martedì 22 luglio 2014

Se Tu resti con noi ( Don Primo Mazzolari)













"Manda, Signore, ancora profeti


uomini certi di Dio


uomini dal cuore in fiamme.


E Tu a parlare dai roveti


sulle macerie delle nostre parole


dentro il deserto dei templi


a dire ai poveri


di sperare ancora.


Che siano appena la Tua voce


voce di Dio dentro la Folgore


voce di Dio che schianta la pietra."



Gianfranco Ravasi diceva di lui: "Le parole di don Primo sono sempre intrise di Vangelo":


Don Primo Mazzolari (Cremona, 13 gennaio 1890 – Bozzolo, 12 aprile 1959) è stato un presbitero, scrittore e partigiano italiano.
Conosciuto come il parroco di Bozzolo, fu una delle più significative figure del Cattolicesimo italiano nella prima metà del Novecento. Il suo pensiero anticipò alcune delle istanze dottrinarie e pastorali del Concilio Vaticano II (in particolare relativamente alla "Chiesa dei poveri", alla libertà religiosa, al pluralismo, al "dialogo coi lontani", alla distinzione tra errore ed erranti), tanto da venire definito "carismatico e profetico".
Sul piano politico, infine, i suoi atteggiamenti e la sua predicazione espressero una decisa opposizione all'ideologia fascista e ad ogni forma di ingiustizia e di violenza (tra l'altro nascose e salvò, durante la guerra, numerosi ebrei e antifascisti, come, dopo di essa, anche alcune persone coinvolte nel fascismo ingiustamente perseguitate).
Dagli inizi degli anni cinquanta don Primo sviluppa un pensiero sociale vicino alle classi deboli (Nessuno è fuori della carità) e ai valori del pacifismo
che attireranno le critiche e le sanzioni delle autorità ecclesiastiche fino a portarlo all'isolamento nella sua parrocchia di Bozzolo.
Se l'istituzione lo reprimeva con durezza, non per questo il messaggio di Mazzolari si spense; ebbe anzi una notevole influenza, anche se per vie più nascoste.


Qui di seguito don Primo si racconta:


"Oggi non so come leggo il Vangelo, se in ginocchio o in piedi, se adorando o imprecando, se con disperazione o con fede.


Leggo segnandomi con la Croce, sulla fronte, sulle labbra sul petto...Leggo dalla prima parola all'ultima con devozione crocifissa, tagliandomi dietro tutti i ponti, inghiottendo tutti i rimpianti. Leggo spalancando ogni pagina fino a sciuparla, perché non voglio che nessuna mano, neanche la mia, ardisca chiuderlo o diminuirlo, anche se il cuore, nel leggerlo ne vieno roso."
"Il Tuo Vangelo, la Tua parola, o Cristo. Non questa o quella parola, la Tua, unicamente la tua: votrrei dire, se Tu non me lo proibissi, esclusivamente la Tua, tanto sono vuote e ingannevoli le parole dell'uomo. Ho sete della Tua parola, come l'esule ha sete della patria, come il cuore ha sete d'amore. Signore parlami".
"Resta con noi..."; l'invito più comune è divenuto una nota umana. Poche parole come queste furono ripetute, dentro e fuori la cristianità, nelle ore oscure e smarrite.
Di oscuramenti e di smarrimenti oggi è piena la terra. Chi è rimasto con noi? Chi è dalla nostra parte?
"Resta con noi..." Non oso ripetere l'invito che da millenni commenta il nostro star male. Ho paura della retorica che gli insinceri e i fatui di ogni tempo vi hanno aggiunto. Ho paura di narcotizzarmi, di negare la mia responsabilità, di mettere il Cristo al mio posto. Ho paura di profanare le parole che furono segnate dall'accento sofferente e dalla fede di milioni di labbra.
Signore quando sto male vengo sulla Tua strada. Tue sono le strade: Tua anche la strada dei miei smarrimenti, ove Tu vieni a cercarmi...La strada del cieco e del lebbroso è la mia strada, e Tu ci passi sempre, fino alla fine: perché sei venuto per il cieco, per il lebbroso, per me...e finché ci sarà un cieco, un lebbroso, un disperato, Tu sarai sulla strada. Tu sei la strada.


Chi ha dimestichezza con Te, Ti parla pulitamente, libro in mano; ma chi sta male, io che sto male, tutti noi che stiamo male...gridiamo. Questo grido che sa di rivolta e di ossequio, questo clamore che il clamore accompagna, è la mia preghiera. Siamo in tanti con lo stesso peso sul cuore e non ci si accorda! Ognuno sente di essere solo: ognuno è costretto a gridare solo. E così il grido diventa urlo, perché siamo tanti con il cuore infranto e ognuno è solo.


Perché grido? Non lo so...Forse è più forte della mia volontà il mio cuore: o troppo angusto per un soffrire senza nome che mi viene contro come le onde del mare, sempre le stesse, sempre mutevoli. Questo cuore che Tu mi hai dato, non è uno scoglio qualunque: è un cuore di carne, che all'urto incalzante grida.

E Tu hai pietà di questa Tua povera creatura.

Tu solo, Signore, hai pietà del mio soffrire- Mi vieni vicino e mi sollevi il cuore rubandogli il peccato. E' così folle questo Tuo gesto che hai dovuto lasciarTi crocifiggere perché Ti credessi e Ti spalancassi fiduciosamente la porta della mia miseria. Signore non sono degno che Tu entri, ma io Ti apro lo stesso. Ti apro la porta più larga della mia anima. Ma Tu l'hai scardinata con la Tua croce."



"Se Tu resti con noi" è il titolo del libro da cui ho tratto questi pensieri di Don Primo Mazzolari, ce ne sono ben 231. Vale la pena leggerli per capire tutto l'amore che don Mazzolari aveva per il suo Signore e le sue pecorelle. Era un pastore che "sapeva di pecore" Per me non sono solo pensieri, ma preghiere che mi aiuteranno ad essere più vicino al nostro Dio.


























12 commenti:

  1. Ci impegniamo...

    Ci impegniamo noi e non gli altri
    Unicamente noi e non gli altri,
    né chi sta in alto né chi sta in basso,
    né chi crede né chi non crede.
    Ci impegniamo
    Senza pretendere che altri s'impegnino,
    con noi o per suo conto,
    come noi o in altro modo.
    Ci impegniamo
    Senza giudicare chi non s'impegna,
    senza accusare chi non s'impegna,
    senza condannare chi non s'impegna,
    senza disimpegnarci perché altri non s'impegnano.
    Ci impegniamo
    Perché non potremmo non impegnarci.
    C'è qualcuno o qualche cosa in noi,
    un istinto, una vocazione, una grazia,
    più forte di noi stessi.
    Ci impegniamo
    Per trovare un senso alla vita,
    a questa vita, alla nostra vita,
    una ragione che non sia una delle tante ragioni,
    che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.
    Si vive una sola volta
    E non vogliamo essere "giocati"
    In nome di nessun piccolo interesse.
    Non ci interessa la carriera,
    non ci interessa il denaro,
    non ci interessa la donna o l'uomo
    se presentati come sesso soltanto,
    non ci interessa il successo né di noi né delle nostre idee,
    non ci interessa passare alla storia.
    Ci interessa di perderci
    Per qualche cosa o per qualcuno
    Che rimarrà anche dopo che noi saremo passati
    E che costituisce la ragione del nostro ritrovarci.
    Ci impegniamo
    A portare un destino eterno nel tempo,
    a sentirci responsabili di tutto e di tutti,
    ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare,
    verso l'amore.
    Ci impegniamo
    Non per riordinare il mondo,
    non per rifarlo su misura, ma per amarlo;
    per amare
    anche quello che non possiamo accettare,
    anche quello che non è amabile,
    anche quello che pare rifiutarsi all'amore,
    poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore
    c'è, insieme a una grande sete d'amore,
    il volto e il cuore dell'amore.
    Ci impegniamo
    Perché noi crediamo all'amore,
    la sola certezza che non teme confronti,
    la sola che basta per impegnarci perpetuamente.


    -- Primo Mazzolari

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  2. Don Primo Mazzolari.
    Cosa mi domandi, Signore?

    Sono il fratello di tutti,
    il fratello che ha bisogno di tutti,
    che tende la mano a tutti.
    Come potrà starci
    tutto questo mondo,
    che si àncori all'Eterno
    fatto pane,
    nel cuore di un pover'uomo?
    E tu che cosa mi domandi,
    o Signore?
    Tu mi dici:
    "Lasciati amare"!
    Tu non mi domandi di più.
    Non mi domandi se ti voglio bene.
    Basta che io
    mi lasci amare dall'Amore,
    perché anch'io sono un lontano

    Grazie!
    Dani

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  3. Pensatelo Papa, Don Primo Mazzolari.. un altro da una trentina di giorni...

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    1. ASSO-MIGLIA più all'aTUAle ... Ve SCOVO vestito di bianco cREMA.

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    2. TRE P è BEATO.
      Fare il GRIDO nel deserto non PESA come CHI MANGIA e BEVE con ladri e prostitute.
      La VERITA' E' più vicina quando si FA inchinare un RIVOLUZIONARIO e non una statua di GESSO.

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    3. Pasolini amava Cristo a modo suo. Troppo a modo suo.

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    4. Angelo, preferisci il bianco ghiaccio?

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    5. Molto più da VICINO di chi pensa di trovare il CRISTO dove è PIENO del FUMO di SA-TANA.
      Io inTEnDEVO il DON SACER-DOTE, UCCISO il giorno dell'ANniVERSARIO della SUA NASCITA, fatto BEATO da chi mantiene SOTTO il vestito di PAPA i pantaloni e le scarpe NERE.

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    6. Un pontificato di 33 giorni.
      Perché?

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  4. Difficile. Ha il nome di un pugile: Carnera.
    Partigiano
    Vicino ai comunisti (forse).
    Nel 1934 don Mazzolari pubblicò La più bella avventura, basata sulla parabola del figliuol prodigo, ma questo testo fu condannato l'anno dopo dal Sant'Uffizio vaticano, che giudicò «erroneo» il libro e ne impose il ritiro dal commercio. Ubbidiente, don Primo si sottomise. Il Sant'Uffizio non spiegò al povero parroco quali fossero le pagine del libro giudicate erronee.
    Ebbe altri richiami dal Vaticano.
    Ma la gente comune lo amava.

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  5. Tutti i giorni alle tredici, su Rai3, c'è un programma che s'intitola "Il mondo e la storia" non sono sicura del titolo del programma anche perchè arrivo sempre un po' dopo. E' molto interessante. Oggi hanno parlato appunto di don Mazzolari. Affascinata perchè nessuno mi aveva parlato così di lui, ho pensato: ecco il nuovo post di Gus.E sono felice. Non so voi amici, ma penso che dovremmo parlare di più di questi preti che non ambiscono ad alte cariche, ma ad amare Dio nelle persone che hanno attorno. Partigiano. Amico di La Pira. Che grande cuore! E nessuno chiede la sua Beatificazione? E don Milani? Guardiamo alla Chiesa e a chi l'ha veramente amata.
    Grazie Gus per questo spazio che mi hai donato e nel quale i miei pensieri si fissano.
    Buonanotte caro amico. Un abbraccio.

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