mercoledì 28 agosto 2013

Riflessioni sulla vita senza Dio

 












L’inferno dei viventi è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio ( Calvino).
E' una bellissima e veritiera osservazione, direi. Da non confondere con quella di Sartre: "L'inferno sono gli altri", vera per altri versi, da un altro angolo.
Sartre metteva in luce la solitudine dell'esistenza, l'impossibilità di essere libero dai condizionamenti, la responsabilità del definirsi.
Calvino, invece, secondo me, è un realista, uno psicologo attento e sottolinea il fatto che, insieme, siamo capaci di nefandezze inaudite che rischiano di offuscare anche una sola fiammella di bontà e che cercare questa fiammella, riconoscerla, farla continuare a vivere, in noi stessi e negli altri, con fatica e ricerca continua è un compito che dura una vita. Richiede vigilanza continua, prima di tutto su noi stessi, che non siamo niente di diverso dagli altri, nemmeno dai peggiori tra di noi.
Direi proprio di sì.
Le parole di Calvino sono suggestive e vorrebbero aprire alla speranza di un piccola oasi da ricercare e costruire al riparo dall'inferno che è la vita di tutti.
Ma appunto la libertà di scelta non è uguale per tutti, non sono uguali le condizioni, non sono uguali gli strumenti per capire, vigilare e ritagliarsi gli spazi " di paradiso".
E non credo nemmeno che sia facile per chi questi strumenti in teoria li ha.
La vita è troppo dura e faticosa e in buona misura ingovernabile e il proprio inferno personale, grande o piccolo che sia, ce lo dobbiamo portare appresso, fino all'ultimo respiro.
Ci sono inferni dai quali è impossibile salvarsi e che non si sono scelti.
Sono stati concessi in dotazione insieme alla braccia, alle gambe, al cuore, alla testa.
Sono stati iscritti nel nostro atto di nascita, in un posto piuttosto che in un altro, in una casa invece di un'altra.
E di questa tara originaria è molto difficile liberarsi.









14 commenti:

  1. Ho già parlato di Calvino. Ho riflettuto e l'inferno dei viventi mi rattrista.
    E' difficile parlare dell'uomo separato dalla Luce di Dio.

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  2. Diciamo che, tolto il significato religioso del tutto, siamo d'accordo.
    Tutti abbiamo un inferno, magari piccolo, ma certi lo hanno più esteso e non è manco colpa loro... non c'è via di scampo per persone così sfortunate. Funzionerebbero bene solo se fossero personaggi di film o fumetti.

    Per quanto riguarda la vita senza dio, ti assicuro che si sta benissimo, senza pensieri superflui! :)

    Moz-

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    1. Nemmeno un pizzico di trascendente?
      Ciao Miki.

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    2. Più trascendente di tutto ciò che possiamo osservare?
      Guarda la natura, che meccanismo!
      E' oltre il trascendente :)

      Moz-

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    3. Secondo te "il meccanismo" è voluto oppure è una casualità?
      Se pensi che sia l'opera di qualcuno ti proietti immediatamente verso il trascendente.
      Ciao Miki.

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    4. Anche un padre che decapita un figlio perché è fannullone?

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  3. Condivido perfettamente le prime frasi della riflessione....sempre più spesso mi rendo conto che occorre redimersi e cercare di dare una svolta decisiva a questo mondo osceno!

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  4. Sì, solo il cambiamento radicale può salvare l'uomo.
    Ciao Simona.

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  5. Sicuramente il piccolo o grande "inferno" celo abbiamo tutti.
    Ma proviamo cambiare prospettiva dello sguardo.
    Abbiamo il dono della vita, abbiamo qualcuno che ci ama sicuramente, possiamo godere degli splendidi cicli della natura.
    Io ad esempio in questo momento posso raccontarti questi miei pensieri, e non è poco.
    Sono, non dico felice, perché è una parola grande, la felicità sono attimi che sfuggono appena l'hai pronunciata, ma sono serena, ho voglia di sorridere, vorrei far sorridere anche coloro che mi sono accanto.
    Buona sorridente giornata August ヅ
    Dani

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    1. E' la fede che permette di vedere nell'uomo il buono che c'è.
      Ciao Dani.

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  6. L'inferno qui sulla terra ce lo creiamo spesso da noi.
    Mi accorgo di quanta gente attorno a me sta male e vive nell'odio e nella rabbia. E' una cosa che fa star male. Non è facile aiutare queste persone se non con la preghiera.
    Buona serata Gus ^_^

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    1. E' vero, le persone si rovinano la vita anche per delle banalità.
      Ciao Saray.

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  7. da matematico taoista post moderno ti ricordo che esiste il suicidio come atto volontario (e non frutto di una mente disturbata). Se poi si è già morti almeno una volta, il problema non si pone. E sì, alcune persone sono dannatamente infernali.

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    1. Il suicidio è l'omicidio verso la propria persona.
      Ciao.

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