domenica 24 marzo 2013

L’altolà dei giovani creativi/5. Ecco perché il corpo della donna è «potere»


L’altolà dei giovani creativi/5. Ecco perché il corpo della donna è «potere»






31 commenti:

  1. La superbia, nella complessa struttura del peccato, è un vizio capitale, si sa.
    In De civitate Dei, Agostino la definisce essere
    il desiderio di una altezza "perversa" purché, argomenta, "abbandonando il principio al quale dovrebbe rimanere attaccata, l'anima umana diventa in qualche modo principio a se stessa"
    Bernardo di Chiaravalle è ancora più chiaro, quando, scrivendo per i monaci, sostiene che "la superbia è il desiderio della propria eccellenza".
    Che strano vizio la superbia, ha una caratteristica particolare si infrange sullo spirito dell'uomo e rimbalza sul dio. Gli altri vizi, gola, lussuria sembrano riguardare il corpo, odorano di animalità e di dismisura, la superbia è la piena misura, è l'amore per l'eccellenza, la propria eccellenza.
    Poco hanno compreso coloro che immaginano la superbia come misura tra uomo e uomo, intravedendo nelle sue pieghe il disprezzo per l'altro. Il superbo non ha misure in altri, è misura unica di se stesso come diceva Agostino. E quale errore immaginare che la superbia sia accompagnata malamente dalla vanagloria, il superbo non cerca facile riconoscimento, non cerca alcuna lode come non avverte umiliazione.. semplicemente perché principio e fine di un dialogo solitario tre sé e sé, e ancora cade in errore chi ritiene che la superbia non permetta la conoscenza del limite, è la stoltezza che impedisce il senso del limite, la superbia guarda il limite , lo avverte ,lo riconosce e decide di attraversarlo.

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    1. Quindi come ci si fa ad accorgere di essere dei superbi?
      Ma anche l'accidia però non riguarda il corpo.

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    2. Credo di aver risposto ma il PADRONE non ha pubblicato.

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  2. Io credo che ogni uomo contenga in sé l'insegnamento di Dio. Spesso si parla di percorso verso Dio come se lo si dovesse incontrare per la prima volta . Io credo invece che ogni uomo lo contenga, sia inizialmente accompagnato (perché se è Unico e giusto non può che essere così) e l'impegno grande non sta tanto nell'applicazione formale alla partecipazione né alla dimostrazione di devozione, che sono tutte manifestazioni verso una fede rappresentativa e alla fine comunque se fine a se stessa risulta riduttiva. La lotta è verso le situazioni che ci allontanano da Lui. Come dire, non devo sforzarmi per essere vicina a Dio, ma devo sforzarmi ad allontanarmi da ciò che non è in sintonia con Dio. Ma, innegabilmente, può capitare di deragliare attratti dai falsi miti. Purtroppo la lotta per liberarsi e ritrovarsi è costellata di simbolismi che spesso non hanno nulla a che vedere con la ricerca del Padre in sé, unico luogo possibile per l'incontro. Essere veramente ospitali con Dio è un percorso a ritroso, spogliato da ogni indicazione di direzione esterna al nostro io.
    Bisogna amare chi abita la nostra umanità con la rappresentazione della Sua Parola sulla terra.

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    1. Ma se l'uomo contiene in sè sia l'insegnamento di Dio che l'arroganza...come si fa a distinguerli?

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    2. E' TUTTO UNA LOTTA con un ipotetico AVVERSARIO.
      La CHIAVE nella trinità aBRAMO - iSACCO - GIA'cobbe.

      E poi? ... da chi diSCENDIAMO?

      In VERITA' ci sono figli GENERATI da VERI STERILI nella CARNE, ma fecondi nello SPIRITO.

      Bisogna LOTTARE continuamente per DIVENTARE DIO in TUTTO.

      Non fate in modo che tutto finisca quando pere forza la POLVERE mossa da chi?
      CREATE qualcosa di VOSTRO. CREATELO in ETERNO, che sia anche infinitesimo ma VOSTRO e vedrete cadere SATANA dal CIELO per servirvi.

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  3. la consapevolezza di “qualcosa“ non necessariamente indica la strada del cambiamento o della trasformazione.
    Per mettere in atto il “cum sapere“ c'è necessità di leggere il termine cum come con, insieme, in relazione. Altrimenti si rischia di isolarsi nel proprio sapere. Altra necessaria considerazione è che per porsi in realzione c'è bisogno di reciprocità, quindi di ascolto. E, oggigiorno, i tempi dell'ascolto sono inesistenti. Così come quelli della riflessione, figuriamoci quella della comunanza consapevole. Anzi, i luoghi ed i tempi dell'ascolto sono vanificati dal troppo “rumore”, dalla ridondanza di affermazioni che ci vengono propinate.
    Ora, dato che la consapevolezza di qualcosa deve necessariamente trovare alloggio nella sua applicazione, -altrimenti si riduce a teoria se non ha capacità di messa in atto- e questa applicazione deve essere collettiva, non isolata a sé, (altrimenti troverebbe solo testimonianza di pacificazione della propria coscienza), ecco che il libertinaggio, tanto per fare un esempio, non deve semplicemente essere condannato per “morale data” ma perchè realmente, fattivamente, riconosciuto come testimonianza in atto, o come contraddizione di essa.
    E tutte le fedi, cristiane e non, hanno necessità di riappropriarsi dei tempi dell'ascolto, della relazione e della reciprocità. Solo così si esce dall'ingannevole esercizio di considerarsi, solo perché si è nel proprio cammino di fede, senza se e senza ma, al riparo dal male

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    1. Il CAMMINO è SOLITARIO! Non per scelta, ma per constAZIONE. Fatto di molti INCONTRI, nuovi o vecchi, ma sempre RINNOVATI.

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  4. Riflessioni molto interessanti.
    Ciao Gus.

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    1. SI! Hai interesse?
      Cos'è l'uomo per interesSARTI?
      E il FIGLIO dell'UOMO affinché lo CUSTOdisca?

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  5. Singerfrapp,l'opposto di superbia non è umiltà, bensì pusillanimità.
    Non voglio farla lunga, ma De civitate Dei, l'ha scritto Agostino da Ippona che si accorge dei pericolo di tale definizione e, sveglio com'è, ristruttura la questione e sostiene che l'eccellenza è una virtù, ma, finissimo pensatore qual è, la chiama magnanimità (non più superbia ndr). In De malo S.Agostino dice che " Se il desiderio tende all'eccellenza secondo la regola della ragione divinamente informata, sarà un desiderio retto e appartenente alla magnanimità"
    E continua: " Se qualcuno si allontana per difetto da questa norma, incorre nel vizio della pusillanimità; se invece eccede, ci sarà vizio di superbia, come indica lo stesso nome; infatti insuperbirsi non è nient'altro che eccedere la misura nel desiderio di eccellenza."

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    1. Non è questione di ECcedere ma di eccelLENZA.
      Altrimenti non comPRENDEREMO il VERO POTERE nel SERVIZIO.
      C'è una bella differenza nel PASCERE le PECORE rispetto a raccogliere la cacca ai CANI.

      Se UNO è PORTATORE di LUCE VERA ... chi potrà spegnerla?
      E chi più di altro vi potrà liberare se non CHI VELA toglie la libertà.

      Perché si supplica un AGNELLO di DIO per venir SALVATI?

      Può un amico sacrificARSI per CHI dovrebbe CAPIRE chi è l'AMICO, anzi di PIU' di un AMICO in se stessi, ma lo SPIRITO della VITA in TUTTI NOI.

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    2. Quindi per combattere la superbia bisogna essere un po' pusillanimi e per combattere la pusillanimità essere un po' superbi?
      Non credo molto nei dualismi in cui bisogna trovare un giusto mezzo che non si trova mai.
      Penso che bisogna essere veri, vivere in verità e dunque rifuggire sia la superbia che la pusillanimità.
      Due facce appunto della medesima medaglia: l'incertezza...il vagare senza conoscere.

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    3. In effetti oggi mi sento un po' pusillanime.

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    4. Ti SENTO SOLO un po' rINTRONAta.
      La medaglia HA SEMPRE DUE FACCE e tu cerca di mostrare SEMPRE quella GIU'STA' al MOMENTO GIU'STO'.

      Cesare è impresso in ambo le FACCE?

      Non sai che IN VERITA' la VIA di MEZZO è impossibile MANTENRLA?
      O TESTA o CROCE!

      XCIO' impara da chi VENNE per CHI pretendeva la VIA di MEZZO per POI chiedere AIUTO come CADERE.

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    5. Ma infatti, l'ho scritto prima io, con altre parole però: il giusto mezzo non esiste...e chi dice poi che sia giusto?

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    6. Mi spiace se ti senti un po' giu comunque.

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    7. Mhm....io pensavo che esistesse una terza via in effetti...ma non nel mezzo...una diversa, senza facce.

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    8. Io posso sempre risalire con il MIO MEZZO.

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    9. Esiste il GIUSTO interMEZZO ma non è sempre lo SPESSO. Cioè al CENTRO!

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  6. Non usi più crome Gus?
    "notte!

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    1. Il browser Chrome lo usavo quando il sistema operativo era il vecchio XP. Ora con W7 il browser è I.E.10 ,di gran lunga migliore di Chrome.
      'notte.

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  7. Non faREI tanta distinzione tra peccati corpoREI e SPIRITuali.

    PreferiREI approfondire la METAmorfOSI di queste ... Sensazioni?

    La SUPERBIA è AMBIGUA e passa anche attraverso una certa UMILTA'.
    Se non si COMPRENDE la VERITA' è inutile girarci nella FALSITA'. Cioè verità che teme TROPPA LUCE.

    Anche la prePOTENZA preSUNTUOSA PASSA attraVERSO la CROCE.

    Scese o cadde dal Cielo per NOI?
    Si SOTTOmise o FU sotto MESSO dal PADRE per SALVARE tutti NOI?

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    1. Nel punto di morire consegnò il suo Spirito al Padre. Non il corpo perché da Risorto doveva fare chiacchiere con gli apostoli, con Tommaso in particolare.
      Ma senza Spirito come faceva a soffiare lo Spirito Santo?
      I Vangeli si contraddicono, tra ladroni malvagi e ladroni che vanno in Paradiso.
      La consapevolezza di avvicinarsi a Cristo non è superbia ma una presa di coscienza del proprio essere. La superbia, invece è fine a se stessa e vive pensando al proprio ventre.

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    2. In fondo il protagonista della domenica delle palme è il gallo che canta e ci svela che siamo persone che rinnegano Cristo.

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    3. Ti sei riCHIUSO come un riccio. Non sarò io ad aprirti ma la tua voglia di smettere di aver PAURA.

      Molte contraddizioni si SUPERANO nel VIVERLE.

      Non faccio distinzioni tra CATTOLICI e ORTOd'OSSI e nepPURE tra proTESTARDI.

      Maledetta TORRE di Babele che ha portato a contraddirsi CHI sa benissimo come ritornare in CIELO.

      I malfattori non erano ladri, anche se rubavano per finanziarsi la RIVOLUZIONE.

      SCRIVERO' più CALCATO, ma non spiegherò, lo SFOTTO' di Erode a quel Giovanni che voleva LIBERARE il POPOLO ABBA'nDONATO.

      VADO

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    4. Lc 23,48 ... vedi SPETTACOLO!
      XcuoTiTi il PETTO e chissà che trovi l'anima abortita.

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  8. Serve il distacco per ammirare un volto. Se ti avvicini troppo finirai per vedere una narice, oppure un neo sul mento. E' capitato a filosofi credenti, come Vattimo, che sono diventati atei.

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    1. Più che distacco E' una SEPARAZIONE tra quello che si muOVE e quello che fa MUOvere. Come tra cosa muore o CHI le fa morire.

      La VIA è simile ma è nel LIMITE la Conoscenza.

      O si diventa aTEO o TEO.

      Tra PADRE e FIGLIO c'è di mezzo un cC'èl LO?
      COLON...bhà?

      Tu TELO 6 SENTITO peneTRArRE o PO'sARE?

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    2. In verità oggi si dovrebbe mantenere una certa distanza da ben altro
      In un volto puo esprimere una verità certa di cui noi, tanti di noi, non sarebbero capaci...e non è per difetto.

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  9. Quando ho letto le "confessioni"...:(
    il mio pensiero è stato di comprendere se un’anima perfetta o meno...(quella di un santo lo è?) possa far uso di un tale modo violento di esprimersi...
    devo dire che nemmeno lui non si è fatto mancare nulla!

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la paranoia è un disturbo della personalità