sabato 13 aprile 2013

Secondo Pascal non si può scegliere di credere ciò che non si vede

 




Secondo Pascal non si può scegliere di credere ciò che non si vede con una atto di volontà ed in realtà si crede di vivere "come se Dio esistesse".
All'origine di tale scelta si indica la paura delle morte e la soggezione della natura più che un bisogno di assoluto o la felicità derivata dal contemplare Dio svalutando la vita terrena possibile solo per i mistici "visitati da Dio".
"E se la paura stringe i mortali è perché vedono in terra e nel cielo accadere fenomeni senza poterne scoprire le cause; e pensano quindi che a produrli intervenga una forza divina" ( Lucrezio, De rerum natura ).
Secondo Platone non è la morte a essere una male bensì il timore della morte e tutta la filosofia non sarebbe altro che il prepararvisi.
Del timore della morte sono prova le estreme conversioni di noti personaggi anticlericali ma è pur vero che persone religiosissime hanno manifestato un incontrollato terrore negli ultimi istanti.
L'immortalità dell'anima consente di eludere l'angoscia della morte dei cari e nostra, ma ciò richiede certi percorsi di pensiero.
Personalmente ho notato che un astratto e futuro senso della vita non posto e cercato nella quotidianità non sempre aiuta a risolvere le sofferenze spesso espresse sotto forma di un'inconscia aggressività.
Si è notato che l'analogia confessionale - lettino psicoanalitico è impropria perché il primo induce ad una coazione a ripetere certi comportamenti e non alla loro rielaborazione.
Una moda ancora in auge orienta più verso l'irrazionale che verso lo spirituale: occultismi, terapie alternative, nirvanici stati d'incoscienza, ecc. di dubbia efficacia come aiuto psicologico.
Le idee laiche che antepongono il riconoscimento dell'altro e rispettabili valori morali contrapposti al narcisismo originario sono un'alternativa altrettanto degna anche perché non è detto che alti ideali religiosi siano sempre accompagnati da un autentico riconoscimento dell'altro e dei suoi bisogni. La religione non interroga ma fornisce soluzioni definitive









 

48 commenti:

  1. L'assetto di questa terra è la violenza.
    Sintomatiche della violenza in cui noi siamo immersi sono un'educazione e uno
    svolgimento della vita in cui si sviluppa una coscienza delle cose come se la
    persona non esistesse.
    Si chiama positività: una coscienza delle cose e della realtà umana come se l'io
    non esistesse.
    E' violenta una società in cui si pretende di conoscere la realtà umana come se
    l'io non ci fosse. Esistono le scienze, non esiste più la persona.
    Lo scienziato brandisce dei dinamismi, non la persona: questa viene smembrata
    e ridotta ad alcuni suoi fenomeni che poi si vogliono isolatamente conoscere e
    dominare come se essa non ci fosse, viene cioè ricondotta a quei meccanismi
    impersonali cristallizzati dalla sociologia, psicologia, pedagogia, ecc., in cui si
    pretende di esaurirne la realtà.
    Si attua in tal modo una dissoluzione della persona.
    L'io dissociato è una rottura tra il dinamismo dell'affettività e il dinamismo della
    ragione: le reazioni, non importa quali, vengono trattate e scientificamente
    studiate come se non avessero un nesso con le esigenze strutturali della ragione.
    Da una parte vi sono i puri meccanismi di reazione in cui entra in gioco l'energia
    dell'affettività, che diventano grazie a tale separazione più facilmente
    manipolabili dal potere, e dall'altra, senza nesso coi primi, il lavoro della ragione.
    L'uomo ridotto a fascio di reazioni è dominato dalla paura.
    Tutto può infatti essere ostile a quello che egli vuole , a quello cui la sua
    affettività tende e che la sua reattività pretende.
    Quest'uomo non è sicuro di avere in mano un istante di quello che aveva in mano l'istante prima. La paura regna dunque davanti a tutto ciò che egli non può definire.









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  2. Io sono sempre andato per la mia strada, con le mie domande e le mie scoperte.
    Non so cosa ci sarà dopo, voglio solo proseguire così, con quello che ho di certo.

    Moz-

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  3. Buon cammino, Miki.
    Ciao.

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    1. E' la cosa più bella che potessi dirmi, grazie! :)

      Moz-

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  4. PPPPpPascal spiega che la fede é una scelta : ci si mette volontariamente in gioco , una scommessa dove ci si gioca tutto . Non possiamo dire se Dio esista o se non esista , come non possiamo neanche dire che sia più probabile che esista o che non esista , ma una cosa la possiamo dire con certezza : il rapporto tra le probabilità ch in assenza di una prova il rapporto é sempre finito . Se fosse un rapporto infinito allora sarebbe come avere la certezza che Dio esista o non esista : se dico che il rapporto tra esistenza e non esistenza é di 1 ad infinito , é come se avessi la certezza che non esiste . Nella scommessa su Dio uno può puntare su Dio ( rinunciando al mondo ) o sul mondo ( rinunciando a Dio ) . Esaminiamo entrambi i casi : punto sul mondo ; Dio non esiste e vivo come se non esistesse , dandomi interamente al mondo e alla vita terrena . Se punto su Dio , invece , se vinco , vinco una realtà infinita , una felicità infinita ( la beatitudine ) ; mettiamo il caso che Dio non esista ; io che ho puntato sulla sua esistenza ho perso , ma che cosa ? Perdo l' infinito ( Dio ) e mi rimane il finito ( il mondo ) . Pascal gioca tutto sul fatto che il rapporto di probabilità tra esistenza e inesistenza di Dio é finito , mentre infinito é il rapporto tra Dio e mondo ( ossia tra le cose puntate ) . Conviene sempre puntare su Dio perchè se non esistesse avrei comunque sempre a mia disposizione il mondo finito ; ma se esistesse oltre al mondo finito , guadagnerei anche l' infinito ( Dio ) . Chi non punta su Dio vince il mondo finito , ma se Dio esistesse , allora perderebbe l' infinito . Qualche possibilità che Dio esista ci deve essere per forza , dice Pascal , ( anche solo una ) , altrimenti chi sostiene che Dio non esista dovrebbe essere in grado di dimostrare in modo razionale che non c' é ( ma non é possibile ) . Quindi , magari le probabilità che Dio esista saranno bassissime , ma conviene puntare su di lui perchè quello che si vince , nel caso esista , ( e quello che si perde nel caso non si punti su di lui e lui esista ) é talmente grande ( infinito ) che vale la pena giocare , qualunque siano le probabilità di vincere . Ricordiamoci che questa di Pascal é solo una prova : non mi dimostra nè che Dio esista nè che non esista , mi dice solo che vale la pena credere che esista.

    Questa valutazione non mi frega di nulla.

    Dio non è argomento da sottoporre a valutazione di pseudo esperti del pensiero della filosofia, della scienza,ecc…Non avrai mai risposte che ti soddisferanno!
    Dio,
    è l’incontro con una presenza, è l’accettazione di essere creatura, è la consapevolezza di essere parte di un disegno, d’amore, di fratellanza. Questa è Fede!
    "Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso"
    Ciao Gus

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    1. Caspiterina quante "p" sono uscite?^__^

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    2. Quello che conta è la buona risposta.
      Io uso il browser I.E.10 che ha il correttore ortografico. Aiuta, ma Microsoft lo fa utilizzare solo a chi ha come sistema operativo il W7.
      Ciao Gioia.

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  5. In ogni caso mi sembra molto riduttivo spiegare la religione con il timore della morte.
    Proprio la rivelazione biblica, che è progressiva, va a dimostrare che la Rivelazione giunge solo in un secondo tempo alla Resurrezione.
    Nell'ebraismo del primo periodo l'adesione a Dio è richiesta come Comunione con Lui durante la vita senza alcun pensiero a ciò che sarà dopo.
    Solo nel periodo dei Maccabei Dio rivela la vita eterna che poi, con Cristo, sarà pienamente svelata.
    La paura della morte è un fenomeno recente, dall'illuminismo in poi; che oggi raggiunge vette incredibili tanto che la gente spera di morire senza soffrire.
    La religione insegna invece a morire in pace con Dio.
    Ma chi crede vive tutta la vita come un "allenamento" all'unica battaglia, l'ultima, veramente importante : quando cioè , nell'ultimo istante, Dio ci chiederà di andare con lui e satana cercherà di impedircelo.
    Il cristiano non ha paura né della morte né delle modalità della morte, ma solo del "Giudizio" che determinerà la vita eterna.
    Ciao Gioia.

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    1. Il TIMORE di DIO è perdere DIO.

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  6. Il pensiero di Platone per quanto mi riguarda è molto attuale, specialmente in questo mondo divenuto oramai espressione di superficialità, di business, di continue lotte al potere.
    Viviamo come se non dovessimo morire mai, la verità è che l'uomo non vuole pensare alla morte. Sebbene questa si affaccia alla sua mente, egli lo evita, pensa ad altro, deviando questo pensiero che a molti provoca angoscia.
    Dico a molti perchè non mi va di generalizzare più di tanto, ci sono persone che come me non hanno timore di convivere giornalmente con questo pensiero, persone che piuttosto di costruire la loro vita sulla superficialità, la costruiscono su basi solide e la religione a mio avviso rappresenta la colonna portante di tali basi.

    Buona serata Gus

    Sally

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  7. Con Nietzsche e il suo nichilismo viene decretata la morte di Dio e la libertà senza confini per l'uomo non più schiavo delle religioni e della vera morte, quella eterna.
    Ciao Sally.

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  8. Non si può scegliere di credere in ciò che non si vede con un atto di volontà, ma con un totale atto di FEDE.

    La filosofia non ha mai saputo spiegare Dio, nè mai potrà farlo.

    ciao Gus... scusami se sono poco presente.



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  9. Sei presente anche se non commenti.
    Ciao Rose.

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  10. la FILOSOFIA può aiutare a pensare ma non a incontrare COLUI che si deve neCESSAriaMENTE inCONTRAre.

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    1. Questa mi ricorda una frase simile scritta da una mia amica:"La filosofia aiuta, ma la verità solo Uno ce la può svelare"
      ...era più o meno così.

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    2. Allora SONO DUE?
      O quanti SONO I prota-GONIsti e ognuno la conosce per quanto gli riGUARDA.
      SOLO LORO possono sVELArla e RIvelarla.
      Voi altri ... SOLO PIEGArla.
      E cercate di non PRENDE una BRUTTA PIEGA.

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    3. Tu sei uno dei tanti pesci nella rete trascinata dalla barca.
      Ma la barca è la Chiesa?

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    4. Ti trascino IO per i CAPELLI per farti capire perchè l'uomo deve scoprirsi il CAPO e non i PIEDI in CHIESA.
      Ma per CHI mi hai preso?
      Tu e il PESCE puzzolente peggio dei tuoi piedi di fornaggio.

      Ma come fai a dire che la barca è la Chiesa?
      Voi confondete i PADRI della BERCA (cioè la CHIESA) con quello che ha detto GESU'.

      Interpretate TROPPO le parole di GESU'.

      Peggio degli evangelisti.

      Fate attenzione a quello che spiega il CIELO da quello che cercano di INTUIRE gli umani.

      TROPPE PAROLE ... VUOTE ... alla deriva.

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    5. Due volte gli chiede se lo ama una volta se gli vuole bene.
      Il Vangelo di Giovanni è scritto in greco e ama lo dice con sfumature diverse.

      Nella traduzione italiana troviamo sempre lo stesso verbo: amare. Nella versione greca invece i verbi utilizzati sono due: agapào e philéo. Il primo indica l'amore totale e massimo proprio solamente di Dio, l'altro un amore sempre molto grande ma non assoluto come il precedente. Ora, Gesù chiede a Pietro: "mi ami?" (agapào) e Pietro risponde "Signore lo sai che ti voglio bene" (philéo) questo accade per ben due volte. Alla terza Gesù cambia verbo e usa philéo. E' a questo punto che Pietro addolorato dice: "Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene" (philèo). Pietro è addolorato perché sa di non esser capace di provare agape, ma a Gesù va bene così! Per questo è Lui ad adeguarsi all'amore di Pietro: ancora una volta Dio viene incontro all'uomo e Pietro pascerà le pecorelle del Signore anche se per Lui proverà "solo" philìa. Gesù ripete la domanda tre volte non perché sia sadico e voglia girare il coltello nella piaga a Pietro facendogli ricordare il tradimento ma solo per fargli prendere coscienza di questo fatto.

      Ma Gesù parla con il primo Papa scelto per la sua Chiesa e sa che alla fine a sarà crocifisso e non farà come l'episodio del gallo che canta.
      Pietro userà la parola agapào e non philèo.
      Ora lo sa anche il parroco.

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    6. E tu di quale AMORE .. AMI?

      Te la SENTI TU di pasciare gli AGNELLINI ... invece delle PECORELLE?

      Dopo 2000 anni si accrogono del PASSO indietro di COLUI CHE AMA infinitamente?

      Speriamo BENE per Papà Francesco.

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    7. La crocifissione di Pietro, pur a testa in giù, E' APOCRIFA, come famoso QUO VADIS.
      Come l'asciugatoio della a VERONICA ... per intenderci.

      Giovanni intende per il tipo di morte, riferendosi ai PAPI che vengono prELEVATI e fatti MORIRE TUTTI a ROMA, o almeno si spera.

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    8. Il Vangelo di Giovanni è apocrifo? Leggi bene perché è Cristo che dice a Pietro che gli stireranno le braccia
      per fargli quello che lui non vorrebbe.

      Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

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    9. Io non faccio distinzione tra i NASCOSTI e i LETTI male.
      Ma tu hai letto il vangeli apocrifi?
      Non sai che ci sono differenze stratosfere tra quello di GIOVANNI, molto gnostico, e quelli SINOTTICI?
      Sai perchè sono stati costretti a RICONOSCERLO CANONICO?

      Tu hai mai visto VESTIRE un PAPA?

      TUTTI I PAPI DEVONO MORIRE COME E' MORTO il MAESTRO!

      O meglio non farsi nemmeno pRETE (PiETRE)

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    10. Credo a Giovanni perché è il migliore.

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    11. Sì, anche secondo me il Vangelo di Giovanni è il più bello...anche se tutti hanno attinto da Marco...ma chi era Marco?

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    12. Marco era un discepolo di Pietro.
      Il fatto che sia l'unico evangelista a menzionare la fuga di un giovinetto che seguiva da lontano gli avvenimenti della cattura di Cristo nell'orto degli ulivi:

      « Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo » (Marco 14,1.51.52)

      fa supporre fondatamente che sia egli stesso questo giovinetto.

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    13. E' lo SPIRITO SANTO ancora sacro (AL...fà)!
      Fin da principio FUGGIVA NUDO nel PARADISO TERRESTRE facendo scherzi qua e là.

      Un vero d'AVO...letto, ciHo E' di PRIMO LETTO!

      Marco scrive sotto dettatura di Pietro ma GIOVANNI è TESTIMONE, ma in un modo diverso rispetto a Matteo che non conosceva il Battista.

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    14. GIOVANNI E' SEMPRE GIOVANE e frizzante nello SPIRITO, non per nulla era considerato Figlio del TUONO.
      Na' SAETT'HA!

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  11. Non ho mai apprezzato la cosiddetta "scommessa" di Pascal.
    L'ho sempre trovata un po' infantile come scelta religiosa...
    ...invece riguardo alla morte penso che gli atei ne abbiano meno paura dei falsi credenti.
    Ciao Gus.

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  12. Ma veramente anche chi crede secondo me ha paura della morte...la morte la si vive in vita, perchè quando sei morto sei morto, mentre la vera morte si vive nella morte altrui e nell'attesa della propria.

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    1. E si! Il problema non è il PASSARE dall'ALTRA parte, ma il sapere se c'è anche chi non sa di esserci ancora.

      Si dovrebbe GIA' sentire l'ALTRA parte per ESSERE SICURI.
      Questo è sostenuto da GESU', PRIMA della SUA MORTE, PASSIONE e RISURREZIONE e anche dagli APOSTOLI, per questi ULTIMI SOLO dopo la risurrezione di GESU', IL CRISTO LORO e NOSTRO.

      Per questo E' meglio RITORNARE per assicurarsi che riescono a PASSARE almeno CHI si è CONOSCIUTI facente PARTE o VOLENTE far APPARTENERE.

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    2. Devi distinguere il PASSAGGIO "dalla" SOFFERENZA. Molti cercano di morire (vita agiata) o, adDIRITTURA, si SUiciDONO cercANDO di non soffrire nemmeno in quel passaggio, senza sapere cosa gli aspetta.

      Magari fosse tutto circoscritto QUI e, invece, LA' ... CHI s'è visto S'E' VISTO.

      Non immaginate come SOFFRE DIO per avervi fatti così DEBOLI.
      Ma mica poteva farvi di MEtallo?

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    3. Dio ha fatto l'uomo come era giusto farlo.

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    4. E COSA HO DETTO?
      Se non è PESCE ... E' CARNE.
      Perchè la carne dle CONIGLIO si dice che è BIANCA?

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    5. Quando il coniglio diventerà adulto la carne sarà rossa.

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    6. Risposta ERRATA, anzi è più rossa da cucciolo.
      Allora anche per il POLLAME vale lo stesso?

      Perchè ritenevano impuri certi animali?

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    7. La melatonina è l'enzima che colora il corpo. La melatonina aumenta invecchiando.

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    8. Ma se non sai distinguere il DERMA dalla SARX e un capello da un PELO PELVICO.
      LAVATI che è meglio o prendi più OSSIGENO al MARE o in MONTAGNA. Meglio la COLLINA, senza eccitarti troppo.

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  13. Penso che solo per Grazia Divina si possa superare la paura della morte...
    ...con la preghiera e la vicinanza del Padre.

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  14. La paura della morte si supera solo quando sai che per qualche malattia hai solo qualche mese di vita.
    Ciao.

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    1. CHE risposta LAPIDARIA!
      E cosa cambia se sai che è DOMANI o fra CENT'ANNI?
      Anzi è più FACILE prossimamente che lonTANA-Mente.

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    2. Il problema della morte si affronta meglio quando diventa realtà.

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    3. Non VERITA'?
      E la NOTTE dell'ANIMA ... cos'è per TE?
      VIRTUALITA'?

      0K ... quando VUOI tu.
      La riconoscerai anche nel SONNO?

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  15. La morte è in ogni cosa che perdi, che finisce a cui sei attaccato più della tua stessa vita. Ciò che ti nutre, insomma e dà motivazione al tuo andare. Si muore ogni giorno un poco e non ce ne accorgiamo.Morte lenta. ma morte.Le morti improvvise sono le più dolorose, ma le più feconde, a seconda dei punti di vista.Certo è che dobbiamo sperare che la morte ci trovi vivi, per cavarcela. Io non penso mai al dopo, perchè l'eternità comincia quando ti rendi conto che chi ti ha creato non è un uomo qualunque, ma Dio immortale, che non può che aver creato figli immortali, almeno nelle intenzioni.
    A noi il compito di prenderne coscienza sì da scegliere di seguirne i consigli per una vita eternamente buona, bella e gloriosa.
    La fede è un dono e come tale va accolto per vedere di cosa si tratta. Molti si fermano all'incarto senza guardare dentro.
    Intanto bisogna desiderarla, chiederla. Il resto lo fa Dio che sa come trasformare la nostra sete e la nostra fame in qualcosa che va oltre pur rimanendo incarnata nella nostra umile e insignificante quotidianità.
    Ciao Gus. I tempi sono duri, ma Gesù è risorto e continua a percorrere le strade del mondo.

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  16. Un commento esauriente che tranquillizza le nostre ansie e scosta il quotidiano insipido con la certezza della Speranza.
    Ciao Antonietta.

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