mercoledì 19 giugno 2013

Ascoltiamo l'altra campana

















Potenza dell’arte scenica e, soprattutto, della sua capacità di stupire con visioni e alchimie di grande impatto come quelle di Sonno, in cui il gruppo di ricerca artistica Opera sperimenta un mix mica da ridere: Francisco Goya con William Shakespeare, le visioni pittoriche del primo con quelle teatrali del secondo. Nello spettacolo si fondono i movimenti di performer che compiranno le loro azioni in uno spazio avvolto da dipinti ispirati alla pittura nera di Goya. Il risultato è una ricerca sul potere declinata attraverso il disegno e la drammaturgia: potere delle immagini e potere delle parole che renderanno al pubblico un’esperienza creativa unica.





























34 commenti:

  1. Potenza dell’arte scenica e, soprattutto, della sua capacità di stupire con visioni e alchimie di grande impatto come quelle di Sonno, in cui il gruppo di ricerca artistica Opera sperimenta un mix mica da ridere: Francisco Goya con William Shakespeare, le visioni pittoriche del primo con quelle teatrali del secondo. Nello spettacolo si fondono i movimenti di performer che compiranno le loro azioni in uno spazio avvolto da dipinti ispirati alla pittura nera di Goya. Il risultato è una ricerca sul potere declinata attraverso il disegno e la drammaturgia: potere delle immagini e potere delle parole che renderanno al pubblico un’esperienza creativa unica.

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  2. FinalMENTE un POSTo per me.
    Altro che le solite cassate o zuppe inglesi ... o meglio inSALATE RUSSE (cioè peggio).
    Tutto relativo?
    E perchè allora MISCHIARE, ... FONDERE?

    Cosa o CHI è VENUTO a DIVIDERE quell'UOMO chiamato ... Gesù?
    Ma perchè nel prologo dell'Apostolo c'è scritto che il SUO NOME E' GIOVANNI?
    Ma LUI era il discepolo AMATO del o DAL maestro?
    FRANCAmente c'è molto da CHIARIRE e questa FALSA LUCE di GIORNI più lunghi della NOTTE ... è solo AURORA BOREALE al confronto dell'ALBA e sopratTUTTO del MEZZOGIORNO.
    Perchè FU CRICIFISSO a MEZZOGIORNO?
    Da DOVE iniziAMO?

    riFERITO a CHI?

    Al MORTO o ai SUOI CONOscenti o inCOSCENTI?

    Ma il MORTO sorride quando è MORTO.
    E' il NASCITURO che PIANGE quando NASCE e i FUTURI CONOSCENTI ... SORRY-DONO.

    Che mondo COMPLICATO.

    Sembra di essere in DUE. Uno con i piedi per terra e l'altro con grilli per la testa.
    Forse con le ALI?

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    1. Lo so che è per te. Ma devi azzerare l'interlocutore.

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    2. Mi disPIACE.
      LUI non è CHI dovEVA PORTA-RE TUTTO a COMPImento.
      LUI E coLUI che ERA ancor PRIMA di CHI lo ha VISTO nasCERE.

      LEGGI BENE CHI prenderà da LUI per SPIEGARE TUTTO.
      Ma TU non lo VEDRAI perchè E COME un OSSI MORO ... ma MAI SPEZZATO!
      Non è FACILE trovare la SUA TESTA ESSENDO FUORI del TEMPO.

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  3. SONNO
    di Vincenzo Schino
    regia: Vincenzo Schino
    cura della visione: Vincenzo Schino
    pittura: Pierluca Cetera
    con: Emiliano Austeri, Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, Fabio Venturelli
    dramaturg: Letizia Buoso
    cura del movimento: Marta Bichisao
    scenografia: Emiliano Austeri e Vincenzo Schino
    progettazione, realizzazione scenotecnica e macchinistica: Emiliano Austeri.

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  4. Il SOLITO PASTICCIONE!

    UNO per terra e l'altro LEGATO su un AQUILONE.
    Il FILO si spezza con la NASCITA e si VIVE una VITA INTERA per riprendere il FILO.

    ANGELO ... spesso perde il DI'...scorso.

    Non si ricorda cosa ha mangiato ieri e vuole sempre la STESSA MINESTRA ... conTORTA come DOLCE.

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    1. Rispondi all'altra campana.
      I non credenti sono una realtà. Spiega loro perché sbagliano.

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    2. Parla tu dell'ALTRO se pensi di esSERE quello con le ali.
      Non mi sono mai piaciuti COLoro che pensano di aVERE la COLlana per ESSEre i preSCELTI.

      La VERITA' ti liBERErà da quel VI-ZIO di esSEre o SENT-IRTI inDIRIZZATO.

      E A CHI viene USATO non si dovrebbe RisARCIrli?

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  5. Io, che non sono credente, vedo la morte come una cosa naturale.
    Lascio aperta qualche possibilità, ma che non ha niente a che vedere con alcuna religione.

    Quando muore una persona ci dispiace perché non possiamo più averla con noi, fisicamente.
    Mi sembra logico, no?

    Moz-

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    1. Anche Gesù piange per la morte dell'amico Lazzaro.
      Ciao Miki.

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    2. Gesù sapeva che Lazzaro non era morto. Pianse per la brutalità di chi lo seppellì VIVO, legandolo mani e piedi.
      Gesù PIANGE per CHI SOFFRE ancora e soprattutto nello SPIRITO.

      CONOSCO VERI CREDENTI che rimangono SERENI durante il distacco materiale e NON CREDENTI che sentono PIU' VICINO chi non possono toccare più nella polvere.

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    3. Bravo.
      Il vangelo secondo angeloanonimo.
      Gesù pianse e solo Lui sa perché.
      Piange perché è un uomo. E accadrà un'altra volta nell'Orto degli ulivi.

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    4. Tu confondi il SUDore con il pianto.
      PIANSE anche alla VISTA di CHI non lo riconosce:
      Lc 19,41-44

      Il MIO è il V°Angelo.

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    5. Presto pubbloicherò il MozVangelo, con un'altra ennesima versione dei fatti :)
      Magari Gesù piangeva perché non Lazzaro non era morto prima, o perché magari aveva paura di fare brutte figure non riuscendolo a resuscitare :D

      Moz-

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    6. Dal punto di vista emotivo sudore che somiglia a gocce di sangue e pianto sono assimilabili.

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    7. C'è un simbolismo evidente con la Risurrezione di Gesù.
      Un'anticipazione di quello che doveva accadere. Anche le parole di Gesù."Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni", è da leggersi nella medesima ottica.
      Ciao Miki.

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    8. Anche lo SPIRITO SANTO si POSA "COME" una COLOMBA, ma non è una "volatile".
      RESTA per SEMPRE.

      E' più proFONDO il SIGNIficato dell'ACQUA che diventa SANGUE (o vino?).

      Io continuo a parlare con te ma SONO sicuro che non è riFERITO al TUO SACCO di PATATE da pestare fino a farne ... PURE'.

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  6. Sarà anche semplicistico quello che dico, ma quando si afferma che il dolore non ha senso è perché fa male (dentro o fuori) e razionalmente si rifiuta di soffrire, quindi si deduce che il dolore non ha senso.
    La felicità ti fa star bene e quindi tendenzialmente sei portato a non dire che non ha senso essere felici, anche se poi vi è una nutrita schiera di persone che non riesce a gustare la felicità e si interroga sul senso che ha la felicità visto che –secondo la loro teoria- è una meteora destinata prima o poi a terminare.

    Comunque sia, con la sola ragione non sempre si riesce a metabolizzare il dolore e quindi a volte una musica, una poesia, una frase o quello che vuoi tu, possono lenire anche solo per qualche istante distraendoti. E’ un po’ come quando hai un forte mal di denti: te lo puoi tenere perché tanto prima o poi il dentista aprirà il suo stramaledetto studio, oppure puoi prendere un antidolorifico che quanto meno servirà come tregua al tuo male. Una pillola per riuscire a non provare dolore almeno per un’ora.
    Una piccola boccata di ossigeno perché i polmoni possano riprendere la loro sopportazione al dolore, quindi musica e poesia possono non consolare, ma lenire sì (cosa a volte difficile da farsi con la sola ragione).

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    1. Grazie, Marilena (scusami se sbaglio il tuo nome).
      Il tuo commento dà un senso al mio post.
      Ciao.

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  7. Beh, molte volte ho pensato che senso avesse provare una felicità improvvisa, a tratti delirante, senza alcun motivo... semplicemente davanti alla bellezza della vita...

    Felicità e dolore sono due lati della stessa medaglia, sono inscindibili tant'è che quando l'uno è accanto a te, l'altra aspetta paziente al tuo fianco... e viceversa.

    E questo accade anche a chi non ha fede alcuna o Dio alcuno.

    Buona serata, caro Gus... :)

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    1. La bellezza della vita può solo sfiorare uno che non conosce la Verità.
      Un attimo e basta.
      La bellezza della vita che permane è tutta un'altra cosa.
      Ciao Rose.

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    2. Certo, la bellezza che permane nella gioia e nel dolore, qualunque cosa accada.

      Ma non possiamo fare a meno di addolorarci se vediamo i nostri cari soffrire e star male, se malati, o piangerli qualora ci lascino...

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    3. Certo, la bellezza che permane nella gioia e nel dolore, qualunque cosa accada.

      Ma non possiamo fare a meno di addolorarci se vediamo i nostri cari soffrire e star male, se malati, o piangerli qualora ci lascino...

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  8. Gus finalmente eccomi qui sul tuo blog e ho letto il tuo post:non so dirti perchè si soffre quando muore qualcuno ed invece non ti tocca minimamente la morte di qualcun'altro,ma per quanto riguarda me,una che molto difficilmente fa trasparire il proprio dolore e tanto meno si lascia andare a piagnistei,sceneggiante o quant'altro perchè lo tiene dentro di sè, il dolore è qualcosa di personalissimo e non di collettivo.
    Sicuramente io lo esprimo con il silenzio,con gli occhi,con un gesto insignificante agli altri,ma a volte ammetto che ci sono dolori irrazionali,che forse vengono da lontano ad abbracciarci e sono dolori sconosciuti ma che ti prendono.
    E' comunque un'espressione di un'emozione,di una reazione a qualcosa che ci viene,a volte,dall'anima,altre ci piomba addosso come un bulldozer.
    Sicuramente è la parte oscura della vita,della luce che illumina i nostri cammini,ma per quanto non si vorrebbe mai incontrarlo sui nostri passi,ci capita e l'impatto spesso è come uno schianto tra un camion ed una citycar.
    A volte il dolore è liberatorio,altre una prigione ma tutto dipende da noi e da come riusciamo a gestirlo,manipolarlo e metabolizzarlo.
    Ho detto la mia e con il mio pensiero ti ringrazio per avermi permesso di conoscere il tuo blog,che trovo affascinante e stimolante,
    Claudica

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    1. Il discorso sulla morte dovrebbe partire dal credere o meno in un'altra vita.
      Il credente sa benissimo che la vita terrena serve all'uomo per dire un sì o un no. Il non credente pensa che con la morte debba finire tutto.
      Il mio post tende ad indagare se esiste un comportamento diverso nel modo di vivere e il tipo di attesa della morte.
      Grazie per i complimenti al mio blog.
      Ciao Claudia.

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    2. X l'orsetto d'O MAR ... quant'è bell':
      Chi indaga dovrebbe avere una MENTE APERTA per accogliere MODI NUOVI di interpretazione della STESSA e UNICA VERITA'.
      Devi solo confrontare se si oppone o la COMPLETA.
      Il SI, si e il NO, no è solo VERBALE o CONCRETO nei FATTI?

      Rispondi SOLO per quello che è in te e non ti scomodi di LEGGERE, tra le righe, quello che la DEA ti vuole suggerisce nell'in-da-GARE.

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  9. Lo stesso modo per cui un uomo che scoppia di salute, non si chiede il perché, perché il suo stato si salute è già esaustivo in tutto.
    Mentre un uomo ammalato si pone mille domande; perché proprio a me?
    Che ho fatto di male perché succedesse a me? Perché è successo?
    Poi piano piano dopo aver metabolizzato il suo stato, recupera…come mai non ci ho mai pensato, se avessi fatto così o colà forse non sarebbe successo, se avessi fatto della prevenzione forse….
    Poi arrivano le domande ,quelle Vere, sul senso della vita e della morte, si cerca di recuperare terreno, si cerca o di strafare o di subire passivamente, è difficile riprendere l’equilibrio giusto, quello dell’accettazione, ma arriva, intanto il tuo essere è cambiato ha subito una trasformazione.
    Sono stata logorroica vero?
    Ciao August

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  10. Nell'esistere è racchiuso un grande mistero.Io ho paura del dolore ma non della morte.
    "La morte non è mai ciò che dà un senso alla vita e invece è ciò che le toglie significato" scrive J. P. Sarte ne l'Essere e il Nulla.
    Questo potrebbe essere la descrizione del momento che viviamo.
    Negare il mistero dell'origine è la caratteristica principale di chi non crede. Ciao Gus.

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    1. Omar Orsini (ad angeloanonimo) 14:53
      Rispondi all'altra campana.
      I non credenti sono una realtà. Spiega loro perché sbagliano.

      Devo rispondere a Lucia Nadal?

      Tutti hanno paura, anche i coraggiosi, ma COSA spinge ad AFFRONTARLO?
      NON MI SEMBRA che sia un mistero ... per una MADRE.
      (ho risposto solo al primo PERIODO. Per gli altri 4 preFERISCO eVITAre.

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    2. Lucia, a me la morte dà fastidio nel senso della sofferenza che provoca agli affetti più cari.
      Ciao Lucia.

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    3. Bella risposta ma in PARTE.
      Mi piace il terMINE: FASTI..dio!
      E AfFETTI.

      E' un problema conSOLARLI.

      Ma CHI ha la certezza dell'esistenza del PARA-diso?
      Per questo GESU' non PIANGE verso la MORTE corporale, ma per quella dello SPIRITO in CHI pensa di essere VIVO.

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  11. Ecco il dolore di cui parlavo. La sofferenza di chi lascio. Buonanotte Gus. Ciao Angelo!

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    1. Non preOCCUPARTI!
      I non credenti servono ai credenti e i credenti ai non credenti.
      Abele SERVI' a CAINO e Caino ad ABELE.

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la paranoia è un disturbo della personalità