venerdì 25 luglio 2014

Qualcosa di buono (Romanzo di Giorgia Coppari)














Tre donne, tre storie di sacrificio: questo è ciò di cui si parla in questo romanzo che sto leggendo e che mi permetto di riassumere brevemente.

"Tra le trame oscure e dolorose della vita ho sempre potuto intravvedere qualcosa di attraente, un bene, ma non l'ho mai guardato davvero. C'è forse qualcosa che potrebbe bastarmi, che potrebbe placare quella brama di possesso che mi ha fatto odiare e distruggere tutto ciò che mi è passato tra le mani? Fuggiamo dal sacrificio mentre ciò che cerchiamo è lì, dentro di noi, a quanto pare."

Con queste parole, Giulio raccoglie in un solo abbraccio le tre storie attorno alle quali si sviluppa il romanzo, divenendo il testimone finalmente persuaso di una novità di vita da cui è stato toccato.

Le tre donne, Marta, Irma e Laura, hanno conosciuto il travaglio, la povertà, la costante insoddisfazione di un vivere scarso di valori, eppure il buono che trovano nelle macerie della loro esistenza, non è il rifugio consolatorio, ma qualcosa preparato per loro.

Marta straziata da un amore tradito deve combattere con una malattia da cui il corpo non può guarire, ma che la sana dentro consentendole di vivere gli affetti vicini e l'apparente banalità del quotidiano da cui fuggiva prima. Tutto per Marta ritorna a fiorire nel suo incontro con l'Eterno.

Irma, giovane albanese sbarcata in Italia, con il problema di trovare un alloggio o semplicemente un letto in cui dormire ogni sera e che pensa a se stessa come bisognosa di tutto. Conosce finalmente il significato della gratitudine e lo stupore, grata dunque alle persone che le stanno attorno.

Laura che in giovinezza non ha saputo accettare il dono di un grande amore, nel tempo lo ritrova, non più suo, ma più forte e capace di un'accoglienza durevole che le ridà speranza e a cui può affidare chi ama.

"Solo da un Amore si può dipendere".


Non è un libro in cui le risate sgorgano come un fiume in piena, ma parla di sentimenti che possono farci scoprire o ritrovare l' Amore che, riempie sia le nostre giornate che tutta, ma proprio tutta, la nostra vita.

6 commenti:

  1. Grazie Lucia. Ho dovuto cambiare l'immagine perché quella proposta da te non era visibile.
    Un abbraccio mattutino.

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  2. Grazie a te amico caro. Ho postato un tema che pare diverso dagli argomenti che normalmente trattiamo, ma a ben guardare anche qui c'è la spiritualità di un incontro che allarga i cuori e cambia il cammino della vita. Grazie dell'abbraccio che contraccambio affettuosamente, Lucia.

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    1. Il problema è sempre lo stesso: passare dalla sofferenza al Sacrificio.
      La sofferenza è bestiale perché è egoismo cieco, cattiveria. Soprattutto non ha un significato. Appare come una maledizione.
      Il Sacrificio ci porta alla Croce che Cristo ha affrontato per salvare l'uomo. Questo è il significato immenso. Un po' ala volta ritorna nell'uomo la Speranza, il senso della vita e anche una certa serenità.
      Ciao Lucia.

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  3. Da quando Cristo è stato ammazzato, inchiodato a una croce, e ha gridato:
    "Padre, perché mi hai abbandonato'" - che è il grido di disperazione più umano che
    si sia sentito nell'aria della terra- e poi ha detto: "Perdona loro perché non sanno quello che fanno", e poi ha gridato: "Nelle tue mani raccomando la mia vita;
    da quel momento lì la parola sacrificio è diventato il centro della vita di ogni uomo, e il destino di ogni uomo dipende da quella morte.
    Il Sacrificio diventa un valore della vita dell'uomo quando si comprende che per vincere la morte è necessario salire sulla Croce.
    Partecipare alla morte di Cristo.
    L'uomo è nato per la felicità eterna e non per quella terrena.

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  4. Dal tuo commento ho capito che con un atteggiamento positivo (è quello che faccio normalmente)debbo sfidare i momenti dolorosi in cui a volte inciampo, anche se in questo determinato momento faccio fatica. La vita è dolore, sacrificio è l'esperienza che il cuore fa giorno dopo giorno nell'attesa che tutto il reale diventi gioia. Ciò che mi consola è che so, sono perciò sicura, che Dio mantiene sempre le Sue promesse. E poi mi conforta la frase che ho scritto da qualche parte e cioè:"La vita ha senso se è data per un ideale grande"
    Buonanotte Gus.

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