giovedì 3 aprile 2014

Conoscere la vera libertà

 
 
 
 
 
 
 
Conoscevo un medico che mi parlava spesso di una sua vocazione missionaria. Per seguire questa sua dedizione si è fatto frate per andare nel Mozambico. Un giorno mentre faceva il suo lavoro, con i voti già definitivi, incontrando una bella bionda disse: "La bionda mi attira di più che fare il frate. Allora, se la bionda mi soddisfa di più, ho il diritto di andare con la bionda. Come il marito di quella donna: se lo attirava di più la segretaria, perché non doveva andare con la segretaria. Nel dinamismo della libertà è implicita la possibilità dell'errore. Scegliere ciò che immediatamente soddisfa di più, invece che tendere a ciò che è il destino per cui si è fatti. La libertà di scelta non è la libertà: è una libertà imperfetta. La libertà sarà compiuta, piena, quando sarà di fronte al suo oggetto che la soddisfa totalmente: allora sarà totalmente libera, totalmente libertà. Il problema è perché si vive. Il concetto teologico del missionario è questo: "Nel disegno della vita, il mistero di Dio gli ha chiesto questo compito, gli ha dato questa vocazione, anche se gli ha fatto incontrare una donna piacente. Se uno cede all'emozione perde la strada. Questo è il concetto di peccato. Il peccato è debordare, uscire dalla strada del destino per soffermarsi su qualcosa che interessa di più al momento. Lo stesso ragionamento vale per il marito che si invaghisce della segretaria. Quando il cammino di fede sarà compiuto l'uomo non ha più bisogno di scegliere perché conosce il suo destino. La libertà è ora perfetta.
Uno è missionario, l'altro è sposato. Sono momenti importanti per un uomo. E' necessario permanere nella scelta e non assecondare piaceri effimeri.
La parola destino sta ad indicare il significato della vita. Infatti la parola greca indica il significato ultimo, il destino come significato.
L'uomo «sta bene come non mai» quando gli diventa familiare la coscienza del suo destino. Vale a dire: quando gli è diventato familiare lo scopo positivo di tutto quello che fa e ha la prospettiva della permanenza di quello che lui è.
Hanno scelto tutti e due la strada più facile, in fondo il peccato fa star bene al momento. Poi, le conseguenze cambiano il proprio destino e quello di altri. Il peccato quindi non è fine a stesso, ma si allarga come una macchia d'olio attorno a chi lo compie. Il cristiano ha le armi per difendersi se vuole, sono la preghiera e i Sacramenti. Già da qui inizia la nostra libera scelta.
 


8 commenti:

  1. Ci sono due paroline che evidenziamo bene il dilemma: "al momento". Esistono piaceri, voglie, capricci, che possono soddisfare "il momento". Ciò comporta oscurare l'orizzonte e rimpicciolirsi sull'attimo. Una microvista che deturpa l'insieme guastandoti, un attimo dopo, anche quell'attimo precedente di apparente soddisfazione. Comunque, per tutta una serie di distinguo, preferisco sempre mille volte il "francescano" invaghito della bionda piuttosto che il "marito" ingrifato della segretaria. Buona giornata Gus!

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    1. Non si tratta solo di un rimpicciolimento della propria esistenza, ma di un vero tradimento verso Dio. Rifiutare il disegno di vita fatto per noi, quello che assecondando il nostro destino ci avrebbe riportato al Padre.
      L'ingrifamento ormai è di moda, direi istituzionalizzato.

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  2. Possiamo scegliere se aprirci allo stupore o rimanere chiusi nel nostro mondo interiore che non si pone domande e si accontenta dei desideri improvvisi Il mondo di oggi e l' uomo che ne nasce, ci mette di fronte alla nostra libertà, in alternativa alla quale c’è la schiavitù dei desideri, c'è chi la considera come la vera libertà. Ho conosciuto l'Amore con la A maiuscola, e senza questo cuore amante di un Dio che ha impastato d'amore la mia vita tutto sarebbe insopportabile e mi sentirei allo sbaraglio di tutti i venti che non potrebbero proteggermi dal male oscuro del mondo. Ciao Augusto.

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    1. La vera libertà (la libertà perfetta) è quella che permette all'uomo di non essere obbligato a scegliere perché la scelta è già scritta dentro di noi.
      Il poter scegliere implica la possibilità di sbagliare, di commettere l'errore che teologicamente viene chiamato peccato. E' la libertà imperfetta.
      Ciao Lucia.

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  3. Piaceri effimeri no, non vanno assecondati: ci vuol cervello.
    Ma se non è così, allora è giusto assecondare il proprio cuore.

    Moz-

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    1. Il cuore batte forte ed esprime l'affettività attraverso il desiderio. La ragione filtra il desiderio e lo scarta se non corrisponde alle esigenze dell'Io.
      Cuore a ragione agiscono in simbiosi nell'Io non dissociato.

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  4. ''Il cristiano ha le armi per difendersi se vuole, sono la preghiera e i Sacramenti. Già da qui inizia la nostra libera scelta.''
    Il gesto più geniale del Cristianesimo è la confessione. Consegna di me malato che piano piano mi aiuta ad essere meno malato.
    Grazie

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    1. Come la donna samaritana che va al pozzo per dissetarsi, incontra Cristo, e alla fine dice a tutti quello che ha fatto, forse anche di più.

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