martedì 23 aprile 2013

Piangere non è una debolezza, è una virtù





A volte ci sono tutti i presupposi per piangere, ma la sofferenza mi produce fenomeni di vasocostrizione che mi danno l'impressione che mi stia scoppiando la testa.


22 commenti:

  1. Gussssss, eccomi tornato!
    Piangere... sai che non ci riesco?
    E' strano...
    Però piango dentro.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da bambini si piange, poi, con il tempo che passa le lacrime si asciugano.
      Ciao Miki.

      Elimina
    2. Io, che sono bambino dentro, dovrei piangere ancora...
      Buone virtù :)

      Moz-

      Elimina
    3. Anche questo è vero.

      :)

      Elimina
    4. COSA E' VERO?
      Il condizionale o l'ambiguità di essere BAMBINI ... ORFANI spiritualmente?
      L'ESSERE BAMBINO non è salvifico se non si comprende l'INVITO a RIdivenTARLO per riconoscere i GENItori SPIRITUALI.

      Elimina
  2. Gus, non so se piangere sia debolezza o virtù. So che negli anziani le lacrime sgorgano dal cuore più facilmente, allora io questo fatto l'associo alla sensibilità. Bimbi e anziani non hanno inibizioni e lasciano libero sfogo alle lacrime, senza vergognarsene, perché a volte si pensa ad una debolezza e ci si vergogna.
    Gesù pianse quando seppe che Lazzaro era morto, il suo amico.
    Io devo dire che ho le lacrime in tasca,piango leggendo un libro particolarmente commovente, piango guardando un film, piango quando vedo alla tv, popoli devastati dalla guerra, dal terremoto,bambini sofferenti, animali maltrattati.
    Ma io sono sempre stata così, quindi non faccio testo.
    Sai cosa credo Gus, che alcuni uomini pensano di perdere la loro virilità se si lasciano andare ad un salutare pianto, è solo questione di orgoglio...E ben vengano le lacrime!
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una SOLA PREcisAZIONE:
      Gesù non piange alla notizia della "morte" ma alla notizia del "seppellimento" del suo AMICO.

      Elimina
  3. Ciao Gus. Hai scritto "mi vennero tolti alcuni suoni familiari come mamma, ecc.". E' quello per cui piango io. Mia madre é mancata nel 2009, ma ancora non riesco a non piangere. Lo faccio di nascosto, perché non voglio che mio figlio o chi mi conosce, veda le mie lacrime. Quasi me ne vergogno. Mio figlio soffrirebbe nel vedermi piangere, chi mi conosce non si capaciterebbe di questa "debolezza" contraria alla persona che tutti conoscono. E, non so perché, si dice sempre che il tempo attenua il dolore. Forse .... Ma a me manca da morire di poter pronunciare MAMMA. E mentre ti scrivo sono già qui con gli occhi bagnati e il mio dolore mi sembra sempre senza fine.
    Tu dici "mi vennero tolti" ... Forse in te prevale la razionalità, forse tu hai capito e accettato il ciclo della vita che inizia e finisce, forse .... non so.
    Io che di norma ho una visione pragmatica della vita non riesco a metabolizzare l'assenza di mia madre, non riesco ad accettare e piango.
    Ma non sono sicura che la mia sia virtù. Ho sempre pensato che sia vulnerabilità, debolezza. E' il mio fianco scoperto, se qualcuno vuol colpire facile, beh basta parlare di mia madre.
    E credo che non saper accettare la morte di qualcuno sia una grande debolezza, altrimenti non saprei come giustificarla.
    La vita termina per tutti, l'ho sempre saputo. E allora perché continuo a piangere ??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è un momento nella vita in cui dobbiamo camminare senza sostegni e dipendenze.
      Tua madre vive l'eterno riposo. Sta bene.
      Noi dovremmo avere una sola dipendenza, Vera, Eterna.
      Fai bene a non piangere in presenza di tuo figlio.
      Uno sa solo quando vive una realtà perché mette alla prova molte certezze che erano solo concettuali.
      Scopriamo giorno dopo giorno quello che siamo veramente.
      Ne dobbiamo prendere atto e affidarci al Signore con umiltà.
      Ciao.

      Elimina
    2. L'importante è far CONOSCERE il MOTIVO del PIANTO. AI figli bisogna RACCONTARE la VITA DEI propri genitori, degli ZII e soprattutto DEI nonni, a loro bisNONNI. Rendete i morti in COMUNIONE dei Santi.

      Elimina
  4. Eccomi. Ciao! Sono stata dalla neurologa che pensava che i miei disturbi fossero dovuti al parkinson. No. Ha voluto che le raccontassi un po' del mio vissuto. A grandi linee le ho parlato della mia maternità messa a dura prova: di Ada e dei suoi guai, di Valeria, di Enrico e della prova che ha dovuto superare. Ho parlato serenamente. Senza piangere. Lei mi ha guardato seria e mia ha detto che ho tanto dolore dentro. Poi la sera, nel letto parlando con Dio e con Valeria ho pianto, silenziosamente, con le mani a conchiglia, e mi sono addormentata. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' facilissimo scivolare nella vasca da bagno durante una doccia.
      Ciao Lucia.

      Elimina
    2. Ancor di più di scivolare su una voglia di SENTIRSI GRANDE cercando di FUMARE sigarette.
      E' più facile che si SALVI UNO che si voleva SEMPLICEMENTE LAVARE il CORPO TERRENO ... che CHI CERCA lo SPIRITO nei FUMI che non INCENSurano.

      Elimina
    3. Passo alla pipa.
      Va bene?

      Elimina
    4. Riconosci almeno di essere un DROGATO LEGGERO.
      Poi non so FINO a quanTo e quanDo.

      Elimina
  5. Io piango quanto ne sento la necessità e senza vergogna,ma non fumo,non fumare neanche tu.
    Fumare è stupido e tu dagli argomenti che posti dimostri di essere una persona intelligente anche se troppo convinta della tua assoluta verità.
    Ciao,fulvio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fulvio, ho cominciato a fumare quando avevo 14 anni.
      I danni si manifestano anche dopo molti anni.
      Ciao.

      Elimina
    2. AHiahIahI ... e come la mettiamo per i DANNI irreversibili sulle PARTI MOLLI:
      UDITO e CERVELLO?
      Per le altre non importa, ma LU DITO e il CER...VELLO mi sa che dovrò arrendermi.

      Potrà FULVIO convertirsi?

      Se si è convertito SAULO e altri STRONZI ... come chi non CONOSCEVA nulla sulla VERITA' ... perché non SPERARE, invece di SPARARSI e autodistruggersi?

      Elimina
    3. Si ... na sigherett' eletTRONIch'

      Elimina
  6. una scrittura così docile e appagante

    RispondiElimina