giovedì 30 ottobre 2014

Lo sguardo permette all'uomo l'accesso alla realtà

 
 
 
 
 
 
 
 
Gesù e i Vangeli tra "vide" e "guardò"
Mi pare che: vedo tutto quello che ho davanti agli occhi. guardo un dettaglio che mi interessa.
"Mentre camminava lungo il mar di Galilea, VIDE due fratelli.......Andando oltre VIDE altri due fratelli...."
"Mentre nella Parabola del giovane ricco, usa il termine "Fissatolo lo amò"

Comunque Gesù, sia che "vide", sia che "fissi amando" è una persona che affascina ed è un amico da seguire sempre perchè ci apre un cammino che ci dona "sicurezze"

Con Lui impariamo a volare, a lasciare le nostre paure, incertezze, non accontentandoci a sbattere le ali come piccoli passerotti- 

martedì 28 ottobre 2014

La semplicità si coniuga con una grande pulizia interiore.

 
 
 
 
 
 
La vita moderna, società di consumo e di spettacolo rende difficile lo spogliamento, il distacco, la modestia. La vera semplicità è proprio quella dello spirito
Un modello di semplicità è Santa Teresa di Lisieux. "E' come se fossimo una goccia di rugiada aspirata dal sole"! Lo scriveva alla sorella Celina parlando della morte.
Bisognerebbe tornare bambini...nel cuore.


domenica 26 ottobre 2014

La vera libertà deve essere perfetta

 
 
 
 
 

Si chiama anche libertà perfetta, cioè non aver bisogno di scegliere.
La libertà imperfetta è quella che ti permette di scegliere e quindi di sbagliare, come hanno fatto il sacerdote e il levita e non ha fatto il samaritano.
La strada che da Gerusalemme scende a Gerico era piena di briganti che fingendo di essere feriti rubavano e ammazzavano il soccorritore.
Il sacerdote non si è fermato per questo e ha sbagliato. Il samaritano non si è posto un problema di scelta, avrà pensato c'è un uomo ferito e vado ad aiutarlo.
La coscienza scritta viene da Dio e dalla vita di Gesù.
Credere significa amare Dio, amare Dio significa osservare i suoi Comandamenti.
* Che cosa ti ha colpito di più nella parabola?
* Con chi ti identifichi nel racconto?
* Hai mai pensato a Gesù come il Buon Samaritano?
* Nella tua vita, senti il bisogno della salvezza?

 


venerdì 24 ottobre 2014

La mano forte del Signore





Parto da qui: "la grazia del cambiamento". Ogni giorno che il Padre ci dona è un invito al cambiamento.
Spesso, e non ce ne rendiamo conto, siamo fuori strada (vale soprattutto per me) e perdiamo di vista le cose più ovvie: rovistiamo tra i nostri giorni, tra i nostri anni, ci diciamo debbo cambiare, poi, pensando a quanto costa cambiare,( carattere, abitudini) ci rassegniamo dicendoci "tanto non serve a niente!"
Libro del Siracide: "Se vuoi, osserverai i comandamenti. L'essere fedele dipenderà dal tuo buon volere".



mercoledì 22 ottobre 2014

I fattori costitutivi di un fenomeno





Il cambiamento di mentalità è il fattore più imponente e più significativo della vita che passa. Quando mia madre mi trascinava per le chiese ad ascoltare la musica polifonica, io andavo malvolentieri perché la musica polifonica mi sembrava un grande guazzabuglio di parole, di note. Un giorno ho sentito iniziare il Caligaverunt di Da Victoria e appena ha attaccato la seconda voce non ho più percepito la confusione, ho capito cos'era la musica polifonica. E quanto più entravano anche le altre voci, la terza e la quarta voce, tanto più diventava bello. Non era il pasticcio di prima. Questo vuol dire cambiamento di mentalità. Il cambiamento di mentalità vuol dire comprendere la natura di un fenomeno, i fattori costitutivi di un fenomeno, e percepire chiaramente la funzionalità di tutti questi fattori a uno scopo ultimo.





martedì 21 ottobre 2014

Le abitudini causano la scomparsa della realtà

 
 
 
 
 
 

La realtà si lascia docilmente
colonizzare dall'abitudine,
dalle abitudini che l'uomo acquisisce
nella vita quotidiana.
E quasi scompare.
Nel reticolo delle abitudini,
la realtà non si realizza,
si nasconde, svanisce.
La coscienza non rimane più sveglia
e si occupa soltanto di quello che
ha davanti, di quello che capta sul momento.
Il tempo si contrae, si divide
e il suo fluire diventa impercettibile.
La coscienza si spegne, perde intensità,
e l'essere stesso,
l'essere a cui questa coscienza appartiene si
 nasconde altrettanto, o ancora più della
realtà.

 

 


sabato 18 ottobre 2014

Così non va bene


Gli uomini non vengono giudicati per il loro comportamento, educazione o altro, ma dal colore della pelle. Da sempre. "I have a dream" . E pensare che i famosi latin-lovers erano richiestissimi dalle straniere! Ora da latin-lovers sono degli ammalati di sesso. Da quelli "famosi della "mano-morta" sul tram all'uomo esibizionista con l'impermeabile. E qui va ancora bene, ti sposti e scendi, oppure se ti lamenti, passi per visionaria! E i vari commenda negli uffici?
In parole povere se sei appena appena carina ti ritrovi alle prese con un polipo da cento mani! Non voglio parlare di stupro. E' tremendo. E' peggio del ladro che entra nella tua casa. E non sei più tua. Puoi lavarti quanto vuoi, l'orrore rimane. L'anima che ti apparteneva ora è stata usata, strappata, lacerata da qualcuno che non ti è intimo, di cui non conosci l'amicizia dolce della mano. Giustizia o non giustizia chi ti toglierà dalla memoria la paura di un velo strappato? Chi ti ridarà l'amore puro? E' bene ricorrere allo psicologo che ti dirà "lei ha troppo dolore!" 

venerdì 17 ottobre 2014

Il rischio della coerenza








Quando un uomo è contento di essere coerente, quando si gonfia in un "voglio essere coerente" è distorto, perché afferma se stesso, e perciò può addirittura commettere un errore più grave di quello che commetterebbe non essendo coerente: l'orgoglio di sé.
La coerenza vera è invece grazia, è il rinnovarsi della sorpresa dell'incontro con "qualcosa che è più di me", senza di cui io non sarei me stesso.
Sono queste le cose decisive per il formarsi di un volto umano nuovo, appassionato dal vero e del giusto, perciò appassionato della perfezione, e nello stesso tempo consapevole del proprio niente, tutto certo non di sé, ma della compagnia forte di un Altro. E' straordinario come la fede ci porti per mano a scoprire chi siamo attraverso le nostre inevitabili incongruenze, debolezze, peccati di presunzione.
La forza dell'uomo non sta nella coerenza, ma nella verità che lo abita dalla quale non fugge, permettendo che venga alla luce.








mercoledì 15 ottobre 2014

Lutero e il rifiuto del libero arbitrio

 
 
 
 
 
 
 
Secondo Lutero la salvezza passa attraverso le fede e le opere sono ininfluenti.
Secondo la Chiesa sono le opere ad assicurare la salvezza dell’uomo.
Intanto è indispensabile appurare il significato che Lutero e i cattolici danno ai termini “fede” e “opere”.

Leggiamo qualcosa dei Vangeli:
(a)La parabola del samaritano.
(b)Gesù crocifisso accanto a due ladroni.

La parabola del samaritano sembrerebbe favorevole a alla Chiesa. Il samaritano non ha la fede, ma aiuta un uomo perché vede in lui il suo prossimo. E’ l’opera e non la fede a salvare il samaritano.
Gesù nella croce assicura il regno dei cieli ad un ladrone che ha sbagliato tutto nella vita, ma nel momento cruciale riconosce in Cristo il figlio di dio. Guadagna la salvezza attraverso la fede
Secondo Lutero si arriva a dio attraverso la Bibbia. Non ammette la mediazione di un papa. In pratica diventa un papa senza accorgersene, ma va oltre i diversi dogmi della Chiesa, e mi sembra cosa intelligente.
L’atro postulato forte di Lutero è il rifiuto del libero arbitrio. Diciamo che è una sciocchezza. Solo l’intervento diretto di Dio potrebbe evitare all’uomo l’errore, che teologicamente si chiama peccato.
Con un uomo perfetto non staremmo qui a parlare di religione.


domenica 12 ottobre 2014

Sento le "cose" parlare




Chiesa del Sacro Cuore di Maria in Novara


Mi è capitato di entrare in una chiesa che avevo visitato poco.. Di sedermi in un banco e nel silenzio che serpeggia danzando tra le colonne, archi e portali, provo a mettermi in dialogo con queste pietre che hanno sentito la voce segreta di tanti cuori elevarsi a Dio, come d'altronde sta facendo anche il mio, pietre che hanno visto brillare lacrime nascoste, che hanno odorato il profumo di cuori riconciliati, che hanno sorriso all'indifferenza di gesti vuoti di pura apparenza o circostanza.

Parlami , tu, amica colonna, sia tu romanica, solida e compatta, o gotica, snella e slanciata. Insegnami tu come si fa ad emergere, nella singolarità unica e irripetibile, di ogni singolo capitello, senza soffocare gli altri.
Tu sei un semplicissimo blocco di pietra, epputre sei punto di sostegno. Forse il tuo segreto sta in quel "non ci sono solo io", ma anche "io". Io insieme ad altri. Non può esserci equilibrio se ciascuno non è al posto suo, nella giusta vicinanza e nella giusta distanza dagli altri. Non c'è unità se non nella differenza.

Parlami, tu, amico arco, sia tu romanico, forte e tondo o gotico, acuto e vivace. Insegnami tu come si fa ad essere sostegno, dialogo, forse il segreto sta nel tuo sbilanciarti, nel tuo tenderti, nel tuo essere proteso, nel tuo essere "per". Insegnami tu a non stancarmi mai ad alzare le braccia al cielo, come fai tu, ed allungarle verso gli altri.

Parlami, tu, amico portale. Tu sei sempre al centro, eppure ti fai lasciare alle spalle per condurre tutti al Centro. Usi la tua importanza e imponenza non per attirare a te, ma per far crescere in chi ti guarda
il desiderio di andare più in là, per entrare nel Mistero. Tu grande portale, mi hai fatto entrare in uno spazio sacro. Mi hai fatto ascoltare la musica del silenzio, hai abbagliato i miei occhi con la penombra, e mi hai stupito con i colori della bianca luce.
Tu mi hai indicato una direzione. Ti sei aperto davanti a me per farmi affacciare ad una nuova traiettoria e mi sussurri che, come sempre, chi s'incammina per un viaggio deve, per prima cosa, uscire dalla propria porta.

Quando mi trovo in una chiesa, anche se sola, non sono mai sola. 

Seduta nella penombra, nella chiesa deliziosamente piena del silenzio del suo essere vuota, mi presento con tutto quello che sono, con la vera verità di ciò che ho nel cuore e mi sento ascoltata più che giudicata. Mi trovo a riconoscere tutti i miei sogni e le mie speranze, i miei desideri e le mie preoccupazioni. Tutto viene a galla, anche dense lacrime che non so da dove arrivano. Accolta, capita, ascoltata, mi apro ad una Presenza e avverto il Suo Sorriso.
Conta il Suo "essere" e il mio "esserci".

Buona Domenica nel Signore.

venerdì 10 ottobre 2014

Il nostro rapporto con il Destino

 
 
 
 
 
 

Questo scollamento della coscienza è una situazione di comodo, la metti a tacere e fai il cavolo che vuoi.
 Queste cose sono frutto della nostra immaginazione. Il cristiano sa che il suo Destino è il ritorno al

Padre.
Dio è un padre amorevole che desidera per l’uomo il massimo bene e la massima felicità, tanto da renderlo suo figlio e da regalargli la vita eterna.
La volontà di Dio è il massimo bene dell’uomo. Dio, però, non ci impone né il suo volere, né la sua presenza. Dio ci ama così tanto da lasciarci completamente liberi di scegliere se vivere con lui o per conto nostro. Ci fa conoscere la sua volontà per darci la possibilità di sceglierla.
Altro è solo il risultato della contorsione dell'uomo che cerca di svincolarsi dal suo essere creatura.


giovedì 9 ottobre 2014

Un impegno costante di distrazione.

 
 
 
 
 
 
 
C'è nella nostra esperienza qualcosa che viene da oltre a essa: imprevedibile, misteriosa, ma dentro la nostra esperienza.
Se è imprevedibile, non immediatamente visibile, misteriosa, con quale strumento della nostra personalità noi cogliamo questa Presenza?
Con quello strumento che si chiama Amore.
L'Amore non si riconduce ed esaurisce nel concetto di ragione, perché la comprensione dell'esperienza nei suoi fattori immediatamente sperimentabili è della ragione.
E' la ragione che percepisce la nostra esperienza, ma noi nell'esperienza sentiamo il soffio o le vibrazioni di una conseguenza di una Presenza che non si può spiegare, sorprendente: perciò è qualcosa che va oltre la ragione che si può intuire e capire, e questo noi chiamiamo Amore, che è un'intelligenza della realtà, è un’intelligenza dell'esperienza.
Che la destinazione di fatto dell'esistenza umana si avvicini alla destinazione di diritto, quella per cui l'uomo è fatto, quella che rende l'uomo veramente se stesso, oppure si allontani da essa, dipende da una decisione che si rinnova nel tempo, quotidianamente e in molteplici modi. Dipende da una consuetudine, voluta o suggerita o imposta.
Anche il mutamento delle civiltà è esito di processi complessi riconducibili a una sola causa.
Sicché si spiega come si possa considerare la divisione, il particolarismo e il rattrappimento della nostra attuale società come l'esito di un impegno costante di distrazione.
 
 
 
 


lunedì 6 ottobre 2014

Amarcord, da Fellini a Gus








Forse ho letto qualcosa di così bello che non si trova facilmente nella rete.
Bacio le mani che hanno trasmesso affettività e ragione.






giovedì 2 ottobre 2014

I limiti della scienza





La morte della conoscenza è pensare che sia già stato tutto compreso, e già elaborate tutte le regole per giungere alla comprensione delle cose. Ciò che sappiamo, o crediamo di sapere, non è che una piccola parte della realtà, e la metodologia che ci siamo dati è un'inquadratura "di comodo" per poterci dare un certo ordine.
La scienza indaga "come" l'embrione determini il successivo effetto, mettiamo il feto. Non indaga per quale fine lo determini, ovvero del perché lo determini. In altre parole, la scienza si occupa della vita e non di quale sia il fine della vita: la scienza si occupa di determinismo, non di finalismo.
A me interessa l'uomo. La conoscenza scientifica di Galileo riguarda principalmente qualcosa che accadeva. La Terra ruotava attorno al sole. La scoperta di Galileo ha dato la felicità all'uomo?
Oggi ho letto che in Italia circa 10mila ragazze tra i 14 e i 19 anni hanno avuto un figlio.
La scienza si pre-occupa di queste madri-bambine?
La conoscenza riguarda il reale, cioè il fine ultimo delle cose.
Puoi osservare un campo di grano, una vigna, un uliveto e si capisce che il significato ultimo di queste cose è permettere all'uomo di nutrirsi. Tutta la natura ha questo significato.
Perché? E' una casualità, oppure il mondo è al servizio dell'uomo.
Il nesso è tra la natura e l'uomo.



mercoledì 1 ottobre 2014

Il fitto bosco della memoria





Nel nostro cervello c'è uno spazio dedicato alla memoria. Praticamente un hard disk. Tutto quello che ci accade viene registrato, ma resta lì solo se viene evocato con una certa frequenza. Se questo non accade si cancella automaticamente e per noi è un qualcosa mai successo.
Tanto per rispondere a una tua domanda. Se ci pensi non puoi eliminarlo. Studiosi hanno individuato certi pensieri degli adulti che fanno pensare al galleggiamento nell'utero materno. Per eliminare il link bisogna dare una mossa al cervello.
Per esempio il brutale elettroshock riesce a cancellare il tuo passato e con esso gli incubi di una nevrosi fobico-ossessiva. Nei casi estremi di non guarigione viene praticato anche oggi.