venerdì 10 maggio 2013

Ma Baudelaire sta scherzando?



Un port est un charmant séjour pour une âme fatiguée des luttes de la vie. L’ampleur du ciel, l’architecture mobile des nuages, les colorations changeantes de la mer, le scintillement des phares, sont un prisme merveilleusement propre à amuser les yeux sans jamais les lasser. Les formes élancées des navires, au gréement compliqué, auxquels la houle imprime des oscillations harmonieuses, servent à entretenir dans l’âme le goût du rythme et de la beauté. Et puis surtout, il y a une sorte de plaisir mystérieux et aristocratique pour celui qui n'a plus ni curiosité, ni ambition, à contempler, couché dans le belvédère ou accoudé sur le môle, tous ces mouvements de ceux qui partent et de ceux qui reviennent, de ceux qui ont encore la force de vouloir, le désir de voyager ou de s’enrichir.


31 commenti:

  1. Gus diventa Orsini.
    Ma è possibile?

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    1. Ma come mai questo nome? O+O =?
      La foto è bella, però è antica?

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    2. Gioia, non si può avere tutto dalla vita.
      Omar Orsini?
      Nel mondo misterioso di Google accade di tutto.
      Ciao Gioia.

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  2. Piacere di conoscerti Omar Orsini :-)

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    1. Ti piace la mia foto.
      Sono io, eh!
      Ciao.

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    2. Bella la foto, si!

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  3. Come mai questo... cambiamento??

    Moz-

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    1. Devo diventare più social.
      Ciao Miki.

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    2. ahahahahah...... ma non ti chiami Augusto?

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    3. Miki, il riso abbonda nella bocca dei cinesi.

      Ah Ah


      :)

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    4. Aspè, non ho capito... sei Gus o no?
      Ma perché complicate la vita alla gente? XD

      Moz-

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  4. buzziconeeeeeee... mi st'impazzììììì!

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    1. Sono un esperto nel tourbillon.
      Non sono buzzicone.
      Ciao Brunella.

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  5. Ciao Bru.
    Comincio ad essere insofferente.
    Dai, scrivi qualcosa.
    Ciao.

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  6. Da Charles Baudelaire, Le spleen de Paris (Le port)


    Un porto è un luogo affascinante per un’anima stanca delle lotte della vita.
    L’ampiezza del cielo, l’architettura mobile delle nuvole, i colori cangianti del mare, il luccichio dei fari, sono un prisma meravigliosamente adatto a distrarre gli occhi senza
    mai stancarli. Le forme slanciate delle navi, con la loro complicata attrezzatura, alle quali l’onda imprime delle armoniose oscillazioni, servono a conservare nell’anima il gusto del ritmo e della bellezza. E, poi, soprattutto, c’è una sorta di piacere misterioso e aristocratico per colui che non ha più né curiosità né ambizione, nel contemplare, disteso sul belvedere o appoggiato sul molo, tutti quei movimenti di coloro che partono e di coloro che ritornano, di coloro che hanno ancora la forza di volere, il
    desiderio di viaggiare o di arricchirsi.

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  7. gus, mi piacerebbe riscrivere facilmente come un tempo... ma mi sento così arzigogolata dentro per le troppe cose da dire che... alla fine sono troppe e desisto.
    Potrei raccontarti del mach di ieri al foro al campo centrale del pietrangeli... ma non potrei descrivere un mach ma una storia di un lungo “viaggio” che sempre più spesso nello sport vogliono renderci macellai di noi stessi. (della serie : a dì vinc pè forz!). La scriverò però. Famme riordinà i neuroni. abcio. bru

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    1. Racconta il mondo dorato del tennis.
      Grazie.
      Ciao Brunella.

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  8. gusss....mò pure io metto la foto mia della prima comunioneeeeeee!!! aggiornaaa! non sei così vecchio da mettere le foto “datate”. O no? ahha

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    1. Ho trovato solo questa foto.
      Metti quella della prima comunione.

      :)

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  9. Omar Orsini? maddai... manco qualche giorno, e le persone cambiano pure identità...

    Baudelaire secondo me aveva ragione. Il porto è un bello spettacolo, per chi ha deciso di vivere da spettatore.

    Ciao Omar, piacere di conoscerti...

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  10. So che ti piace Baudelaire.
    Per questo ho scritto una sua poesia.
    A me piace di + Rimbaud.

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    1. sì, ricordo: a te piace di più Rimbaud... e a me piace di più Verlaine! :)

      ti ringrazio

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    2. La prossima poesia sarà di Verlaine.

      :)

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    3. allora vediamo se sceglierai una delle mie preferite.... ;)

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    4. I Savi d’altri tempi
      I Savi d'altri tempi, che valevano questi,
      Credettero, ed è un punto ancora oscuro,

      Leggere in cielo felicità e disastri,

      E che fosse ogni anima avvinta agli astri.

      (Assai venne schernita, senza pensar che sovente

      Il riso è risibile quanto deludente,

      Una simile analisi del mistero notturno.)

      Ora, chi nasce sotto il segno di SATURNO,

      Fulvo pianeta caro ai negromanti,

      Più di ogni altro, secondo i testi di magia,

      Calamità e gran bile ha in compagnia.

      Inquieta e deboluccia l'lmmaginazione

      Spegne la buona volontà della Ragione.

      In quelle vene il sangue, come un acre veleno,

      Ardente come lava, e raro, corre e scorre,

      Bruciacchiando il mesto Ideale che crolla.

      Così han da soffrire i Saturnini e così

      Han da morire, - ammettendo che siamo mortali,

      Poi che il corso della vita per loro è disegnato,

      Passo a passo, da un Influsso malato.

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  11. E' di moda l'eteronimo ?( noi di Vecchiano (Pisa)con Tabucchi e Pessoa ci siamo abituati).
    Ora che ci ripenso ho visto Omar Orsini sul forum di Blogger e la foto era quella del tuo profilo.
    Saluti pirandelliani
    Marilena

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    1. A me piace Verga. Pirandello era pure fascista.
      Un abbraccio Marilena.

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