mercoledì 13 febbraio 2013

Perché non parlare del meden agan



Non ha alcun senso parlare di democrazia prescindendo da un altro concetto che fa coppia: la tragedia.
Non rimane altro che la retorica della democrazia, se essa idea è disgiunta da un senso della vita, che è il senso del tragico.
Atene può inventare la democrazia perché ad Atene c’è la tragedia, intesa, è vero, come rappresentazione teatrale, ma soprattutto come senso del tragico che era patrimonio culturale di ogni ateniese.
Cosa è il senso del tragico, il senso della tragedia greca se non il meden agan, se non il niente che sia di troppo. Niente che superi il limite? E qual è questo limite che l’Uomo ha? Dove inizia il limite oltre il quale il comportamento umano diventa hybris? Nessuno lo conosce a priori: si viene a conoscenza di averlo oltrepassato quando sopraggiungerà la punizione divina (del dio greco, sia chiaro), inevitabile e necessaria, per ristabilire l’equilibrio rotto.
E’ proprio la difficoltà di rintracciare questo confine, il senso tragico dell’Uomo, il senso tragico dell’esistenza.
Ma è anche vero che la percezione del senso tragico induce ad un “agire” che non sia un “fare”.
  Non c’è democrazia né ci potrà essere, se non in una forma comicamente retorica o di vuota forma, in una società che ha fatto imperativo esistenziale il superamento di ogni limite.
Possiamo ritenerci padroni del nostro destino, ma non senza rilevare che questa pretesa possiamo esercitarla entro un limite preciso, il meden agan. Ecco l’equilibrio esistenziale e tragico: la consapevolezza del limite ed il desiderio di essere protagonisti: questo equilibrio era la democrazia ateniese, era ed è la democrazia.
Ecco perché la partita non è politica, bensì culturale.



 

9 commenti:

  1. Non c’è democrazia né ci potrà essere, se non in una forma comicamente retorica o di vuota forma, in una società che ha fatto imperativo esistenziale il superamento di ogni limite.


    Ogni riferimento al papa in pensione è puramente casuale.

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  2. Sembra una contraddizione!
    "Notte serena Gus!

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  3. Ciao, ti sono vicina in questo confuso e trise momento! :)

    Ps Superamento di ogni limite? ma solo quando fa... comodo, Gus?
    Arriverai anche tu a 86 anni! Un pater a chi sarà vicino a te! :(

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    1. La figura del papa è quasi irrilevante. Quello che mi angoscia è una domanda: "Perché è accaduto?".

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  4. La democrazia è ovviamente una cosa spesso solo formale, ma non potrebbe essere altrimenti... :)

    Moz-

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    1. Giusto. E' sempre una maggioranza che guida il paese.
      Più questa maggioranza è imparziale, cioè si avvicina alle esigenze della minoranza e maggiori sono le probabilità che ci sia democrazia reale
      Ciao Miki.

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    2. Sì, ma questa cosa è vagamente utopica... Non credo possa esserci una maggioranza imparziale.
      Chi va a governarci è chiaro e scontato che pensa anche (anche?? soprattutto!!) al tornaconto personale o al tornaconto della propria categoria :)

      Moz-

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    3. Nella reltà è così.

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  5. Queste somigliano molto alle riflessioni di Pietro Barcellona.
    Molto interessante non so se l'hai mai letto.
    Io ho letto: "La parola perduta".

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