lunedì 27 maggio 2013

Porre limiti e vincoli alla concorrenza



L’emulazione universale non assicura forse il successo ai migliori ed una vita corrispondente ai meriti individuali a tutti: non tiene svegli forse continuamente  i produttori e non vieta ad essi di addormentarsi sugli allori conseguiti? Ogni giorno ed ogni ora i produttori di beni e di servizi debbono fare i conti con il mercato e con il consumatore, e solo quando riescono a soddisfare i desideri di un numero sufficiente di essi hanno ragione di vivere e prosperare. L’incapace ed il neghittoso cerchi rifugio nella pubblica carità ma chi possegga un minimo di buona volontà e di attitudine a lavorare è sicuro di trovare lavoro presso l’uno o l’altro dei numerosi imprenditori i quali volontariamente si sono assunti l’ufficio di organizzatori della produzione.
Ebbene no: gli uomini non sono contenti. Gli uomini non vogliono durare tutta la vita nell’incessante fatica della emulazione; gli uomini non vogliono, per vivere, fare appello ogni giorno ai capricci del consumatore. Od almeno molti uomini hanno altri ideali di vita. Molti moltissimi forse tutti, in un certo momento della vita o in dati momenti di ogni giorno della vita, sentono il bisogno di riposo, di difesa, di rifugio. Vogliono un’oasi dove riposare, vogliono sentirsi per un momento difesi da una trincea contro l’assillo continuo della concorrenza, della emulazione, della gara. Le oasi si chiamano famiglia, amici, vicini, compagni, concittadini, correligionari, posto sicuro contro il licenziamento, ufficio professionale avviato, con clienti affezionati, negozio ben conosciuto con tradizioni affidanti, marchio di fabbrica famoso, cattedra assegnata fino alla vecchiaia, casa di reddito od appartamento proprio, podere fruttifero di derrate o frutta, titoli di impiego da buon padre di famiglia, associazione di mutuo soccorso o difesa professionale con i compagni di lavoro o di mestiere o di professione, legislazione nutrice contro la concorrenza sleale. Che cosa sono gli uomini ridotti ad esecutori della volontà di una forza cieca che si chiama concorrenza, mercato, prezzo uguale al costo? Meri strumenti. L’economia di concorrenza vive e dura, data l’indole umana, solo se essa non è universale; solo se gli uomini possono, per ampia parte della loro attività, trovare un rifugio, una trincea contro la necessità continua della lotta emulativa, in che consiste la concorrenza. Il paradosso della concorrenza sta in ciò che essa non sopravvive alla sua esclusiva denominazione. Guai al giorno in cui essa domina incontrastata in tutti gli aspetti della vita! Così l’economia della concorrenza può essere salvata solo ponendo vincoli e limiti alla concorrenza medesima.
 
 
 
 
 
 
 











14 commenti:

  1. Io credo che tutti, in fondo, siamo parte di questo inumano ingranaggio. Anche chi comanda.

    Moz-

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  2. Sì, è vero, ma il cambiamento non può che iniziare dall'alto.
    Ciao Miki.

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  3. Solo un appunto su: "Molti moltissimi forse tutti, in un certo momento della vita o in dati momenti di ogni giorno della vita, sentono il bisogno di riposo, di difesa, di rifugio".
    Nella mia vita lavorativa ho conosciuto imprenditori che questo bisogno non lo hanno sentito mai. L'ultimo per cui ho lavorato é rimasto alla guida dell'azienda fino ai suoi 85 anni ed é uscito non per suo volere. La sua creatura era l'azienda, non esisteva niente altro. La concorrenza che lo sfidava era il suo nutrimento, farsi sfidare per sfidare e vincere era la sua ragione di vita. Una droga. Ciao

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  4. E' una mostruosità riversare la propria affettività su un'azienda.
    Ma accade.
    Ciao.

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  5. Iniziare dall'alto ... quanto ALTO?
    Perché Dio perMETTE tutto questo?
    Ci sono carcerati che hanno trovato tranquillità in carcere e vorrebbero continuare a dedicarsi ai compiti assegnategli, ma purTROPPO non è possibile perché l'obiettivo e saper ATTRAVERSARE TUTTO e TUTTI senza guardarsi indietro.
    Riconosco che sei troppo UMANO per i miei gusti.
    Gesù scelse tra la GENTE aPOSToli che avevano qualcuno oltre la CARNE. Anche GIUDA!
    ESCI le palle e fatti vedere FUORI cosa sai fare.
    E no dire che sei vecchio e hai famiglia.
    Anzi non hai nulla da perdere. TUTTO da guadagnare!
    Tu come ti sei comportato quando dirigevi il tuo ufficio?

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    1. Un dirigente deve saper delegare. Al termine del mio lavoro gli asini erano diventati sapienti e io dovevo solo firmare il loro lavoro.

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    2. AL mio paese gli asini sono GRANDI LAVORATORI e la delega è soprattutto nella responsabilità CON FIRMA e non nello scarica BARILE.
      Le tue risposte mi fanno pensare a chi conosco BENISSIMO nelle amministrazioni pubbliche.

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    3. Sono sempre due le firme.
      Nel paese dei ciechi l'orbo viene eletto sindaco.

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    4. Viene sempre eletto CHI è più scaltro tra chi si propone.
      Bisognerebbe che venisse eletto CHI non si vorrebbe pro-porre, ma lo CO-STRINGONO!
      La TUA preSUNZIONE è sfacciatamente EDUCATA, tipo da CHI in giacca e cravatta non si sporca le MANI e delega altri a eseguire ORDINI che poi vengono SEMPRE dall'alto.
      Ma ti ricordo che c'è l'ALTISSIMO che VAGLIA anche TUTTI i SUOI LUOGO...tenenti ... il SUO SPIRITO!
      Per questo ci sono TANTE RE-ligioni e filosofie di VITA ... come anche quella di SOPRAvVIVENZA a discapito di ALTRI.

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    5. Le ferie annuali erano sempre dimezzate. Metà le trascorrevo nelle comunità di ragazzi sfortunati. Tenevo compagnia ai malati di AIDS.
      Ne ho visto morire tanti mentre li abbracciavo. Soli come i cani perché la gente ha paura di quella malattia.
      Fare il sindaco non è facile. Non basta essere una brava persona. Bisogna saper stare da pecora in mezzo ai lupi affamati.

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  6. A volte Gus temo che l'economia ci stia già dominando. Un rifugio sicuro la famiglia...io spero che lo sia. Vedo bambini che vivono solo in funzione di quello che possono avere in regalo dai genitori, o dalla paghetta dei nonni. Quando parlano invidiano chi è ricco, altri disprezzano chi ha di più. Scusa se sono un po' uscita dal tema. Anche questa è economia (domestica). Buona settimana *_*

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  7. L'economia si preoccupa delle banche e non di chi ha fame.
    Ciao Saray.

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  8. E' una corsa continua, senza sosta, travolge tutti e tutto.
    Le banche la fanno da padrone, e gli uomini come birilli cadono e molti non si rialzano più.
    E' un argomento che mi mette sempre di cattivo umore, e io non voglio.
    Ciao August.
    Buonanotte ツ
    Dani

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    1. Sì,l'argomento è triste.
      Ciao Gioia,

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