sabato 1 novembre 2014

La coscienza non è un apparato anonimo

 
 

 
 
 
Quando una cultura diventa dominante il suo contenuto è così sistematicamente veicolato dai media che si innesca una veloce osmosi che riesce ad informare inconsapevolmente la mentalità di tutti.
Così che a un certo punto la fisionomia stessa del muoversi della società e dei singoli diventa totalmente riconducibile alle immagini e ai parametri mentali degli strumenti di comunicazione.
E' molto raccapricciante vedere un individuo totalmente determinato nei suoi giudizi e nelle sue movenze dal dettato comune.
L’uomo non può vivere al di là della coscienza riducendola ad un apparato anonimo come la legge o lo stato. L'irriducibilità della coscienza è minacciata dai mezzi di comunicazione di massa e dalla generale computerizzazione della società. E' molto facile per noi riuscire a immaginare istituzioni organizzate così perfettamente da imporre come legittima ogni loro azione. Basta disporre di una efficiente organizzazione per consentire qualunque cosa. Così potremmo sintetizzare l'essenza di ciò che ci minaccia: gli stati programmano i cittadini, le industrie, i consumatori, le case editrici e i lettori. Tutta la società un po' alla volta diviene qualcosa che lo stato produce. Nell'appiattimento del desiderio ha origine lo smarrimento dei giovani e il cinismo degli adulti. E nell'astenia generale l'alternativa qual è? Un volontarismo senza respiro e senza orizzonte, senza genialità e senza spazio e un moralismo d'appoggio allo stato come ultima fonte per il flusso umano.
 
 

9 commenti:

  1. Migliore ipotesi per l'immagine: Claude Monet.

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  2. Comunque noi combatteremo contro questo apparato anonimo! Non perdiamoci di vista...un articolo molto stimolante...buona serata, Gus

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    1. L'esempio è l'arma del nostro combattimento.
      Ciao Michelina.

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  3. Parole di grande sfiducia nel sistema le tue, piuttosto legittime aggiungo io.
    Concordo soprattutto sul volontarismo e sul moralismo.
    Hai scelto Monet, che pur di arrivare a trovare la luce giusta si soffermò su questo luogo molto a lungo, producendo diverse vedute come questa. Molto appropriato direi.
    Ciao Gus.

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    1. Manca la spinta propulsiva dei giovani per un cambiamento. Non ci sono speranze.
      Ciao Pia.

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  4. Il condizionamento ci ammazza Gus. Ammazza anche la Chiesa. Figurati a noi.. ;)

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    1. Cristo ha detto che la sua Chiesa sopravvivrà.

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    2. Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

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