sabato 2 febbraio 2013

Per un attimo immenso ho ritrovato il mio nome





Sere fa ho rivisto la coppia di suonatori ambulanti ai quali, tempo fa, regalai un libro invece che qualche euro. Venivano dall’Ucraina; lei, un violino, lui, una fisarmonica. Posai nella custodia della fisarmonica, aperta per accogliere le offerte dei passanti, un romanzo che narra gli accadimenti occorsi durante lo studio e le prove della Grossa Fuga di Beethoven. Il titolo è: “Per un attimo immenso ho ritrovato il mio nome.” E’ un romanzo duro nel quale si muovono i personaggi del quartetto di archi: due di loro, ossessionati dalla ricerca di qualcosa che restituisse un senso alla memoria del loro passato, di qualcosa che ricomponesse i loro ricordi in un quadro mnemonico di senso compiuto. Mi piacque credere che quella coppia di ucraini, sballottolati a migliaia di chilometri dalla loro casa, potessero ritrovare il loro nome nella musica, invece di sentirsi fantasmi vaganti per le strade d’Italia. Non sapevo se avessero una conoscenza della lingua italiana che permettesse loro la lettura del libro, ma non m’importò: certamente avrebbero compreso che si trattava della Grossa fuga di Beethoven. Di una musica… ma sì, forse fate prima a sentirla.
Ieri sera li ho rivisti ed ascoltati. Lui sempre uguale, con la sua giacca di pelle ed i jeans, suona ancora meglio di quanto facesse. Lei è diventata bella, curata, indossava una gonna alla moda, calzava stivali, si è fatta crescere i capelli e li ha tinti di scuro; ma non suona bene come qualche tempo fa. Succede. Succede quando…
Quest’anno, dopo tanti anni, quest’anno la notte di Natale l’ho trascorsa a casa. Ho giocato con i cani. Poi mi sono infilato in una vasca di acqua bollente e mi sono tirato su l’acqua calda come fosse una coperta.
Loro erano pronti a staccare il tempo, laggiù. Li vedevo come si vede un film proiettato dagli occhi per gli occhi, sulla parete.
Li ho sentiti alle prove.
Sprofondato su uno sgabello, nella penombra, quando sentii una testa poggiarsi sulla spalla. Mi voltai, conoscendo bene a chi appartenesse quella voce: a due occhi grandi grandi e disordinati.
- Allora sei tornato per suonare con noi? chiese con quel suo modo sparpagliato di pronunziare le parole.
- No, sono tornato per sentirvi. Dai, adesso va’ a prepararti ché fra poco cominciate…
- Però io dispiaccio…
- Si dice “mi dispiace”. Ma adesso va’ a preparati, se no dispiaccio pure io…
Quella ragazza ucraina non suona più bene.
Perché? Perché adesso recita la musica ad un pubblico, anziché suonarla? Sente il pubblico e non sente più la musica? Succede. E quando succede è la salvezza. E che si strafotta la musica! Perché quando sei bambino, nemmeno capisci cosa significhino le parola “un certo talento”: credi sia un gioco e giochi. E aste e crome e aste e solfeggio e poi, all’improvviso, da quell’ammasso di ferraglia e legno, esce un suono, poi una melodia; credi si tratti di un gioco, sei piccolo, che ne sai che non sarà così? Nessuno ti spiega che non è così e aste e crome e crome ed aste e crome ed aste e ancora crome ed aste. E quello che si dice essere un “dono” è piuttosto una disgrazia, una fottuta disgrazia. Ma sei piccolo e non lo sai, e nessuno te lo dice, e tu continui a credere sia un gioco.
Quella ragazza ucraina non suona più bene. Succede.
Un giorno le mani non vanno più come dovrebbero andare, non seguono le inclinazioni della testa. Manca loro la forza, l’energia. A volte non riesci nemmeno a svitare il tappo della bottiglia di acqua e resti a guardarla rabbiosamente che la scaraventeresti contro un muro.
Se non fosse per quella fottutissima tastiera, non ti sentiresti mutilato e non malediresti il giorno che ci hai poggiato le mani per la prima volta. Ma eri soltanto un bambino, cosa ne sapevi?
Tu, perché non me lo hai detto, perché?
Quella ragazza ucraina non suona più bene. Succede.
Adesso i ragazzi staranno attaccando con i loro tamburi. L’acqua comincia a raffreddarsi.
… tum tum tum tum.
Tum tum tum tum... forse non è stato tutto sprecato. Forse, non è stato tutto inutile, forse…tum tum tum... tum... Forse non è stato tutto sbagliato.

 
MARL
 
 
 


18 commenti:

  1. Hai usato due parolacce, secondo me non dobbiamo più frequentarci :p

    A parte scherzi, mi è piaciuto questo racconto.
    Innanzitutto ti dico: sicuro che questaa band degli Urali abbia apprezzato un libro piuttosto che dei soldi spicci?
    All'inizio li hai descritti come fossero zampognari.

    Non suona più bene. tum tum tum tum
    Forse era giusto così ;)

    Moz-

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    1. Hanno apprezzato il libro.
      Ne sono certo.

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  2. Un racconto che fa molto riflettere....

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    1. La ragazza ucraina suonava per il piacere di ascoltare la musica, ma quando la sua musica è diventata un bene da vendere è cessato l'amore e anche la poesia.
      Ciao Simona.

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  3. Ciao Gus, con libri o riviste solo mangiare. Tendo a richiamare l'attenzione delle persone che suonano strumenti per la strada, piuttosto che il semplice eco che fanno bene o male. Beh, almeno abbiamo rapporti.

    In molti villaggi del mio paese, alle porte dei supermercati ci sono alcuni personaggi che, anche se sono stato offerto un posto di lavoro, quello che hanno rifiutato dicendo che è più facile soldi in beneficenza. Nel saccheggio ordine ovunque. Godetevi la vostra bella storia di gettare il mio parere, si gode la giornata.


    Hola Gus, con libros o con revistas poco comerán. Me suelen llamar la atención las personas que tocan instrumentos en la calle, más que el mero hecho de que lo hagan bien o mal. Pues al menos se establece un intercambio.

    En muchos pueblos de mi tierra, en las puertas de los supermercados hay algunos personajes que a pesar de que se les ha ofrecido trabajo, lo han desechado alegando que es dinero mas fácil el de la limosna. En fin pillaje en todos los sitios. Aproveche tu bonita historia para lanzar mi opinión, Que disfrutes del día.

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    1. Il più facile è la morte dell'uomo.
      Ciao.

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  4. Un racconto bellissimo e terribile... un pò come la vita.

    Grazie Gus... :-)

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  5. Un bellissimo racconto, originale l'idea di lasciare un libro al posto dei soldi. Il libro sicuramente avrà lasciato il segno..il denaro è sempre uguale, la normalità.
    Buona domenica a te :)

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    1. L'idea forse era buona ma la ragazza non l'ha recepita.
      Ciao Saray.

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  6. Poiché sono molto impegnata con... lo studio per qualche giorno non potrò curare il blog; intanto ripropongo quello che ho scritto qualche mese fa su Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome di Roberto Cotroneo, una recensione già pubblicata sul blog del mio amico Carlo e che ha ottenuto un solo commento……ma dello stesso Roberto Cotroneo (GRAZIE CARLO!!!!!)! ]
    Grazie GUS!!!!

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  7. si saranno stupiti?Mi piacciono gli artisti di strada.Di solito hanno fretta di raccogliere qualche soldino...poi se ne vanno per altre strade. Ciao Gus

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    1. I musicisti hanno un fascino particolare.
      Ciao Lucia.

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  8. la passione e il talento miscelati con la libertà raggiungono vette altissime. Genio e “regolatezza” mal di coniugano anche se talvolta sono necessarie le regole. E capita di non suonare più bene perchè si suona per gli altri e non più per se stessi. Un pò la differenza tra artista e mestiere d'arte. ciao gus.

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    1. Ciao Brunella.
      Molti artisti sono diventati grandi per il disinteresse verso il guadagno.

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  9. Una volta ad un povero che chiedeva l'elemosina offrii da mangiare. Rifiutò. Non aveva fame. Voleva solo i soldi per le sigarette. Ciao Gus. Certi tuoi POST sono troppo impegnativi.

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    1. Ciao Antonietta.
      Il significato della storia è che quello che facciamo per amore diventa sempre pià bello, mentre si regredisce se la molla che spinge a fare è solo il denaro.

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