venerdì 14 giugno 2013

Invece di personalità, una oggettività impersonale.







 





The Fields (campi di grano) appartiene alla serie di spettacolari tele dipinte intorno al 10 luglio 1890, poche settimane prima del raccolto. E diciannove giorni prima della sua morte. Van Gogh è stato abbandonato da tutti, la sua malattia depressiva si è aggravata. Il 27 luglio del 1890 si presenta alla coppia proprietaria della locanda in cui vive. Sta molto male e confessa di essersi sparato un colpo di rivoltella in un campo accanto al cimitero nei pressi di Auvers-sur-Oise mentre dipingeva la sua ultima opera. Morirà il 29 luglio e sarà sepolto il giorno dopo in quello stesso cimitero. Al funerale parteciperanno il fratello Theo, il dottor Gachet (ritratto in un’opera oggi famosissima) e molti amici artisti. Nonostante la gravità della sua situazione mentale, Vincent sino all’ultimo non tradisce la sua pittura. Nessuno dei suoi disordini entra nei quadri che restano, sino agli ultimi realizzati, la rappresentazioni di immagini fortissime, gloriose. Vibranti celebrazioni della terra intorno a lui. Van Gogh trascorre i suoi ultimi mesi nel comune di Auvers, dove ha affittato una camera presso la piacevole Ravoux Inn. Ogni giorno si dedica alla sua pittura e porta materiali e attrezzi per dipingere sui campi coltivati nelle vicinanze, sceglie di insediarsi su un determinato posto, e assorbe pienamente se stesso nel suo lavoro. Ai primi di luglio ha iniziato una serie di paesaggi, la maggior parte di loro circa 50 centimetri di larghezza, che rappresentato il profumo e l’aria quasi onnipresente che si leva dai campi di grano. In alcuni i campi sono visualizzati in presenza di luce solare. In altri, la scena è più scura con il cielo minacciosamente nuvoloso. Nel caso di quest’opera, dato il giallo intenso del raccolto dei cereali pronti, Walter Feilchenfeldt ha proposto che esso sia stato probabilmente dipinto a metà luglio e che sia dunque uno degli ultimi paesaggi che l’artista abbia completato. Tutte queste opere sono brillantemente colorate attraverso una straordinaria composizione ritmica. Sappiamo dalle sue lettere che Van Gogh era particolarmente agitato mentre lavorava a questi paesaggi. Ma in una lettera, ottimista, scritta alla madre e alla sorella, egli si sofferma a descrivere ciò che pensava guardando questi panorami: “Io stesso sono assorbito nella immensa pianura con i campi di grano appoggiati contro le colline, senza confini come un mare di colore giallo delicato, un morbido verde e il viola delicato arato e di un pezzo di terreno. Una scacchiera a intervalli regolari con il verde di fioritura delle piante di patate. Il tutto sotto un cielo blu, bianco, rosa con toni violetti” - See more at: http://www.artslife.com/2012/03/06/focus-vincent-van-gogh-del-10071890/#sthash.kpMNM2zF.dpuf










30 commenti:

  1. Non ho mai pensato che Dio è in me, lo è tutte le volte che gli apro il mio cuore, ma da uomo con mille debolezze non accade sempre.
    Dio è in me è presunzione, non andrebbe detto... Dio è nel cuore umile e il cuore umile non peccherebbe mai di presunzione..

    Buona giornata Gus :)

    Sally

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    1. Marianna, non vedo presunzione in te, anzi mi sembri umile nel riconoscere la pochezza dell'uomo.
      Ciao.

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  2. The Fields (campi di grano) appartiene alla serie di spettacolari tele dipinte intorno al 10 luglio 1890, poche settimane prima del raccolto. E diciannove giorni prima della sua morte. Van Gogh è stato abbandonato da tutti, la sua malattia depressiva si è aggravata. Il 27 luglio del 1890 si presenta alla coppia proprietaria della locanda in cui vive. Sta molto male e confessa di essersi sparato un colpo di rivoltella in un campo accanto al cimitero nei pressi di Auvers-sur-Oise mentre dipingeva la sua ultima opera. Morirà il 29 luglio e sarà sepolto il giorno dopo in quello stesso cimitero. Al funerale parteciperanno il fratello Theo, il dottor Gachet (ritratto in un’opera oggi famosissima) e molti amici artisti. Nonostante la gravità della sua situazione mentale, Vincent sino all’ultimo non tradisce la sua pittura. Nessuno dei suoi disordini entra nei quadri che restano, sino agli ultimi realizzati, la rappresentazioni di immagini fortissime, gloriose. Vibranti celebrazioni della terra intorno a lui. Van Gogh trascorre i suoi ultimi mesi nel comune di Auvers, dove ha affittato una camera presso la piacevole Ravoux Inn. Ogni giorno si dedica alla sua pittura e porta materiali e attrezzi per dipingere sui campi coltivati nelle vicinanze, sceglie di insediarsi su un determinato posto, e assorbe pienamente se stesso nel suo lavoro. Ai primi di luglio ha iniziato una serie di paesaggi, la maggior parte di loro circa 50 centimetri di larghezza, che rappresentato il profumo e l’aria quasi onnipresente che si leva dai campi di grano. In alcuni i campi sono visualizzati in presenza di luce solare. In altri, la scena è più scura con il cielo minacciosamente nuvoloso. Nel caso di quest’opera, dato il giallo intenso del raccolto dei cereali pronti, Walter Feilchenfeldt ha proposto che esso sia stato probabilmente dipinto a metà luglio e che sia dunque uno degli ultimi paesaggi che l’artista abbia completato. Tutte queste opere sono brillantemente colorate attraverso una straordinaria composizione ritmica. Sappiamo dalle sue lettere che Van Gogh era particolarmente agitato mentre lavorava a questi paesaggi. Ma in una lettera, ottimista, scritta alla madre e alla sorella, egli si sofferma a descrivere ciò che pensava guardando questi panorami: “Io stesso sono assorbito nella immensa pianura con i campi di grano appoggiati contro le colline, senza confini come un mare di colore giallo delicato, un morbido verde e il viola delicato arato e di un pezzo di terreno. Una scacchiera a intervalli regolari con il verde di fioritura delle piante di patate. Il tutto sotto un cielo blu, bianco, rosa con toni violetti” - See more at: http://www.artslife.com/2012/03/06/focus-vincent-van-gogh-del-10071890/#sthash.kpMNM2zF.dpuf

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  3. Ultimamente ho sentito persone asserire, dopo aver insultato, ingiuriato,maldicenza e altre cose offensive, concludere dicendo: Tanto io so che Dio è con me.
    Ma forse non sanno che Satana si insinua proprio attraverso queste superficiali sicurezze.
    Dio è nei cuori di coloro che si mettono in discussione, che si domandano senza accusare e offendere, Dio non divide, Satana èil divisore.
    Ciao August, buon pomeriggio!

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    1. Anche Busch quando massacrava gli avversari diceva che dio era con lui.
      Ciao Gioia.

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    2. PurTROPPO è la VERITA'.
      Mi dispiace che non conoscete l'INSEGNAMENTO del SIGNORE ... che era in quell'UOMO che CHIAMIAMO Gesu', che è il proSEGUIMENTO di quel Figlio di DONNA che gli dette il NOME di GIOVanni.

      Mi disPIACE ma non è bello quello che è BELLO, ma è bello quello che PIACE.
      San Antonio e San Francesco COME tanti altri SANTI non erano BELLI di CORPO ma nel CORPO di CRISTO: Gesù NOSTRO SIGNORE.
      Ma per VOI cosa vuol dire MANGIARE la CARNE e BERE il SANGUE di NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO?

      EBREI!

      Anche HITLER era MOSSO dal VOSTRO DIO, ma in quei FRATELLI io ho rivisto il SIGNORE, MIO NUOVO DIO, MIO SALVATORE.

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    3. Leggiti la storiella delle MINE e vedrai l'altra FACCIA di CHI E' adESSO il NUOVO RE dell'UNIVERSO.
      Stai ATTENTO e prePARATI per il GIUDIZIO FINALE in FATTI con d'ANNI.

      FORTIFICATI in prossimità dell'IRA DIVINA.

      Io VELO DETTO e non so quanti l'ABBIano comPRESO!

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    4. Vuoi dire che Kierkegaard ha scritto idiozie?

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    5. Io devo solo dare conto a DIO in me STESSO. E' DIO che CRESCE in ME fino a diventare il CRISTO e GUAI a contraddirmi.

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    6. L'ira divina...Dio con noi...Dio in noi...ma come faremo mai?
      E' tutto così confuso.

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    7. Sai come si estrae il sale dal mare?

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    8. L'avevo sentito dire.
      Con una specie di lenzuolo si può purificare l'acqua dal sale e berla...e poi usare il sale per condire l'in salata...ma non ricordo esattamente l'intero procedimento.

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    9. E tu te la sei bevuta!
      Con il lenzuolo puoi solo trattenere il SALE se l'acqua EVA-PORA.

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    10. Vergogna. Non sapete fare il sale!

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  4. Ho visto un film proprio su Van Gogh interpretato da Kirk Douglas.Interessante!
    Dio è nell'aria che respiri! Mi piacerebbe avere sete dell'atteggiamento che Cristo ha avuto con la Samaritana. La fede cristiana ha la sua sorgente fuori di noi: non è qualcosa che possiamo creare noi. Ciao Gus, forse sono andata fuori tema! Un abbraccio.

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    1. Dio è dentro di noi quando riusciamo a diventare piccoli, un involucro attraverso il quale Dio agisce.
      Lo sguardo di Gesù entrava dentro l'interlocutore e lo purificava.
      Ciao Lucia.

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  5. Concordo su tutto: noi non dovremmo mai dire "Dio è in ME", è un atto di superbia... ma io, infinitamente piccolo, sono nel cuore di DIO, infinitamente grande.

    ciao!

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  6. Dio è in me poteva dirlo solo Francesco d'Assisi. Ma non lo ha detto.
    Ciao Rose.

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    1. Perché sapeva di sbagliare nel non riconoscere il CRISTO che non volle più vivere come il Battista.
      San Francesco non fu considerato ERETICO solo perché riconobbe la POTENZA della MADRE CHIESA.
      Tu dici solo i DIO zie ocomari.

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    2. Chi non riconosce la Chiesa è fuori dalla Chiesa.
      Ma il Papa Francesco ha detto: "Quando la Chiesa diventa chiusa si ammala".

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    3. E quado una MADRE si AMMALA ... chi deve portarLE un brodo caldo?
      Cominciasse a togliere le proprietà PRIVATE agli ecclesiastici, che pensano che gli è dovuto lo stipendio da professore di religione.
      O tante casse di beneficienza a seconda del CARISMA del SANTO a cui fanno riferimento.
      La MADRE CHIESA E' MORTA da tempo, da quando è MORTO il PADRE che gli fece visita.
      Non pensare che l'ABBA'nDONO di DIO duri un ATTIMO.
      Già PAOLO VI lo preVEDETTE il FUNO di SATANA.
      E il tempo del raccolto è finito da TEMPO e adESSO sta per finire il tempo del SPIGO-lamento.
      Mi dispiace, ma vedi di ravVEDERTI ... fin chè ti BACCHETTO.
      Non c'è CARITA' MAGGIORE di quella SPIRITUALE e cioè i rimproveri che il CRISTO faceva ai FARI SEI.

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  7. Papa Francesco ha detto che noi cristiani dobbiamo toccare la carne di Cristo, prendere su di noi questo dolore per i poveri.
    La povertà per noi cristiani non è una categoria sociologica o filosofica o culturale: è una categoria teologale.
    Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati che parlano di cose teologiche mentre prendono il tè.

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    1. Perfetto!
      Ma ATTENTO che Gesù PAGO' l'ESSERE ancora DIO nelle vesti di un UMANO.
      Ma tutto ha un FINE, ma mi hai ricordato che devo preparare un POSTo per spiegare questa complicità di un DIO con le SUE CREAture che spesso diventano delle CARICAture.
      Tipo i RICCHISSIMI banchetti e BUFFET per parlare della FAME nel MONDO.
      Ti sembro educato?
      INAMIdato?
      I CRISTIANI devo toccare in PRIMIS lo SPIRITO del CRISTO divenuto SANTO. Anzi TRE volte SANTO.

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    2. Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo.

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    3. Non per SALVARE loro dalla FAME di TERRA, ma per SALVARCI NOI dalla FAMA del CIELO.
      Dovremmo chiedere il cambio di SORTE. Per questo bisogna VENDERE TUTTO per DARLO ai POVERI.
      San FRANCESCO in questo è MAESTRO, ma non COME NOSTRO SIGNORE che lo è a disCAPITA del CIELO.
      Cosa E' PIU' GRANDE?
      Un Figlio di DONNA ... "Franca" o
      UN FIGLIO di UOMO ... VERO?
      Cioè COLUI che ha VENDUTO il SUO CIELO per DONARLO a NOI.

      La CHIESA ha sempre OCCULTATO questa VERITA' perché voleva dimostrare l'inizio e la FINE in un SENSO SOLO.
      Anche BRUCIARE gli eretici è un SI per dimostrare che UN FIGLIO lo può far MORIRE o NASCERE SOLO CHI lo ha generato. Ma spesso avviene per conto di altri che non hanno il VERO POTERE CELESTE.

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  8. Ho letto con attenzione il discorso di Papa Francesco. Toccare la carne di Cristo. Sai che da allora io quando faccio l'elemosina "guardo negli occhi la persona e le tocco o le stringo (se è donna) la mano". Grazie Papa Francesco. Ciao Gus.

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    1. Papa Francesco comprende che anche nei piccoli gesti possiamo avvicinarci a Cristo.
      Ciao Lucia.

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