venerdì 14 febbraio 2014

Le leggi e la Morale cristiana

 
 
 
 
 



Le strutture morali cristiane non sono le leggi dei dinamismi umani individuati dall'analisi razionale, ma l'attrattiva scoperta e ragionevolmente riconosciuta di fronte a quella Presenza eccezionale.
Il motivo e il contenuto dell'azione è Cristo perché Lui è la Verità.
Non basta sapere le leggi per osservarle. San Paolo nella Lettera ai Romani, afferma con grande lucidità: " C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo. Infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio".
La speranza dell'uomo non può poggiarsi sulle leggi perché non sono capaci di darci la forza di aderire al bene che pur vediamo.
La morale cristiana è solo Cristo. Gesù guarda solo un istante l'adultera e da allora lei non guarderà più a se stessa, non vedrà più i rapporti con gli uomini se non dentro lo sguardo di quegli occhi.
L'inizio della moralità è quell’attrattiva che perdura nel tempo, anche se la presenza fisica di Cristo non c'è più.
Il resto è sovrastruttura. A volte deleteria
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14 commenti:

  1. Per fortuna non sono cristiano, non tollererei tutte queste impalcature da cui la morale vuole non poter sfuggire XD

    Moz-

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    1. Giusto. Meglio la Lobby dei cazzari.

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  2. Ben detto. Stiamo affogando nelle sovrastrutture. E proprio dove non dovrebbe essercene ombra.

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    1. Importante è non farsi intrappolare dalle sovrastrutture.

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  3. Le leggi se non sono supportate dalla Verità, Via e Vita, non riescono a farci comprendere, il bene per noi e gli altri, anzi le troviamo come un fardello insopportabile Solo lo sguardo misericordioso, di colui che con la sua vita ci ha indicato il cammino da compiere, ci rassicura, ed è possibile dopo mille cadute che facciamo, trovarlo limpido, e ritrovare quella grazia che Lui ci elargisce.

    Ciao August, grazie!
    Dani

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    1. E' sempre più evidente che in questa palude dove viviamo solo Cristo può ancora salvarci.
      Ciao Dani.

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  4. Le leggi di Dio ci trasmettono il metodo per vivere amando. Gesù ci insegna che abbiamo bisogno di moralità soltanto perchè manchiamo d'amore. Ho letto mille volte ciò che San Paolo ci dice al riguardo di ciò che sa, che vorrebbe essere e che invece non riesce ad essere. Lui ci dice anche che è importante esaminare tutto, conservando ciò che è buono e ciò che riusciamo a vivere.Il nostro carattere si forgerà e riusciremo, sempre per amore, a vincere le tentazioni. Oggi però non si può più imporre: bisogna interessare e far nascere in chi incontriamo il desiderio di conoscere ciò che ci ha cambiato. Bisogna presentare la moralità, la virtù del cristiano, come un bel tramonto, un bel paesaggio, una cima innevata....
    Questo terzo millennio che ci appare, attraverso le persone che più sono esposte a giudizio, come una stanza buia, dobbiamo insegnare, se già non lo facciamo, l'arte del comportarsi, la capacità di dire ciò che è bene e ciò che è male.
    La popolazione è aumentata: la mia Chiesa di Milano alla Messa domenicale era superaffollata, tante persone dovevano rimanere fuori e sperare almeno di ricevere la S. Eucarestia. Dove sono ora? Dove abbiamo sbagliato? Qualche sacerdote, che sa vedere come va il mondo, mi dice, di sperare e così permettere alla coscienza morale di recuperare il tempo perduto. Non disperiamo, insegniamo ai nostri nipoti la bellezza del cuore di un amico chiamato Gesù. Ciao Gus!! Mi è venuto in mente che quand'ero giovane, avevamo il "dono" dell'arrossire o di abbassare gli occhi davanti momenti che ci mettevano in imbarazzo. Era una forma di morale cristiana?

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    1. Lucia, ho già riflettuto sulla problematica che hai posto.
      Tertium non datur.
      O non siamo esempio credibile, oppure la nostra vita è cristiana ma non sappiamo evangelizzare. Andare controcorrente è difficile. La gente dice che crediamo al non dimostrato e non dimostrabile.
      Sì, il pudore è un'espressione di morale cristiana.
      Ciao Lucia.

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  5. Non si salva chi fa il bene o viene condannato chi fa il male, visto che LUI è l'artefice di TUTTO, ma SOLO COLUI che LO RICONOSCE e cerca di strapparGLI qualche SUA SOFFERENZA, perché LUI VIENE a prendersele TUTTE.

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    1. L'esempio è gratuito e non aspetta ricompensa. Siamo consapevoli che il Tutto non siamo noi.

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    2. Ciao Angelo, parole sante.
      Ciao Gus, buona Domenica.

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  6. Opterei per l'esempio non credibile. Anche io, te , Lucia, Daniela.. persone che tentano (io sicuramente senza riuscirci) di dare esempio. E se fallisce chi pensa di far bene, c'è una falla nel sistema.

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    1. Non è il caso di drammatizzare. Nemmeno Gesù, e il suo esempio non può essere messo in discussione, per molti è rimasto inascoltato, ma il fatto che noi stiamo parlando di queste cose dopo duemila e più anni, deve darci coraggio. Come ha scritto Lucia una volta le parrocchie non contenevano i fedeli, ora non accade più, ma ad ascoltare la Messa , partecipare all'Eucarestia non è cosa morta. Bisogna avere pazienza ed aspettare il tempo del raccolto.

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