lunedì 12 agosto 2013

L'altra faccia della medaglia

 
 

 
 

Miiiii August che post, sono tornata ora da Hospice, pensavo di venire a leggerti per tirare su un po' il mio morale, caspita qui bisogna riflettere bene. Di primo acchito ti dico che non è frutto di una costruzione mentale, ma è il bisogno insito in noi, noi siamo stati creati per amore, concepiti da un atto d'amore, che poi questo atto è stato spogliato dalla sua primordiale natura, riducendolo a puro atto di piacere, questo è l'uomo che l'ha ridotto così.
No, August noi siamo fatti per amare e essere amati, Questo è il mio convincimento!
Non è molto di mio gusto l'opera, mi sembrano tanto tristi!
ciao!
Dani

 

19 commenti:

  1. Remo Brindisi:

    Al 1940 risale la sua Prima Personale (Firenze): la presentazione del catalogo della mostra è scritta da Eugenio Montale. Ha esposto opere in mostre personali a Parigi, Nizza, Milano, Venezia, Roma al Cairo, a San Paolo del Brasile.

    È stato Presidente della Triennale di Milano e gli è stata assegnata la medaglia d'oro della Pubblica Istruzione della Repubblica per meriti culturali. Ha partecipato, soprattutto tra gli anni quaranta e '50, a numerose Biennali di Venezia ed alle Quadriennali di Roma.

    Famoso anche per le figure, i volti ed i paesaggi: le "Venezie", gli "Oppositori", i "Pastorelli, le "Maternità" sono i temi ciclici maggiormente ricorrenti[2]. Ha dipinto opere a oggetto sociale e politico, fra cui spicca il ciclo Storia del Fascismo (1957-62). Ha creato i simboli portati in processione il Venerdì Santo a L'Aquila.

    Ha costituito (realizzata tra il 1971 ed il 1973 su progetto di Nanda Vigo) un museo d'arte moderna a Lido di Spina, donandolo all'amministrazione comunale di Comacchio. Nel museo, la cui struttura interna è a sua volta un'opera architettonica di pregio, sono raccolte molte opere di artisti contemporanei.


    Wikipedia

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  2. L'amore è qualcosa di misterioso. E' il più profondo dei desideri umani.
    Si può fare a meno dell'amore?
    Rinunciare a porsi la domanda "qualcuno mi ama?"
    Rinunciare soprattutto alla possibilità di una risposta positiva, vuol dire rinunciare all'umano in sé?

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  3. Miiiii August che post, sono tornata ora da Hospice, pensavo di venire a leggerti per tirare su un po il mio morale, caspita qui bisogna riflettere bene. Di primo acchito ti dico che non è frutto di una costruzione mentale, ma è il bisogno insito in noi,noi siamo stati creati per amore, concepiti da un atto d'amore, che poi questo atto è stato spogliato dalla sua primordiale natura, riducendolo a puro atto di piacere,questo è l'uomo che l'ha ridotto così.
    No, August noi siamo fatti per amare e essere amati, Questo è il mio convincimento!
    Non è molto di mio gusto l'opera, mi sembrano tanto tristi!
    ciao!
    Dani

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  4. Più che altro, magari ci raccontiamo delle balle (forse non sempre) quando diciamo di amare sempre allo stesso modo una persona...

    Moz-

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    1. Generalmente si ama sempre di più. La conoscenza interiore dell'altro/a crea un'incredibile intimità.
      Ciao Miki.

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  5. Ma se "ce la stessimo raccontando" anche di un sacco di altre cose? Saperlo cosa cambierebbe? Tutto quello che ci raccontiamo per bene è vita e convincimento, diviene coscienza ed apre autostrade a infinite possibilità altrimenti sepolte nel timore (anche in quello reverenziale).

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    1. Lampur, la mia è soltanto una provocazione e un invito a capirsi.
      Ciao.

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  6. Per me se fosse così, sarebbe ampiamente nella norma...se aggiungiamo qualcosa in più ...saremmo a posto!!!
    Ciao Gus, buona serata!

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  7. Il Potere non vuole che l'uomo abbia sentimenti, così è più facilmente manipolabile. Senza il "desiderio" l'uomo diventa una larva.
    Attraverso la proclamazione dei "non valori" che la televisione, i giornali, la scuola impongono come criteri unici del vivere in base ai quali tutto è giudicato, il Potere, più o meno lentamente, ma sempre violentemente, omologa e pianifica tutto. Pianifica non solo il comportamento esteriore, ma penetra e omologa le coscienze.
    Al nostro fianco vivono generazioni mute. Esse attraversano in silenzio la vita, portando con sé nella tomba un grido inespresso.
    Ciao Nella.

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  8. L’inclinazione a entrare in contatto con gli altri attraverso l’ascolto e il dialogo che esprimano accoglimento e intuizione è irrinunciabile anche nelle psicoterapie dove la parola dev’essere farmaco. Una sofferenza affettiva si rivela all’origine di ogni disagio che va rivisto nel contesto delle relazioni.
    Si delega la gestione delle emozioni alla spettacolarizzazione mediatica e alle commozioni artificiosamente indotte. Non sono vissute di persona e certi eventi esistono solo perché rappresentati in TV, metafora di una cultura standardizzata e di attività ripetitive e demotivate.
    Più si cresce e più è difficile prendere le cose con immaginazione anche per proficue interazioni transgenerazionali.
    La poesia, la letteratura, l’arte, i miti, se rispecchiano la condizione umana o se sono espressione di propri spontanei sentimenti possono salvarci e contrastano il pragmatismo frettoloso, l’ottica del profitto, ecc. Per vedere il mondo con occhi diversi, per risvegliare, riconoscere, rivivere certe emozioni.
    Recuperiamo l’eccellenza dell’anima come suggerito dagli antichi affinché l’ottundimento contemporaneo non ci faccia rinunciare allo sviluppo di un’autentica personalità individuale (l’”individuazione” junghiana) per un incondizionato consenso alla maschera sociale collettiva.
























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    1. Ho diviso la risposta in due commenti per problemi che Blogger ha sulla capienza.
      Ciao Nella.

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  9. La visione favolistica è dei deboli, dei cercatori d'amore a ogni costo, è quella rincorsa e usata da chi deve riempire un contenitore del corpo o dell'anima, che risulta vuoto.
    L'Amore sano, universale, quello no, rende noi e l'altro immortali o soprannaturali.
    Gus, una meteora ti ha colpito e ti sei dato alla provocazione?
    : ) Stammibene

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    1. Solo una stella cadente.
      Non mi preoccupa come l'uomo che tornerà ad essere una scimmia.
      Ciao Ge.

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  10. Amore!...Per me non c'è altra possibilità.Non posso pensarci: una vita senza amore...Mi sento un po' gheiscia. Sento di amare tutto. Persone, animali, cose...Germogliare parla di una visione favolistica.... spero proprio di no. L'amore ha diverse sfumature: è passionale,struggente, geloso da star male, poi diventa dolce, tenero ma sempre amore!Dono dell'anima.L'amore è vita e se è un “dono” bisogna rispettarla e poi donarla a nostra volta ('se no, che dono è?'). A me piacerebbe piuttosto che pensassimo alla parola “dono”: la nascita di un bimbo, la morte dell’amico, la sofferenza di un uomo, l’amore di una donna, la fedeltà di un marito. L’esperienza che più ci ha parlato dell'amore: Tutto, ma proprio Tutto. Il Tutto nel Frammento. Un Frammento davvero capace di parlarmi di… Tutto! Senza lasciar fuori nulla di me e del mondo.
    Visione favolistica di un debole? Forse, anche se io, nella mia vita così pienamente vissuta, mi sento forte e sicura. E non mi sento sola ma amata! Ciao ciao Gus....

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    1. Certamente sei immune dalla visioni favolistiche.
      Ciao Lucia.

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  11. sono andata a vedere si scrive geisha.Ancora ciao!

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  12. La geisha o gheiscia è una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, le cui abilità includono varie arti, quali la musica, il canto e la danza.
    Ciao.

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  13. Dico che mi sento un po' geisha perché (beh mi piace la musica, tutta, quella jazz un po' meno, mi piace cantare anche se ora ho il fiato corto, ma sono intonata, mi piace la danza (classica) ma soprattutto mi piace servire, accarezzare. Con gli anni tante cose sono cambiate...(il mal di schiena!!) ma adoravo portare le ciabatte a Paolo quando veniva a casa stanco, adesso se le mette lui!E altri atteggiamenti di quel tipo. E non lo dico per vanagloria, ma perché proprio non mi pesa. Adesso buona notte! Ciao Gus.

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