martedì 13 gennaio 2015

Un attimo di primavera






Ho ricevuto questo bellissimo mazzo di gerbere e rose! Li ho ricevuti venerdì. Arrivano da Trieste, con un ricordo d'infanzia. Erano umidi, pareva rugiada,  come se fossero stati colti da poco e non avessero viaggiato, per lunghi sentieri di anni. 
In una piega inesplorata della mia memoria erano  là e attendevano solo che io li cogliessi, appena sbocciati. Erano il mio desiderio di primavera. 
Erano il desiderio di un stelo verde che da una crepa del suolo veniva incontro a me, perchè il freddo inverno con nubi pesanti e grigie mi regalava il buio delle notti senza stelle.
E' appena fuggito il Natale. Se ne è andato in fretta da questi giorni cattivi. Domani; oh domani! Cosa sarà domani? I miei passi hanno paura.... eppure il mio cuore mi   rassicura per l'esistenza di un amore che cammina sulle nostre strade e è sulla strada che lo incontro: è un amore che va verso Dio.
Ci penso: debbo scegliere o l'Amore o il nulla.
Il nulla è il rifiuto dell'Amore.
Ho già scelto: il cuore e occhi brillanti di gioia mi sussurrano Amore!




16 commenti:

  1. Grazie Lucia.
    Abbiamo scritto quasi contemporaneamente.
    Non è un problema. Lasciami il tuo regalo.

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  2. E' un regalo bello. Un post poesia come solo tu sai scrivere.

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  3. Sarebbe possibile parlare di morale se ci fosse un solo uomo sulla terra? Di morale dico, non di etica.
    Se la risposta è no, come credo, forse possiamo chiarire un po’ meglio cosa è la morale togliendola da quell'empireo astratto, da quel limbo nebuloso in cui si tende a collocarla.
    La morale è la mia individuale responsabilità, quella che io sento di avere di fronte a me in rapporto agli altri.
    Questa mia individuale responsabilità, che possiamo chiamare coscienza, non dipende in nessun modo dall'etica e cioè da quel complesso di codici o di norme che in un dato momento storico e in una certa area geografica regola il comportamento dell'individuo nell'ambito della comunità di cui fa parte.
    Nella responsabilità io rispondo all'altro. E rispondo all'altro perché non ne posso fare a meno, perché dall'altro non posso prescindere, da solo non posso vivere. E allora la dimensione in cui si realizza la morale è quella dell'assunzione della reciproca responsabilità.
    Per una certa etica la pena di morte è codificata e accettata, per la morale e cioè il mio rapporto con me la pena capitale costituisce qualcosa che si pone al di fuori e contro.
    La morale ha come fondamento primo il riconoscimento dell'altro come se stesso. IL riconoscimento dell'altro da sé come se stesso è stato alla base del processo evolutivo dell'uomo, della sua conoscenza , il passaggio dalla condizione primitiva a quella della civiltà. Questa evoluzione avviene un po’ alla volta fino a quando Cristo non è definitivamente dentro di noi.


    

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    1. La morale insegna al bimbo che la sua libertà finisce là dove inizia quella degli altri. Frase sentita milioni di volte ma come il bimbo capisce cosa significa? Se gli diciamo che se noi sostituiamo l'amore all'odio, l'abbraccio al "pugno" forse comprenderà. Bisogna insegnare, imparando noi per primi, che possiamo essere generosi con gli altri, aderendo a dei grandi ideali!
      Cosa serve fare la "morale" ad un altro e a noi stessi? Dobbiamo sostenere un amore disinteressato e discreto. L'amore è la chiave per cambiare.
      Non mi ricordo chi ha detto: " Non si nasce virtuosi, lo si diventa, con l'educazione, con l'amore eh sì, imparando a conoscere la "morale". S. Paolo scriveva umilmente:" So infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene ma non la capacità di attuarlo; io infatti non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio!" (Romani 7,18-19)
      Ciao!

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    2. Rinunciare agli egoismi è molto difficile per tutti. Ma questo non significa lasciarsi andare, scoraggiarsi. E' un cammino faticoso da compiere ,sempre guardando la meta da raggiungere.
      Ciao Lucia.

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  4. Parla per te Gus, non è così difficile per tutti. Per molti è un cammino inutile e non basta l' impegno...ci vuole un arrivo.....

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    1. Che il cammino dell'amore sia difficile sei tu a dimostrarlo giorno per giorno con le tue diffidenze.

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    3. Dico io. Uno potrebbe scrivere benissimo su FB, ma se non lo fa perché deve essere scocciato da te che sembri un'agente dell'FBI.
      Veramente devi crescere. Amici in comune nel blog. Mi sembra normale. Qualcuno/a ti prende per i fondelli. Tutte le assurdità le sento da te.
      In pratica cosa vuoi da me? Dimmelo chiaramente.

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    5. Dato che hai accertato che sono un falso perché non la smetti di rompermi le palle?
      Cosa significa volere tutto e nulla.
      Vabbè, hai avuto la tua razione di risposte, mandato in vacca il post di Lucia, puoi essere soddisfatta del tuo lavoro di rompicoglioni. Ora riposati che non ti rispondo più.

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    6. Arduo non si contrappone a semplice.
      Semplice indica la modalità con cui affrontare l'arduo.
      Se tu guardi l'arduo senza semplicità, dici: " Ma, se, però, forse, chissà" , che sono le parole più sordidamente nemiche della percezione del vero.
      Perché uno può trovarsi davanti una faccia bella, ma se non la ama trova tutti i pretesti per dire: "Qui, ma, però, ha il puntino qui, ha il puntino nero lì, ha il puntino giallo là, ha il naso leggermente spostato a sinistra, leggermente spostato a destra".
      Poi ci sono quelli che pensano di vedere meglio avvicinandosi non sapendo che più restano distinti soggetto e oggetto tanto più è potentemente unitario il rapporto tra l'uno e l'altro.
      Di fronte all'altro che non hai mai conosciuto oppure che prediligi, i due estremi, quanto più è distinta la coscienza, quanto più capisci che lui è l'altro, tanto più è profondo il nesso che si stabilisce, tanto più i terminali del tuo sguardo colgono i particolari dell'altro.
      Quanto meno hai questa percezione della distinzione, tanto più è come se l'altro si sfocasse.
      Tant'è vero che giungi fino a dire: "Chissà se è una mia fantasia o se è vero".
      E' esattamente la posizione di tutta la filosofia contemporanea.
      La ragione debole di Vattimo, i sofismi di Eco e l'ultimo nichilismo di Severino sono così.
      Tu tra la folla noti un bellissimo volto femminile e ti avvicini per guardarlo meglio ,fino a sfiorare quel viso che è così vicino che vedi solo il naso o il padiglione auricolare.


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    1. Per te è un'ossessione la conoscenza di uno che scrive nel blog.
      Fb qualcuno potrebbe usare il mio nick, ma io non scrivo in quel social.
      Le conoscenze virtuali che diventano reali non mi appartengono. E i nomi? Cosa interessa a te del mio privato.

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  6. Si punta all'amore e ci si può perdere per strada, tra mille insidie. Ma se si punta decisi, nulla ti ferma.

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    1. L'altro è sempre più importante di te.
      Noi tutti siamo mendicanti di atti d'amore.

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