giovedì 20 giugno 2013

Dalla poesia epica a quella lirica e poi a quella oggettiva

 

Quello che noi spesso dimentichiamo è che la poesia nacque come epica, per semplificare possiamo chiamarla la poesia delle gesta ed aveva una particolare funzione ,doveva svolgere una funzione educativa, doveva comunicare ed esprimere. Era inammissibile una poesia non utile, non direttamente produttiva di qualcosa e per produzione intendo proprio la produzione di senso. Questo problema nasce già con i lirici greci che però pur sovvertendo in parte i canoni tradizionali e dando luogo alla poesia dei sentimenti continuano a percorrere la strada dell’utilità. Sono i lirici latini che presentano la seconda cesura, la poesia lirica si distacca definitivamente da quella epica non solo per i temi ma anche perché abbandona ogni scopo comunicativo o finalistico. Da quel momento in poi irrompe tutto e si perde il patto (che era stato sotteso nella poesia epica) e rimane un nuovo modo di fare poesia . Il poeta non deve indagare né verità , né deve darci una interpretazione di verità , non deve essere sottomesso all'oggetto, non deve più parlare della morte (oggetto) per renderla fatto universale. Deve accovacciarsi come meglio crede sull'oggetto, il poeta copre l'oggetto non lo scopre qui che la soggettività diventa prevalente, aperta la poesia al lirismo e liberato il poeta da ogni condizione di finalismo comunicativo è ovvio che il soggetto diventa oggetto della poesia.  Non è più la morte che viene raccontata ma è il poeta che è e sente morte ad essere oggetto della poesia. Ecco perché non riuscirà con molta difficoltà a trovare qualcosa che risponda al suo canone.
In questa assenza di patto però non possiamo vedere solo una perdita, a mio parere c'è anche una conquista appare sul palcoscenico umano la possibilità di infinite verità soggettive tessere non più' quadri, pezzi isolati non più affreschi unitari, ma il loro valore rimane comunque straordinario perché ci permette di vedere e di rintracciare l’umanità attraverso dei frammenti infinitesimali spesso diversi per canone e per scelta linguistica che non ci raccontano più la morte ma le mille morti. Da una poesia non si può scorgere il mondo se non per frammenti rattoppati da gli occhi degli altri, il lettore di poesia deve essere umile ,non si deve aspettare niente, non deve cercare né verità né insegnamento, né illuminazione, né spiegazione del mondo, deve solo farsi prestare per un istante gli occhi di un altro stupendosi per la coincidenza identica del vedere insieme, nel vedere stupendosi ancora di più nel vedere il mai visto.

 


 

 
 
 
 
 


16 commenti:

  1. Artist: Marc Chagall

    Completion Date: 1914

    Place of Creation: Paris, France

    Style: Cubism

    Genre: genre painting

    Technique: oil

    Material: cardboard

    Dimensions: 49 x 44 cm

    Gallery: Private Collection

    Tags: couples

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  2. Mi sembra la rappresentazione del PATTO con il PRIMO ATTORE IPOCRATE, nel senso BUONO del TERMINE.
    DUE PURI e CASTI, come bambini, si possono ingANNAre o AIUTAre a mangiare la PAPPA ... facendo impersonare un SERPENTE alla MANO del PADRE.

    ANGELOANONIMO oltre alle NUOVE ha anche le VECCHIE SCRITTURE così COME SONO per il CIELO.

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  3. sì, è una ottima analisi.

    La poesia etica della gloria e del valore di Omero viene sostituita dalla poesia lirica, amo molto quella greca di Saffo e soprattutto la lirica del nostro Leopardi e infine Pascoli e Montale.

    Quella contemporanea non mi dice nulla, tranne Alda Merini che mi ha emozionato non poco... non mi viene in mente nessuno.

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  4. Mi fai venire in mente la poesia di Montale

    "……Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio, non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue."
    Lui la dedicò alla moglie, ma io ogni volta che la leggo penso a mia madre. Con le parole di Montale ho spesso rivisto tutte le scale che ho fatto con lei.

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    1. Sì, Montale ci fa provare e vedere quello che non avevamo visto con i nostri occhi.
      Ciao.

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    2. LUCE DEI miei occhi E' anche quella del CONIUGE e DEI FIGLI. ANCHE DEI amici e soprattutto DEI NE-MICI che sanno vedere anche al BUIO.

      Il mio SCORPIUuNCINO ha ospitato il GRANDE SCORPIONE, perchè conoscendo se stesso ha capito che TUTTI "pungono" per propria di fesa.
      Con i VELENI si prePARANO i migliori ANTI-DOTI.
      Ma ci vuole la VACCA per iniettarlo in piccole dosi e ricavarne gli anticorpi.

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  5. Finita la pausa abruzzese.
    Come l'arte, all'inizio era decorazione, artigianato....

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    1. L'arte in fondo segue sempre la cultura di una società.
      Leggeremo poesie tecnologiche.
      Ciao.

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  6. l'Arte è una delle tante forme di espressione che l'uomo ha. Tutto si completa se in essa troviamo lo stupore, la meraviglia. Anche un suono di campane può stupire e rallegrare il nostro cuore se i nostri sensi sono sempre vigili. Cosa preferisco? Tutto io amo tutto! Sono esagerata? Abbracci Gus. Quando arrivo qui non me ne andrei più via...

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    1. Ogni cosa che facciamo ha un senso compiuto se il pensiero è sempre per Lui.
      Ciao.

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    2. Mi si è ragGELATO il SANGUE.
      MI SEMBRA LA RISPOSTA da inserire da COLORATISSIMO ... alla domanda: "Sapete perché sarete ANCHE GIUDICATI se fate il BENE?"
      Poveri TIEPIDI ... ancora CALDI per poco.

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  7. Bellissima riflessione sulla Poesia Gus. Mi ha chiarito alcune cose che non sapevo su di essa. Un poeta o scrittore di cui non ricordo il nome diceva: "Poetare è generare", chi legge con umiltà lo sa.
    Buona estate a te, io riparto e poi ritorno, sarà così per i prossimi due mesi. Buona serata :)

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