martedì 4 febbraio 2014

Saper guardare oltre il visibile






La ragione in senso pieno può essere descritta come un guardare in opposizione al vedere.
Il guardare è tutto quanto determinato da un'attrattiva, da un’emozione, da uno stupore che fa muovere verso l'oggetto incontrato col desiderio di conoscerlo. Il vedere, al contrario, indica, nell'ambito di questa opposizione, un rapporto alla realtà inficiato da un preconcetto che genera schematizzazioni, irrigidimenti, riduzioni arbitrarie.
Solo chi guarda coglie veramente il reale, cioè vede compiutamente e comprende.
Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che s’incontra e si segue e la natura della propria persona.
Saper guardare oltre il visibile richiede esercizio di stile, l'emozione generatrice che conduce alla visione essenziale e profonda di ciò che disponiamo sotto il nostro sguardo, per la maggior parte di noi arriva solo dopo. Si può essere predisposti, questo sì, la natura ha dotato alcuni esseri umani di "occhi" speciali.



24 commenti:

  1. Secondo me saper guardare oltre il visibile significa guardare col cuore, con l'istinto... Gli occhi speciali li abbiamo tutti, solo che spesso li bendiamo... anche per colpa di antichi insegnamenti e sofismi antiquati.

    Moz-

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    1. mi viene in mente Il Piccolo Principe. "non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" :)

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    2. Ciò che teologicamente si chiama cuore


      La ragione, in senso pieno, può essere descritta come un guardare in opposizione al vedere, secondo la distinzione usata da sant'Agostino. Il guardare è tutto quanto determinato da un'attrattiva, da un'emozione, da uno stupore che fa muovere verso l'oggetto incontrato col desiderio di conoscerlo, disposti a tutto pur di conoscerlo.
      Il vedere, al contrario, indica, nell'ambito di questa opposizione, un rapporto alla realtà pre-giudicato, che genera schematizzazioni, irrigidimenti, riduzioni arbitrarie.
      Solo chi guarda coglie veramente il reale, cioè vede compiutamente e comprende.
      Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che si incontra e si segue e la natura originale della propria persona.
      La ragione conduce l'uomo verso la libertà. La libertà è innanzitutto capacità di una percezione che nasca da di dentro, determinata da qualcosa che suscita l'interesse dell'io: quel complesso di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto originale dell'io, la struttura dell'umana natura. Tale percezione istituisce un paragone tra ciò in cui l'io si imbatte e ciò che lo costituisce originariamente. E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare la soddisfazione. La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione, perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io, a ciò che teologicamente si chiama cuore.




      Ciao Manuela

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  2. Proviamo solo a guardarci così come siamo, ma solo con occhi diversi...
    E tu prova a guardarmi come sono, ma solo con occhi limpidi...sarebbe un bel passo avanti!
    Ehm, non vorrei essere fraintesa. Avviso subito prima di essere aggredita.
    Bello davvero il post, Augusto.
    Sono molto stanca, domani commento meglio.

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    1. Sì, il post è bello.
      commento aspetto domani.

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  3. Con occhi semplici voglio guardare della mia vita svelarsi il Mistero
    là dove nasce profonda l'aurora d'un'esistenza chiamata al Tuo Amore......
    Ciao Gus!

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    1. Tutti sperano che il Mistero si manifesti.
      Ciao Lucia.

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  4. Quando da bimba guardavo attorno a me, vedevo tanto amore, difficoltà e sacrifici sì, (eravamo cinque figlie) con solo il lavoro di papà, ma mamma, con la sua voglia di contribuire, ci faceva dei vestitini stupendi, con vestiti regalati da chi stava meglio di noi, era di un umiltà unica.
    Riusciva ad occuparsi di persone più bisogne di noi, non tratteneva nulla di più del necessario, non c'è stato bisogno di insegnarci che l'altro è il nostro fratello, lo abbiamo capito vivendo questo spirito.
    Questo è il guardare "oltre" e vedere che nulla ci è dovuto, ma tutto è dono.
    Ciao, August!

    Dani

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  5. sì, è incomprensibile davvero.
    credo non abbia avuto ,direttamente, merito o colpa... alcuna forse, ma è come se fosse così.

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  6. Le cose belle mi fanno piacere.
    Ciao.

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  7. Il tuo post mi ricorda le parole di Saint-Exupéry nel Piccolo principe: "Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
    Ciao, Gus, e grazie!

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    1. E' l'Amore che sa vedere anche ad occhi chiusi.
      Ciao Annamaria.

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  8. Il dono che tranquillizza la coscienza tradisce profondamente l’essenza, ma quella spirituale.
    Il dono è essenza, la grazia del messaggio cristiano, paradossalmente proprio in ciò che non è meritato. Affermare che il sentimenti di Cristo vanno meritati è la più grande delle falsità”. La Grazia ci precede sempre, non chiede nulla. Non ti fa riflettere?
    Il dono, l'altro dono che si acquisisce nasce dalla speranza.
    Speranza vissuta,Augusto.
    Hai compreso?!
    Notte!

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    1. Solo la Grazia fa comprendere il dono che ha salvato l'uomo dalla morte.
      Ciao Silvana.

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  9. In effetti saper guardare oltre non è una questione prettamente visiva, bisogna far ricorso alla sensibilità, alla riconoscenza verso l'Altro Sguardo che costantemente ci tiene d'occhio. Il nostro occhio speciale, allora, può bearsi del Mistero svelato.

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  10. gusssssss....oggi compra il Centro!!!

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  11. Oh, ma grazie Augusto. Ma come mai? :)
    Ho dato solo un 'occhiata. :) Stasera sono fiera di te. Vedremo quando dura! :)

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    1. Fiera, nel senso di leonessa?
      Ciao Silvana.

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  12. hai la testa dura ma l'hai capita...finalmente, eh?
    poi verrò a commentare.
    fiera nel senso orgoglioso. grazie.

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