sabato 3 maggio 2014

Belén e quelle petizioni (contro)br /che non ti fanno prendere posizione

Belén e quelle petizioni (contro)br /che non ti fanno prendere posizione



Siamo un popolo di santi e chiacchieroni? Alziamo polveroni sul perché e per come la Belen di turno continui a lavorare e riscuotere successi ma restiamo acciambellati in poltrona quando si parla di diritti






12 commenti:

  1. Niente di nuovo, insomma. Eppure la petizione per sabotare Belén e far chiudere il programma ha raccolto oltre 30.000 firme. Come se il problema fosse l’ennesima fetta di intrattenimento che propone certi modelli, e non solo per la prossima stagione. Siamo un popolo di santi e chiacchieroni? Alziamo polveroni sul perché e per come la Belen di turno continui a lavorare e riscuotere successi ma restiamo acciambellati in poltrona quando si parla di diritti, lavoro, famiglie. E se ci appassionassimo alle nostre storie come a quelle di “Beautiful” e degli inquilini del “Grande Fratello”? Io ci metto la firma.

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  2. Ho digitato su Google “petizioni on line” e mi si è aperto un mondo. Una volta ci fermavano per strada, ci pedinavano nonostante il nostro sorriso di circostanza accompagnato da un originalissimo: «Scusa, ho fretta». Nome sul petto e penna alla mano, quei ragazzi volevano soltanto invitarci a firmare per una buona causa. Ma che fine hanno fatto gli stand? Nonostante il sole di primavera, non se ne vede l’ombra in città. Sono stati rimpiazzati dai cugini hi-tech. Un passo avanti, consentono agli utenti di firmare digitalmente: un clic e il gioco è fatto. E se fino a ieri si aprivano petizioni contro i test sugli animali, in sostegno dei nostri soldati all’estero o per la salvaguardia dell’ecosistema, oggi il menu offre un’ampia scelta. Sarà che ci siamo talmente abituati ad esprimere pareri sui grandi sistemi con un “like” universalmente conosciuto, che fare causa on line al giardino della vicina perché la sua erba è più verde è diventato normale. Perché è facile ed accessibile a tutti.

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  3. Sono sufficienti tre mosse, come per una ricarica telefonica: ti registri, condividi e cambi il mondo, tutto intorno a te. E poi non andiamo a dire in giro che tablet e tv appiattiscono e impigriscono le menti, perché a qualcuno basta un po’ di zapping per illuminarsi di un’idea e aprire una polemica. E una petizione.

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  4. Le parole costano così poco a farle mio caro Gus, la tragedia che a volte fanno anche male...
    La mia saggia nonna diceva sempre che la lingua non ha ossa ma le rompe!
    Un abbraccio prefestivo!

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    1. La lingua?
      Brutta cosa.
      Un abbraccio Nella.

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  5. Ventenne e padovana, Camilla Bliss è salita in cattedra e ha puntato il dito (e il telecomando) contro la trasmissione condotta da Belen, “Come mi vorrei”. Maschilista e stereotipato – sostiene la Bilss – il programma di Italia1 invita le ragazze ad omologarsi alla massa. Ma che novità! In fondo il format non è altro che un pot-pourri, un piatto “allo svuotino”; i produttori hanno aperto il frigo e “venghino, signori venghino”: tutti gli avanzi, gli odori e le minestre ancora buone da riscaldare sono stati messi nel pentolone. Si chiede aiuto a Belén tramite video messaggio, un po’ alla “Stranamore”, un po’ alla “Clio Make up”. Le aspiranti partecipanti confessano: «Sono una sfigata», «voglio diventare più carina e più sexy»… come fare? Negli anni ‘90 si scrivevano le letterine a “Cioè” (e almeno, poi, ti rimanevano le copertine adesive da attaccare sull’armadio), negli anni 2000 ci si incolla alla tv sperando che la Rodriguez venga a bussare alla porta e fare la magia. Nel mare magnum di richieste spedite alla redazione, vengono selezionati alcuni messaggi in bottiglia. A quel punto arriva Belen che prima ti ispeziona l’armadio in pure stile “Ma come ti vesti?” e poi accoglie insieme ai familiari e agli amici, la protagonista della puntata imbarazzata e inconsapevole del rinnovato look, strizzando l’occhio a “Il brutto anatroccolo” dei tempi di Amanda Lear e Marco Balestri.

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  6. Visto che le petizioni -quelle vere, politiche, serie- non funzionano... almeno lasciamo che ci siano queste qui^^

    Moz-

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  7. Non ho nessuna intenzione di mettermi in cattedra! Detesto i programmi Mediaset! Non che dall'altra parte ci sia qualcosa di meglio, ma trovo che, almeno siano meno volgari. La mia rete preferita è La7. Il pomeriggio verso le due, o giù di lì, iniziano i polizieschi. Vecchi, vecchi tipo "le strade di San Francisco" ricordi? Col "nasone" e Michel Douglas ragazzino! Poi, la mia passione, il Commissario Cordier e poi un altro commissario di cui non ricordo ,in questo momento, il nome, di cui non riesco mai a vedere chi è l'assassino perchè debbo preparare la cena (finisce alle 20). Belen? chi è? Scherzo.Di questo "mondo" infarcito da modelli , meno parlano meglio sto. A proposito di mamme, la mia quando le telefono, questo tutte le sere, mi dice," senti sto guardando Studio aperto che dice tante cose interessanti. Tu perchè non lo guardi?" E così ci salutiamo. Paolo mi ha fatto l'abbonamento a Sky cinema. Ogni tanto qualche film che mi interessa ci scappa. Stop, ho finito di criticare. La cosa migliore è il mio lettone e un buon libro. Ciao. Abbracci forti forti.

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  8. Dalla televisione berlusconiana inizia il degrado etico e morale della nostra società. Abbattimento dei valori veri sostituiti dal vuoto dell'apparenza, della corruzione, del successo ad ogni costo. La televisione berlusconiana è nata con un imbroglio perpetrato da Craxi, altro malvivente della politica italiana.
    Senza dubbio meglio un libro che le veline di Mediaset.
    Un abbracciò.

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  9. Io sono molto grossolana nelle scelte dei canali tv, guardo la 3, la 7, la 1, guardo ciò che mi interessa vedere, a volte sulla 5,danno dei bei film e me li guardo senza formalizzarmi su che reti è.
    Il filtro è già alla radice, perciò ciò che mi piace guardo.
    Mio maritino quando c'è la pubblicità toglie l'audio,così abbiamo risolto anche quel problema.
    Ciao August o Gus?
    Buona serata!
    Dani

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  10. Non sei grossolana. Non ti poni problemi. Per me vedere Mediaset è dare soldi a un delinquente.
    Ciao Dani.

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