lunedì 19 agosto 2013

La ragione secondo la scienza olistica


 
 
 
Secondo la scienza olistica quella che noi chiamiamo "ragione" non è altro che il sistema digitale mediante il quale noi osserviamo i fenomeni analogici in un contesto olistico. In altre parole, ciascuno di noi spezza l'intero in piccole parti che sono a lui più comprensibili. Su questo si basano tutte le scienze occidentali: "immaginano" sistemi semplici che poi raggruppano in entità via via più complesse. Non esiste un "sistema chiuso" del quale misurare l'entropia però ci serviamo del concetto per arrivare, approssimando, ad algoritmi che spiegano in termini comprensibili alla nostra specie, fenomeni ben più complessi. Così la "ragione" dipende dalla cultura, dalla mente e dalle esperienze di ciascuno. Non è universale ma "probabilistica".
La ragione, invece, è quell'originale apertura con cui l'uomo percepisce il senso del reale.
E non si conosce una realtà se non cogliendone il senso.
Se ho una macchina e la esamino pezzo per pezzo, fino ai più minuti componenti e non ne capisco il senso, cioè a cosa serve, la sua funzione nella totalità, non posso dire di conoscerla.
Inversamente, posso dire di conoscere la macchina anche se non so analizzarla, ma ne colgo il senso.
Lo sguardo della ragione riconosce il vero, cioè la corrispondenza tra quello che è proposto e il proprio cuore, tra quello che si incontra e si segue e la natura originale della propria persona.
Dobbiamo diventare creativi, da non confondere con l'esuberanza immaginativa, cioè riuscire ad abbracciare la realtà secondo l'impeto ultimo e l'ideale del cuore, cioè secondo il giudizio.


10 commenti:

  1. Anne Jeanne Valentine Marianne Desglans de Cessiat-Vercell
    detta Valentine de Saint-Point

    Lione 1875 - Il Cairo 1953


    Era pronipote del poeta e politico Alphonse Lamartine, capo del governo rivoluzionario francese nel 1848. Bella, intelligente e inquieta, studiò pittura con Alphonse Mucha, autore dei primi e più eleganti manifesti pubblicitari. Posò anche per lui, così come fu modella e musa dello scultore Auguste Rodin, sul quale scrisse poi un saggio.
    Non sappiamo molto della sua giovinezza se non che aderì all’avanguardia letteraria e artistica parigina e divenne amica di intellettuali come Gabriele D’Annunzio.

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  2. Sì, la penso come te. La gente manca di creatività e immaginazione, purtroppo.

    Moz-

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  3. E' il consumismo l'ostacolo al desiderio e quindi alla creatività.
    Ciao Miki.

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  4. I nostri giovani vanno incoraggiati a sviluppare idee creative, la creatività è la capacità di mettere insieme elementi mentali conosciuti, in maniera diversa, sviluppando un capitale culturale.
    Purtroppo si legge poco e questo è già penalizzante, i ragazzi hanno in mano perennemente videogame di tutti i tipi, addirittura con animaletti a cui accudire.
    Non corrono all’aria aperta, non inventano giochi da fare in compagnia di altri coetanei, sono organizzati a giocare da soli, non c’è ricchezza di idee, confronto, sono mummie tecnologiche.

    Però forse sono andata fuori tema?
    Ciao, Buon pomeriggio!
    Dani

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  5. Non giocano, ma subiscono il gioco.
    Ciao Dani.

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    1. Ma CHI ruba la speranza ai GIOVANI?

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    2. L'ateismo generalizzato che comporta l'annullamento del trascendente, di qualcosa che vada oltre la vita terrena.

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    3. Non sono d'A.C.CORDO!
      Mi sa che SONO i LORO stessi GENITORI che rubano la speranza ai LORO stessi FIGLI. Non importa se si crede o non all'OLTRE.
      Ma non è una questione mondiale. Ci sono posti dove i GIOVANI credono ancora che possono LIBERARSI dall'OPPRESSORE religioso e servile al potere di POTENZE credenti solo sulla carta.

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  6. "La ragione, invece, è quell'originale apertura con cui l'uomo percepisce il senso del reale." questo è un proclama realista. La scelta realista non è l'unica possibile. Ad esempio esiste l'antirealismo oppure l'idealismo in qualche sua forma oppure una qualche forma di olismo trasversale.

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    1. Mad, il senso del reale è capire qual è il destino dell'uomo.
      Ciao.

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