venerdì 27 giugno 2014

Il dovere della forma umana è farsi domande





La prerogativa e il dovere della forma umana è farsi domande altrimenti diventa una vita di animali che mangiano, dormono, si difendono, si accoppiano, si ammalano e muoiono con la sola differenza che gli animali lo fanno per strada e l'uomo in lussuosi appartamenti.
Quando l'assurdo si fa norma e specchio della realtà che ti circonda, è difficile mantenersi integri. Si fa, certo, se si pensa, se si sente, ma si avverte una profondissima e immensa solitudine.
La vera libertà qui, nel mondo materiale non esiste, perché questo contesto non ci appartiene, ci è estraneo perché noi siamo eterni e qui tutto è perituro, anche il ricordo, anche i pensieri, anche la mente (corpo, mente, intelligenza sono vestiti che indossiamo solo per un po’, poi si cambiano).
Il nostro libero arbitrio in definitiva si riduce a due semplici scelte: o segui le leggi Divine o non segui le leggi Divine.
Il resto sono due rotaie che ti sei costruito, due rotaie che dove viaggi pensando di guidare.
Si dovrebbe capire che innanzi tutto si esce dal regno del polveroso dell'assurdo se ciascuno di noi riprende su di sé il mestiere di vivere, il mestiere duro di essere un uomo, quella ricerca del vero senza la quale l'uomo è condannato a una parvenza di incidenza, a una vita spezzata, una vita che non ha senso.


59 commenti:

  1. Certo è segno d’intelligenza porsi le domande,l’importante è darsi delle risposte giuste.
    Prendere in considerazione, che il “mondo” viaggia su un sentiero parallelo, che non si congiungerà mai se hai dei valori autentici in cui credi, se agisci onestamente, se dai parte del tuo tempo liberò per gli altri, se pensi che nessuno è inferiore te, se non giudichi dalle apparenze, insomma se hai come centro della tua vita l’amore per il Signore.
    Ciao August,buongiorno!
    Dani

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    1. Ognuno di noi cerca di realizzare i propri ideali e sogna di farlo.
      Anche gli scribi e i farisei erano sicuri di seguire Dio. Per questo occorre la domanda; " Chi sono, cosa voglio, dove vado?", appunto
      per accertarsi, ogni mattina, se sta percorrendo la strada giusta.

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    2. Come possiamo darci delle risposte GIU'ste da SOLI?
      Per questo fu TRATTA dall'OSSO/fango indurito avVOLTO di CARNE per OPERA dell'ALITO di VINO CHI doveva proVOCARLO con l'AIUTO di CHI VOI non avete anCORE a CuORE CONoSCIUT'o.

      Ci sono DUE eVOLUZIONI PARAllELI'.
      Quella della POLVERE e quella dello SPIRITO. Entrambe OPERANO del Giudizio.
      Chiediamoci CHI è lo ZIO e la ZIA, visto che spesso è il comPARE.
      Come da BAMBINI cominciavamo a SCORGERE un altro MONDO nel sentire i GRANDI bisbigliare nell'altra stanza, così dovete imparare a RUBARE dagli SPIRITI caduti i segrete DEI Cieli.
      Ma a molti piace più ritornare inDIETRO e farsi aMICI chi vorrebbe EVOlVERSI in NOI. C'è CHI vuol diventare Vegetariano, pensando che è cosa GIUsta quello che la NATURA stESSA ha dovuto a.C.cETTARE, perché TUTTO è MANGIAtoYA.
      Ma gli s'IGNORanti sono passati avANTI a CHI non s'IGNORA per quanto è CHI-AMATO ad ESSE-RE.

      SI! IO SONO!
      Perché
      E'-VOLUTO!

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    3. Non TUTTI i PRETI sono BRAVI conFESSOri.
      Pensa un PO' il MIO che MI CHIEDE: "QUALI SONO per TE i peccati che hai fatto?"

      Come vedi c'è una BELLA diFERENZA!
      Eppure è facile capire dove c'è il traNELLO.

      Chi è il PRETE che deve GIUdiCARE?
      Lo ha detto anche il ViSCOVO vestito di BIANCO.

      Mentre se TU riconosci che è sbagliato fare qualcosa ... è GIU'STO' che TU lo riconosca nell'altro se si contraddice.

      Il V°Angelo è PIENO di contraddizioni o NO?
      Vuoi che ti elenchi qualcUNO o potrebero essere diVERSI da quello che TU reputi GIU'STO'?

      Caro FIGLIO MIO, cerca tu per primo a RETTIficare quello che TU reputi peccato e pur continui a comMETTERE senza trovare CHI ti può dire che potrebbero essere altri i motivi.

      Va alla RADICE e troverai chi TI SORRY eDERA' sPIEGAnDOTI tutto l BARArotolo della TUA VITA.

      Quando arriverai a disubbidire a DIO per qualcosa che LUI reputa GIU'STO' ma TU ...NO! Allora ne riPARLI-AMO.

      Impara ad anDARE da CHI vi riconosce tutti affaticati e oppressi da chi non vi ristora mai e vuole mettere il SUO giogo su di voi e insegnarvi come si riesce a mangiare dall'ALBERO della VITA, cuSTO-DITO da chi è CRUDELE ma è ANCHE mite e umile di cuore con chi riconosce PADRI DEI .... e non figli di DEI ...
      Cercate il SUO GIOgo infatti che è dolce per RENDE.RE il CARIco LEGGEro.

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    4. Ciao Gus.
      Devo dire che il tuo modo di confessarti lo trovo assurdo.
      Ma che cavolo!
      I peccati li devi scovare tu stesso dentro te stesso, non il prete, fa parte del cammino spirituale di ognuno di noi, altrimenti è il prete che si confessa e non tu.
      E' scritto persino nel Diritto Canonico.
      Dobbiamo confessare quei peccati di cui ci rendiamo conto, perchè quelli di cui non ci rendiamo conto non sono veri e propri peccati.
      Tuttt'al più dobbiamo chiedere al Signore il discernimento per farci capire quali sono i nostri peccati occulti.
      La confessione è un cammino con se stessi e con il Signore, il prete fa da tramite, ma non può essere il prete a dire quali sono i tuoi peccati.

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    5. Ognuno di noi quando si confessa inizia con l'Amore verso Dio e l'Amore verso il prossimo. Sono due peccati mortali. Gli altri sono consequenziali, specialmente il secondo Comandamento.
      Sì, una volta il confessore mi ha detto che aveva l'impressione di essere confessato. Il peccato si nasconde nel tuo modo di vivere. Nei sentimenti e nelle azioni. Io sono cattolico radicale.

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    6. Cattolico radicale?
      Spero non come Don Gallo...
      Pardon, so che non intendevi quei radicali, ma che vuoi dire con cattolico radicale?
      O si è cattolici o non si è cattolici, ma se conosci il cattolicesimo non capisco perchè devi chiedere ai preti di dirti i tuoi peccati e non riesci a scovarli da solo...
      ...ci sono peccati che solo chi li compie può conoscere.

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    7. Il nostro borghesismo si vede a occhio nudo. Il borghesismo è infatti la non radicalità con cui percepiamo il rapporto con Cristo. Se lo percepissimo con radicalità il nostro rapporto con Cristo giudicherebbe tutto. Quello che siamo, quello che facciamo, la vita comunitaria, la notizia del giornale, l'ambiente del lavoro. E lo giudicherebbe come l'aratro che ferisce la terra perché il seme vi penetri e dia frutto: il giudizio di Dio è il rinnovamento generato dallo Spirito.
      E' necessario che cominciamo a prendere sul serio la fede come reagente sulla vita concreta, in modo tale che siamo condotti a vedere l'identità tra la fede e l'umano più vero.
      Così, ad esempio, il rapporto uomo-donna vissuto nella radicalità del rapporto con Cristo viene a galla con la sua esigenza di verità e unità, di fedeltà e di permanenza nel tempo.
      Così l'atteggiamento di fronte alla vita secondo la radicalità della fede diventa rispettoso della persona e della dignità del suo destino.


      Devi studiare la teologia. Radicalità significa pienamente. Confondi con il fondamentalismo.
      Ciao Frapp.

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  2. Anni fa è uscito un film "La storia infinita" dove per mancanza di ideali il NULLA stava invadendo il mondo degli uomini. Chi sono?, dove mi porta la mia vità? Le rotaie due rette che costruiscono il mio andare. Ma dove? A mendicare amore, la sola cosa che ci fa capire la realtà della vita: il valore unico della nostra persona è la grandezza di un respiro che mi fa dire TU al Mistero. E il nulla non esisterà più.Perchè comprendiamo che siamo fatto da un Altro e per un Altro che ci cammina accanto guidandoci e rispondendo alle nostre domande. Ciao Gus!

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    1. Sì, sono queste le domande.

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    2. Ma cos'è questo NULLA?
      Si dice che NON ho visto NULLA, mica HO VISTO NULLA.
      Il GIORNO che VEDRETE cosa si nasconde nell' ENERGIA e nella MASSA OSCURA ... comprenderete il LORO PESO.

      Quando c'è la NEBBIA ... non si VEDE, ma chi conosce il POSTo se la CAVA meglio di chi si sente PERSO.

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    3. Pensare il nulla è precisamente ciò che, secondo la tradizione metafisica, non va fatto. Non va fatto perché non è possibile farlo. Pensare il nulla è cadere in contraddizione, è pensare qualche cosa, quindi attribuire l'essere a qualche cosa che non è. Nella misura in cui io dico che il nulla non è o che il non essere non è, già entro in contraddizione perché attribuisco qualche cosa, sia pure il non essere, a qualche cosa che assolutamente non è, non essere stesso. Ed ora l'idea profonda, l'idea che sta nel cuore del pensiero di Parmenide, il vero padre della metafisica: tu non penserai il nulla. Questo interdetto, questa proibizione di pensare il nulla, la ritroviamo, via via, in tutta la storia della filosofia. La ritroviamo in Platone, il quale compie - come lui stesso dice nel Sofista - un parricidio, perché cerca di pensare il nulla, introduce il nulla nel discorso filosofico. Ma il parricidio, come Platone stesso dimostra, si risolve in un grande elogio, in un trionfo del padre, in un grande elogio di Parmenide, perché in realtà Platone dimostra l'impossibilità di pensare il nulla in quanto nulla. Il nulla può esser pensato soltanto come finzione, solo per analogia, serve per spiegare ciò che altrimenti non potremmo spiegare, cioè la molteplicità, quindi, in definitiva, il divenire. Ma, assolta questa funzione - una specie di finzione - assolta questa funzione, del nulla non ne è più nulla. Ma del nulla non ne è più nulla nella scienza, che davvero è l'erede di questa tradizione metafisica. E la scienza pensa ciò che è, con i suoi strumenti agisce su ciò che è, sperimenta ciò che è, ma lasciando ciò che non è fuori del campo della sperimentazione possibile. Di nuovo si dice: i buchi neri, oppure i numeri razionali, sono finzioni platoniche, sono di nuovo elementi introdotti nel discorso, che però non hanno nessun peso ontologico, nessuna realtà ontologica. Là dove invece esiste una vera e propria ontologia del nulla, ma esiste come trasgressione dell'interdetto parmenideo. Questa ontologia del nulla la possiamo ricostruire. Ci sono tracce nella storia della filosofia. E siccome il nulla è il grande rimosso della storia della filosofia occidentale, è chiaro che l'ontologia del nulla non può essere cercata che negli episodi marginali di questa storia della filosofia. Ha lasciato soltanto delle tracce, non è stata elaborata una vera e propria ontologia del nulla o meontologia. Ma le tracce sono rivelative, sono importanti e ci mettono, ci fanno incontrare autori - che magari non interpreteremmo in questa chiave, ma che in questa chiave vanno interpretati - come Plotino, il quale sostiene che il nulla è al di là dell'essere, anzi ne è il fondamento, il non essere è il fondamento dell'essere e dunque converte l'essere nella libertà. Troveremo questa stessa idea nei mistici, che arrivano a identificare Dio con il nulla e troveremo quest'idea nei romantici, i quali cercheranno di elaborare una vera e propria ontologia della libertà, cioè una concezione dell'essere come libertà piuttosto che come necessità, su base estetica. Perché su base estetica? Perché appunto l'arte, è quella che ci rende sperimentabile il paradosso dei paradossi, il paradosso per cui l'essere, la verità dell'essere è, ma è sempre altra da sé. Le opere d'arte di che cosa parlano, se non della verità dell'essere? Ma questa verità dell'essere che cosa é, se non sempre altra da sé. E' addirittura contraddittoria rispetto a se stessa.


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    4. NON HO CAPITO ... NULLA!

      Ma tu SEI NULLA...tenente o CAPIT...ANO?

      Ma per TE gli anGELI hanno le ALI?

      Cosa VUOL dire ... ANgelo del S'Ignore?

      Mi PROvoCHI il NULLA e per FORTUNA (c os'è la for T una?) che le TUE coMARI mi ecCITANO di PIU'.

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    5. "Il Nulla" è tratto dagli scritti del filosofo Sergio Givone.

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    6. L'angelo è invisibile e non si possono vedere ali e cosce.

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  3. BEL POSTo ... che piacerà sicuramente alla SINGER che fa i FRAPPE'.
    Bisogna saper farlo a MANO prima di USARE le MACCHINE.

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    1. Fa il frullato con la macchina da cucire?

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    2. La SINGER nasce con le macchine da cucire ma poi è arrivata a fare anche i televisori.
      Fare un FRAPPE' di PUNTI è come fare un RAMMENDO con il FILO logico del diSCORSO.

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    3. Mah...in effetti devo dire che la speculazione filosofico-teologica mi interessa, ma non capisco del tutto quel "o segui le leggi divine o non segui le leggi divine"...di che leggi si parla esattamente?

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    4. Comunque sì, è un bel post.
      Anche se un po' triste.

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    5. Anche i Bantù credono in dio. Il fatto è che credere significa Amare Dio, e Dio si ama osservando i suoi comandamenti. E' scritto in un brano del Vangelo di Giovanni.

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    6. E che c'IMPORTA a noi delle LEGGI diVINE?
      Quando si INCONTRA VERAMENTE il CRISTO si cambia MODO di VIVERE e non serve nemmeno CONFESSARSI ... visto che si PAGA comunque.
      Siete SOLO liberi di CHIEDERE la RATE-AZIONE.
      E' scritto nelle SUE LETTERE!
      Nel VANGELO ... perché non dice NULLA alla Maddalena?
      E quando Maria va al sepolcro perché riconosce il SIGNORE nel sentirsi CHIAMATA con nome della MADRE?
      Se non sBAGLIO oggi è il SUO CUORE?

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    7. Chi è per te la Maddalena?

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    8. @Angelo: ma di che lettere parli?
      Di Paolo? E perché non servirebbe confessarsi? E le indulgenze? Io comunque voglio la rate azione.

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    9. E' GIOVANNI che dimostra CHI è il SANTO che potrebbe anche non più conFESS'ARSI, nelle SUE LETTERE.

      La Maddalena ... nel senso di MAgDA'...LA'?
      UNA che la CONOSCE GROSSA e LUNGA per arricchirsi alle sPALLE di chi è vittima di un DIO MALvAGIO.
      O vuoi sapere il suo NOME di BATTESIMO?
      O quello PRIMA?

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  4. Ho letto alcune poesie di A. Rimbaud e di Verlain. Perchè poeti maledetti?
    A domani.
    Buonanotte Gus-

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    1. Per il modo di vivere.
      Buonanotte Lucia.

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  5. Hai mai guardato il cielo di notte provando a bucare quel buio cogli occhi e col pensiero tentando anche un attimo soltanto di immaginare dove si possa arrivare spaziando nell'universo? Certo che si, ma come tutti hai dovuto abbandonare l'impresa, ti sei posto mille e mille volte la domanda ma ti sei arreso all'impossibilità anche di una sola, parziale, risposta. Ecco, cerchiamo di non dare risposte anche a cose ancor più inesplorabili... ;)

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    1. Nella dinamica della fede la domanda è il punto cruciale della tua scelta: "Chi è Costui'" La risposta è quella di Pietro. Qualsiasi altra risposta è sbagliata.

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    2. E come faceva Simone a saperlo del UNIGENITO FIGLIO di DIO?
      E se ti dicessi che GESU' ne aveva parlato preceDENTE-MENTE?
      Gesù SPESSO parlava del FIGLIO dell'UOMO e del CRISTO come se fosse un'ALTRA persona.
      Un RE-FUSO GIOVAnNEO? ... o meglio ... BATTIsTEO??

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    3. Ci sono sfumature da capire.

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    4. Da CAPIRE?
      UNA PAROLA!
      Senza di LUI non potrai mai VEDERE!

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  6. La dinamica della Fede non prevede affatto domande. Il teorema cadrebbe in pezzi, altrimenti. Non trovi?

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    1. La fede ha una sua dinamica.
      Primo, un fatto che accade e che ha la forma dell'incontro. E' il contraccolpo che avviene e che ti fa scoprire qualcosa di nuovo. Non è frutto di un ragionamento, non è frutto di un itinerario. E' un incontro che ti colpisce.
      Secondo, l'eccezionalità di questo incontro. L'eccezionale è quello che corrisponde alle esigenze del tuo "io".
      Terzo, lo Stupore. Questa eccezionalità crea uno stupore, lo stupore porta sempre con sé una segreta domanda che tocca le fibre ultime del nostro essere.
      Quarto, la fede incomincia esattamente con questa domanda: " Chi è costui?". Qui si pone il problema delle fede: uno dice sì e l'altro no.
      Quinto, a questo punto l'azione incomincia a diventare una responsabilità. Per aderire basta essere sinceri, affermare la corrispondenza. E' un atto di ragionevolezza affermare la corrispondenza tra quello in cui ci si è imbattuti e se stessi.
      Franco, l'ho già detto a Frapp. Serve studiare la teologia.

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    2. E' sbagliato CHIEDERE il FRUTTO del diSCORSO?
      Il FRUTTO della VIA, della VERITA' e della VITA?
      Cosa hai incontrato per la VIA?
      A.T.traVERSO la TUA Verità?
      NELLA tua vita?
      SERVI studiate ... FIGLI ereditate.

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    3. Lo studio si fa servendosi delle spiegazioni dei Padri della Chiesa.

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    4. Ma se si CONTRAdicono!
      Poi quanti PADRI ha la CHIESA?

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    5. E' vero i Padri mica la pensavano tutti allo stesso modo, ed alcuni pensavano cose che poi sono state dichiarate eretiche, anche Agostino.
      Ma a suo tempo non erano ancora eretiche.

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  7. "Chi è per me Gesù?"
    C'è un dialogo tra Gesù e Pietro che non può non farci riflettere: Gesù non parla molto con Pietro (che è un po' imbarazzato per le tre risposte con cui l'aveva rinnegato) gli dice solo: "Seguimi". E' quello che dovremmo fare noi! Franco ti ricordi che l'altro giorno commentando sulla mia tristezza mi hai consigliato: "Una pagina di Vangelo!" Esatto.Un saluto veloce.

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  8. Ribadisco che il "seguire" non prevede domande, se non segrete e intime e anche inevitabili - essendo noi umani -, come suggerisce Gus. Il nostro Si è, dev'essere, un "seguire" cieco. Lascia stare la teologia.. quella è una scala per arrivare in cielo, una babelerestyling, una fucina di domande e di risposte fasulle... per quella risposta a Frapp quanta "teologia" ti è servita? Chiudeteli i seminari.. anzi, apriteli agli immigrati...

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    1. Tu sei schifato dal comportamento degli uomini che amministrano la Chiesa. Perché non ti poni questa domanda: "Perché Francesco e Caterina da Siena non si scandalizzarono della Chiesa dei loro tempi che era peggiore di quella attuale?".
      La risposta a Frapp è teologia. Spiega il significato del lemma "Radicale".

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    2. La teologia è la parte critica e razionale della nostra fede, che non è affatto cieca, ma serve proprio per vederci meglio, e con la teologia si cerca di spiegare razionalmente ciò che la fede ci permette di vedere...noi seguiamo Gesù Cristo per Vedere, non per essere ciechi, infatti Gesù è venuto per ridare la vista ai ciechi e toglierla a coloro che credono di vedere...
      poi la questione del termine "Radicale" non è che sia poi così chiara in Teologia, quando si usa un termine e gli si dà un significato teologico di solito io sono abituata al fatto che si deve anche citare la fonte da cui è stato tratto quel termine...o forse studiamo due teologie diverse.
      La teologia è veramente immensa...è un termine preso dai Padri?

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    3. http://www.gliscritti.it/blog/entry/1039


      Chiediamoci: che cosa hanno in comune i santi? Come possiamo descrivere l’aspetto particolare della loro vita e comprendere che ci riguarda e che può operare nella nostra vita? I Santi ci mostrano anzitutto che è possibile e che è bene vivere in rapporto con Dio e vivere questo rapporto in modo radicale, metterlo al primo posto e non riservare ad esso soltanto qualche angolo. I santi ci rendono evidente il fatto che Dio, da parte sua, si è rivolto per primo verso di noi. Noi non potremmo giungere fino a Lui e protenderci in qualche modo verso ciò che è ignoto, se non ci avesse amato per primo, se non ci fosse venuto incontro per primo.

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    4. Grazie.
      Leggerò l'omelia in cui si usa "radicale", ma non è che sia propriamente un termine teologico.
      Un termne teologico è "performare"...tipo: "la parola di Dio è performante"...questo è propriamente teologico..."radicale" può esssere utilizzato in vari contesti, giustamente, come hai fatto anche tu, ma anche in contesti non teologici.

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    5. In effetti anche "performare" però ha sgnificati non solo teologici...mhhmmm

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  9. Dopotutto anche lei signor Franco con le sue opinioni sta facendo della teologia, ossia etimologicamente (discorso su Dio)...
    Karl Barth (teologo protestante) diceva che la fede deve essere un salto nel vuoto, e forse in parte è vero, perchè comunque per seguire Gesù ci vuole il coraggio di buttarsi, ma non alla cieca.
    Forse la teologia non serve a nulla, ma comunque c'è teologia e Teologia, la teologia è comunque lo sforzi dell'uomo di darsi risposte su Dio e di capire il senso della Rivelazione divina, e come tutto ciò che è umano è fatta sia purezza che di corruzione.
    Idem la Chiesa, come disse B. 16, "La vera Chiesa è quella che Vive nonostante e dietro la facciata della corruzione umana"

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  10. Certamente ci sono domande intime che riguardano solo noi stessi e domande che riguardano l'umanità in generale, e quando si cerca la verità, o la Verità, non si può evitare, trovatala, di comunicarla anche ad altri.
    Infatti il Signore dice:"Sarete miei testimoni".
    La Chiesa nasce dalla testimonianza degli apostoli.

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  11. Anzi, pardon, mi correggo: la vera Chiesa preesiste la creazione e si è manifestata nella Pentecoste (vedi Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come Comunione, scritto dal Cardinal Ratzinger il 28 maggio 1992), la testimonianza ecclesiale e la Comunione ecclesiale vera e propria comincia con gli Apostoli.

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  12. Scusa se mi sono un po' dilungata, ciao Gus.

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  13. Non alla cieca dici. E cosa ci serve? La certificazione del Paradiso? Il numero esatto degli Angeli? Non ci basta un arcobaleno, un'alba, una nascita? O dobbiamo giustificare l'incidente, un tumore, una more finito?. Basta domande. Io parlo di Dio si, forse vorrei non parlarne a vuoto. E sono schifato da questi amministratori di Chiesa. Proprio oggi Francesco ha ribadito di non crogiolarsi nel potere ai Vescovi, che mogi e con la coda tra le gambe se nono andati caracollando coi loro crocifissi d'oro, nelle loro auto lussuose, ritirandosi in preghiera nelle loro cappelle private extra lusso. Si, sono schifato. Francesco e Chiara lanciarono un messaggio nel buio, come tu stesso sottolinei. Oggi, dovrebbe essere un periodo di luce . Quei Francesco e quelle Chiare sono celebrati, ora. E il papa assumendone il nome, si carica di grandissima responsabilità e presa di coscienza. Attendo sempre fatti oltre al chiacchiericcio, tipo quello che produciamo anche qui, noi tutti, molto coscienziosi, molto teologici, ma parimenti, impotenti.

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  14. Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 16,13-19.
    In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
    Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
    Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
    Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
    E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
    A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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  15. Hola Gus


    Recién conosco tus tres blogs...Distintos conceptos pero muy intereresantes cada uno de ellos


    Gracias por compartirlos

    Con cariño Victoria,,España

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  16. Nel silenzio della notte che avvolge tutti noi, buoni e cattivi, il Signore, nella Sua Paterna bontà, ci accarezzi donandoci serenità e pace. Buonanotte Gus!

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  17. Egr. Professore, oggi io sono arruffata come un riccio! Lei è accusato di non rispondere alle domande già postatele!
    Buonagiornata Gus!!

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    1. Il professore è fuori stanza.
      Ciao Lucia.

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  18. Pazienza! Forse è il caso di non insistere nel cercare parole che sono vento e nuvole che si disperdono come un volo di usignoli. Buona notte.

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