sabato 25 maggio 2013

La risposta all'impatto delle circostanze su di noi

Lo sviluppo critico e sistematico dell'esperienza, nel suo
frutto nobile e provvisorio, nobile perché è l'accostarsi
alla verità del Mistero, provvisorio perché eminentemente correggibile,
si chiama cultura.
Ma lo sviluppo critico e sistematico dell'esperienza
da che cosa è dato?
Dalla coscienza dell'appartenenza a Cristo, dalla coscienza del rapporto
con Chi ci chiama attraverso la realtà.
Solo questo rende possibile una vera criticità e
sistematicità.
La risposta all'impatto delle circostanze su di noi, il
generarsi dell'esperienza e lo svilupparsi della cultura sono giusti
nella misura in cui partiamo dal di dentro dell'avvenimento
che ci ha colto, vale a dire dal di dentro di una sequela.
Se pretendiamo affrontare la realtà e sviluppare
l'esperienza che ne nasce non dall'interno di una sequela,
intesa come dimensione del vivere, allora ci stacchiamo
dall'origine del nostro soggetto e viene meno quindi
il principio formale giusto del nostro agire.





7 commenti:

  1. Il rapporto con Cristo, se non è vissuto dentro il rapporto con le circostanze umane attraverso cui Egli ci ha toccato, diventa facilmente falso, poiché obbedisce a quello che vediamo noi. Rimaniamo perciò in quel luogo per cui le cose che viviamo e facciamo diventano giuste.

    RispondiElimina
  2. Ciao Gus. Oggi due affermazioni mi hanno fatto riflettere. La prima è di Sartre: L'inferno sono gli altri.
    La seconda di(Giovanni 17,21)
    "Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.". Ho pensato che Gesù è venuto a salvarci dall'inferno, moltiplicando e non addizionando l'amore.Che storia incredibile, affascinante, vera, quella del rapporto con il nostro Creatore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sartre è molto complesso.
      Se hai tempo leggi questo studio filosofico:

      http://www.skuola.net/filosofia-moderna/sartre.html

      Dio si è fatto Uomo per salvarci dalla morte eterna.
      Ciao Antonietta.

      Elimina
  3. Si Gus sono d'accordo con te. Ogni momento, ogni circostanza della nostra vita se non è vissuta con Lui e in Lui non ha senso.
    Buona serata a te :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le circostanze su vivono nella famiglia, nel lavoro, nella scuola e nei rapporti con gli altri, rapportandoci sempre a Cristo.
      Ciao Saray.

      Elimina
  4. Vero: oggi in Chiesa, festeggiando in serenità e letizia Maria Ausiliatrice, pensavo giusto a questo: a come sia facile "perdersi", o spersonalizzarsi, in questa vita, se non viviamo nella coscienza di questa appartenenza.

    Buona serata Gus :)

    RispondiElimina
  5. Per l'uomo il sacrificio più grande è accettare una dipendenza. Succede perché si rincorre un'utopistica libertà che è solo una serie di grumi menzogneri.
    Superata questa illusione diventa più facile, molto più facile consegnare la propria vita a chi veramente ci ama.
    Ciao Rose.

    RispondiElimina