volto

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    1. Amare è donarsi completamente, quindi è difficile.
      Ciao Anna.

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    2. Omar mi piace ed approvo la questa tua ultima risposta sul vero significato dell'amore a cui aggiungo che è anche sacrificio senza nulla chiedere in cambio. Ciao

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    3. Grazie Cettina.
      Alla base di ogni conquista non manca mai l'elemento sacrificio.
      Ciao.

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  8. C'è da donare senza chiedere nell'amore. Come nella vita. E noi chiediamo sempre troppo. E ci diamo pure un sacco di risposte, e questo è l'errore più grossolano.
    Abbiamo il terrore dell'ignoto. Dovremmo imparare a conviverci. Serenamente.

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  9. Per il mio vissuto, e tu sai che parlo di quello che conosco...
    Io ho imparato a vivere giorno per giorno, cogliendo con felicita' assoluta le belle cose che possono capitare, e quando tra la testa e il collo capitano, come tutti del resto, delle cose brutte e spiacevoli, le affronto sempre, uscendo, poi, magari con ferite, che nessuna "medicina" potrà mai curare, ma con la consapevolezza che sono "sopravvissuta" anche ad una nuova battaglia, e se non avessi più le forze, per combattere non ho paura dell'ignoto, abbasserò la testa e la signora nera con la falce farà il suo lavoro.
    Ciao Gus.

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    1. Il terreno è incompiuto e doloroso. Il desiderio del trascendente è una Grazia.
      Ciao Fiorella.

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  10. Pensierino della sera, bhè della notte: "niente è desiderato se non è prima conosciuto"Serenamente Buonanotte! Ciao Gus.

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    1. La conoscenza è un dono della Fede.
      Ciao Lucia.

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