lunedì 13 gennaio 2014

Presunta amante del sindaco








Ricordo di aver ascoltato la storia di una maestra su un programma televisivo, forse la “5 storia” ed è, ad ogni modo, documentato.
Arrivata in un paesino del meridione, iniziò a insegnare e affittò una stanza nella casa del sindaco, non essendoci molta scelta. Il problema nacque dal fatto che lei era molto bella ed il sindaco, benché sposato, noto come “sciupafemmine”.
Inutile dire che a quei tempi un’insegnante doveva essere al di sopra di ogni sospetto, dare il buon esempio, ed essere di comprovata moralità.
Insomma, passare per amante di un uomo sposato, cosa terribile, diventava una tragedia.
Per evitare le continue maldicenze e la fuga degli alunni, si sottopose a visita ginecologica che la confermò vergine. Già questa era, a quei tempi, un’esperienza traumatica.
Chiese ed ottenne il trasferimento in un altro paese ma non le fu permesso neppure l’accesso con la scusante che non volevano i rifiuti dell’altro paese.
Obbligata quindi a ritornare nel primo, angariata ulteriormente dalle tue amate “chiacchiere”, si tolse la vita.


31 commenti:

  1. Abbiamo moltissimi criteri per distinguere, in ogni scienza, ciò che vale in un certo campo e ciò che non vale ma, asserisce Heidegger in Essere e tempo, si è perso invece il senso complessivo di che cosa chiamiamo "è"; abbiamo dimenticato il senso di questo termine perché abbiamo ridotto l'essere all'oggettività. Ma allora, se identifichiamo l'essere con ciò che è oggettivamente dato e verificabile ne consegue, prima di tutto, che non possiamo più pensare alla nostra esistenza in termini di essere, perché non siamo mai un tutto già dato, siamo fatti di ricordi del passato, di esistenza nel presente e soprattutto di proiezioni verso il futuro, tutte cose che dal punto di vista della datità verificata non sono nulla.
    Se non possiamo più parlare dell'essere dell'uomo, perché il nostro modello di essere è quello della datità oggettiva, ciò non ha solo delle conseguenze conoscitive preoccupanti, ma ha soprattutto conseguenze morali, politiche e sociali drammatiche. Predisponiamo cioè l'essere dell'uomo a diventare oggettività manipolabile nell'organizzazione totale della società.

    RispondiElimina
  2. A sto punto non poteva scopà?? :)
    Comunque è vero che le maldicenze riescono ad "uccidere" la gente, eh!

    Moz-

    RispondiElimina
  3. terra terra significa "il tuo reale".
    Cosa hai pensato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente, appunto ho detto che una volta dovremmo scambiarci i ruoli! Sarebbe divertente! :)

      Moz-

      Elimina
    2. Io non sono un creativo. Non so scrivere del tuo mondo fantastico.

      Elimina
  4. Come non sei un creativo?!? Guarda che te stai a inventà sulla scorta di una storia di "disturbati": maestra, sindaco, ginecologo e tutti gli abitanti dei due paesi... ahah

    RispondiElimina
  5. E' una storia vera e il resto è Heidegger senza Hannah Arendt . La filosofia c'è, manca il racconto della travolgente passione del Maestro versa l'allieva.

    La loro storia non poteva avere un futuro. Lui decise di troncare il rapporto, nel 1928, e lei ne fu distrutta. Ti amo come il primo giorno, gli scrisse, e se Dio vorrà ti amerò di più dopo la morte. Hannah si sposò con un altro per poi divorziare, ma sembrerebbe che seguitasse a frequentare Heidegger.

    RispondiElimina
  6. Mi sembra la storia di cappuccetto rosso finita nella casa del lupo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è una differenza. Nella realtà il lupo affamato sbrana.

      Elimina
    2. Il lupo era il sindaco, se avesse potuto avrebbe "sbranato". ma lui il buon esempio? :(
      A priori, soprattutto noi donne, dobbiamo fare in modo che la gente non parli troppo. Effettivamente sono più... "simpatica" alle donne nella realtà. Il contrario nel virtuale...anche più folle. Di me si potrebbe dire ben poco e comunque, per ora, so chi sono. Ci sono motivi molto più gravi per farla finita.

      Elimina
    3. No. Il lupo è la cattiveria della sottocultura.

      Elimina
    4. Ah si? il sindaco non era culturato? Nemmeno furbo, mi pare di capire.
      Tutti critichiamo e siamo criticati, diffamati, ogni giorno.
      "pensar male è peccato ma alle volte la si indovina". Così dice ... l'amica "coscienziosa" ;)
      Notte, Augusto

      Elimina
    5. Pensare male è la cosa più sbagliata che possa fare un essere umano.
      In ogni aggregazione sociale, scuola, ufficio, blog, inevitabilmente, nascono gelosie, sentimenti di invidia. Bisogna darlo per scontato e non scandalizzarsi perché la cattiveria ricevuta altro non è che il ritorno di quella fatta.
      Nelle persone bisogna ritrovare il bello e il buono e impegnarsi per un minimo di armonia.

      Elimina
  7. e comunque spesso le sensazioni sono verità. Ciò che è meglio o ciò che è vero? Io credo a ciò che sento. l' insegnamento principale è l' ultima verità. io ci credo.
    Troppo fragile e ingenua la povera ragazza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu lo sai. Io credo solo alla mia coscienza che è scritta da tempo.
      Non pretendo di essere creduto. Sarebbe un disastro. Solo i falsi ottengono questo risultato.

      Elimina
  8. Questo è un caso limite avvenuto in un paese del Sud. Ma posso confermare che un tempo per le insegnanti era così. Ricordo il caso di una giovane insegnante che dovette trasferirsi perchè chiacchierata di avere una relazione con il parroco. Era un paesino di mezza montagna e la gente alquanto ignorante per cui la maestra si intratteneva volentieri con l'unica persona istruita del luogo: il parroco appunto. Io ero una bambina e abitavo in un paese non molto lontano. La mia mamma, persona equilibrata e giusta, ha sempre sostenuto che non era vero niente, ma la gente si sa..mormora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so, Paola.
      Sembrano storie incredibili invece sono vere.
      Ciao.

      Elimina
  9. Italia Donati

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.




    Italia Donati (Cintolese, 1 gennaio 1863 – Porciano, 31 maggio 1886) è stata un'insegnante italiana, protagonista di un tragico fatto di cronaca.

    Biografia[modifica sorgente]

    Figlia del fabbricante di spazzole Gaspero Donati, dimostrò un'attitudine allo studio sufficiente per aspirare a un posto da insegnante elementare, e nel 1882, al secondo tentativo, superò l'esame di abilitazione. Fu assegnata a Porciano, un paesino a una decina di chilometri da Cintolese.

    Giunta nel borgo, si sottomise alle pressioni del sindaco Raffaello Torrigiani, suo datore di lavoro (secondo la Legge Coppino del 1877), e si sistemò in una delle sue abitazioni, subendo pesanti avances alle quali riuscì tuttavia a resistere.

    Ben presto si trovò a dover fare i conti con l'ostilità della comunità e, priva di qualsiasi difesa, fu oltraggiata e additata come poco di buono. Nell'estate 1884 arrivò a un magistrato di Pistoia una lettera anonima che l'accusava di aver abortito illegalmente con l'aiuto del sindaco. Torrigiani fu costretto a dimettersi, ma per Italia le conseguenze furono devastanti.

    Malgrado la polizia non trovasse alcuna prova contro di lei e lei medesima si fosse offerta ad accertamenti medici atti a confermare la sua castità, questi non le vennero concessi e l'ostilità nei suoi confronti non ebbe più freni. Mentre la sua salute risentiva della tensione, si diffuse la voce che era di nuovo incinta: lo provavano, per gli accusatori, il pallore e i sudori. Chiese di essere trasferita in un'altra scuola della zona, e nella primavera del 1886 l'amministrazione comunale acconsentì. Ma la cattiva fama l'aveva preceduta, e la nuova comunità non celò la sua irritazione nel vedersi imporre la presenza di una donna così svergognata.

    La sera del 31 maggio Italia scrisse un breve biglietto destinato ai genitori in cui si discolpava e si difendeva. Al fratello Italiano scrisse:

    « [I]o sono innocentissima di tutte le cose fattemi [...] A te, unico fratello, a te mi raccomando con tutto il cuore, e a mani giunte, di far quello che occorrerà per far risorgere l'onor mio. Non ti spaventi la mia morte, ma ti tranquillizzi pensando che con quella ritorna l'onore della nostra famiglia. Sono vittima dell'infame pubblico e non cesserò di essere perseguita che con la morte. Prendi il mio corpo cadavere, e dietro sezione e visita medico-sanitaria fai luce a questo mistero. Sia la mia innocenza giustificata [...][1] »

    Camminò nel buio fino alla gora del vecchio mulino ad acqua sul fiume Rimaggio, poco fuori dal paese, fermò le sottane con due spille da balia (voleva scongiurare l'umiliazione di venire trovata con le gambe scoperte), e saltò. L'autopsia confermò che era morta vergine.



    Avedvo assicurato che la storia era vera.
    Così Franco (Lampur) non dirà più che sono un creativo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come al solito travisi. Non dicevo che la storia era falsa, ma basare un ragionamento globale su un caso limite non è corretto, me lo concederai? ;)

      Elimina
    2. http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0CEIQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.storiadelledonne.it%2Fimages%2Fpdf%2Frivista%2F2012%2Fcovato2012.pdf&ei=8jbWUpboAuTt0gWupIGwDA&usg=AFQjCNHzrA1X7zuyiZL2iLaP3puOR6Bwbg&sig2=7gQDoBLvVCnjd8W9_0cB8w


      Prima di sparare cazzate, informati.

      Elimina
  10. "Barbiere di Siviglia" La musica con molte variazioni è molto bella. Basilio canta:
    La calunnia è un venticello,
    un'auretta assai gentile
    che insensibile, sottile,
    leggermente, dolcemente
    incomincia a sussurrar.
    Piano piano, terra terra,
    sottovoce, sibilando,
    va scorrendo, va ronzando;
    nelle orecchie della gente
    s'introduce destramente
    e le teste ed i cervelli
    fa stordire e fa gonfiar.
    Dalla bocca fuori uscendo
    lo schiamazzo va crescendo
    prende forza a poco a poco,
    vola già di loco in loco;
    sembra il tuono, la tempesta
    che nel sen della foresta
    va fischiando, brontolando
    e ti fa d'orror gelar.
    Alla fin trabocca e scoppia,
    si propaga, si raddoppia
    e produce un'esplosione
    come un colpo di cannone,
    un tremuoto, un temporale,
    un tumulto generale,
    che fa l'aria rimbombar.
    E il meschino calunniato,
    avvilito, calpestato,
    sotto il pubblico flagello
    per gran sorte ha crepar.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La calunnia è un peccato mortale.
      E' l'esatto contrario del 2° Comandamento:
      Ama il prossimo tuo come te stesso.
      Stai bene?

      Elimina
    2. Mi piaceva metterti quel brano....E' vero la calunnia non è il pettegiolezzo...ma anche quello fa danni! Eccome. La mia influenza è agli sgoccioli. La voce non ha ancora ripreso i toni giusti....
      Domani mattina saremo a Milano per Ada che verrà operata per la seconda volta alla caviglia. La mancanza di collagene, arreca danni!! Grazie per l'attenzione. Ti va di dire una preghiera? Grazie e arrivederci a presto!

      Elimina
    3. Ti seguirò passo per passo.
      Se hai l'impressione di ricevere una carezza, ebbene non è un'impressione. Sono io.
      Ciao.

      Elimina
  11. Oh! Il micio2 e' incazzato.
    Buon giorno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A Natale hai chiesto di tornare a scrivere in questo blog. Sei stata accontentata, ma inevitabilmente seguiti a commettere gli stessi errori.
      A me piace che si parli degli argomenti e non delle persone. Se non apprezzi chi scrive qua è meglio che tu non venga più nel Blog di Gus.
      Buon giorno.

      Elimina

  12. Adorno pensa alla società tecnologica come a una società "motorizzata", nel senso che la società tecnologica sembra ad Adorno un grande meccanismo mosso da un motore centrale. Questa idea di Adorno si ritrova anche in alcuni grandi romanzi come quello di Orwell 1984 e quello di Huxley Brand New World. Quando la società si organizza in modo saldamente tecnico ci troviamo di fronte ad una specie di gran sistema di ingranaggi che girano tutti mossi da un centro unitario: la propaganda del regime nazista come la radio di Goebbels che dà ordini a tutti. Secondo l'idea di "pubblicità centralizzata" di Adorno, noi viviamo in una società non tanto diversa da quella nazista. Lì c'era infatti una propaganda politica, ma noi siamo dominati totalitariamente dalla pubblicità delle merci e siamo altrettanto poco liberi. Pensiamo alla riflessione di Heidegger in Essere e Tempo (trad.it. Torino, 1994), del '27, maturata però a partire dagli anni '10. In una memoria autobiografica Heidegger allude allo spirito degli anni '10, come dominato dalla ripresa di Kierkegaard, di Nietzsche e di Dostoevskij, personaggi che hanno in comune l'esistenzialismo, l'accentuazione, persino eccessivamente patetica, del dramma della libertà dell'uomo, accentuazione tanto più significativa quanto più si afferma in un mondo dove invece l'organizzazione sociale diventa sempre più razionalistica e meccanizzata.
    Abbiamo moltissimi criteri per distinguere, in ogni scienza, ciò che vale in un certo campo e ciò che non vale ma, asserisce Heidegger in Essere e tempo, si è perso invece il senso complessivo di che cosa chiamiamo "è"; abbiamo dimenticato il senso di questo termine perché abbiamo ridotto l'essere all'oggettività. Ma allora, se identifichiamo l'essere con ciò che è oggettivamente dato e verificabile ne consegue, prima di tutto, che non possiamo più pensare alla nostra esistenza in termini di essere, perché non siamo mai un tutto già dato, siamo fatti di ricordi del passato, di esistenza nel presente e soprattutto di proiezioni verso il futuro, tutte cose che dal punto di vista della datità verificata non sono nulla.
    Se non possiamo più parlare dell'essere dell'uomo, perché il nostro modello di essere è quello della datità oggettiva, ciò non ha solo delle conseguenze conoscitive preoccupanti, ma ha soprattutto conseguenze morali, politiche e sociali drammatiche. Predisponiamo cioè l'essere dell'uomo a diventare oggettività manipolabile nell'organizzazione totale della società.


    La maestra perde la sua soggettività di essere e in base ai costumi della società diventa un oggetto e come tale non può che essere l'amante del sindaco.
    La maestra è un simbolo esplicativo della realtà degli oppressi. Le maestre hanno abbondonato il loro paese per portare la cultura nell'Italia. Sono state ripagate in malo modo. Ci sono tanti libri in materia, Franco. Cerca di leggerli.

    RispondiElimina
  13. .. . anche il tuo "prima di sparare cazzate" sembra rifarsi alla strenua difesa di propri integralismi. Nel mondo ci sono stato gli olocausti, ci sono le stragi degli innocenti, le torture e le autobombe come noccioline. Non sono cieco, Gus. Se siamo già totalmente oggettività manipolabile, avremmo molto poco da stare a discutere. Anmche di Dio. Ed invece siamo qui (almeno io) ad acquisire piacere e curiosità nel leggerti. Cercherò di sparare meno "cazzate" (oppure me le riservo tutte per il mio blog.. ). Un caro saluto sempre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando uso una certa terminologia so benissimo che l'interlocutore non è un permaloso.

      Elimina
  14. Le calunnie fanno molto male, qualsiasi sia la loro natura! Sono macigni, e pensare che chi le lancia le fa con una tale leggerezza!
    Ciao August, l'importante è stare sereni, la serenità che solo il Signore sa dare-
    Un abbraccio.
    Dani

    RispondiElimina
  15. Sì, Daniela, la calunnia è una cosa orribile.
    L'abbraccio è gradito.
    Ciao.

    RispondiElimina

la paranoia è un disturbo della personalità