domenica 17 febbraio 2013

Marinai inglesi si aspetta che facciate il vostro dovere

Ma invece di startene in mezzo ai selvaggi terrificanti della politica italiana, perché non te ne vieni qui? Ho steso su un tappeto una mappa di almeno due metri quadri (la cui ricerca ha fatto disperare il mio fornitore di carte, il quale si lamenta sempre, ma si diverte come un pazzo a cercarle ed a trovarle), ho sistemato le bandierine rosse per la flotta di Nelson, gialle per quella di Villeneuve
Ah, indossa i pantaloni perché, dovessi indossare la gonna, potresti procurare un rinvio della resa dei conti.
Il vento spira da nord ovest, la flotta di Nelson è sopravvento rispetto a quella di Villeneuve, che cerca riparo in porto essendo stata intercettata.
Ma Nelson vuole che tutte le sue navi godano del favore del vento e, perciò, le fa schierare in linea, una dietro l’altra. Villeneuve, invece, le dispone come da manuale: affiancate; a poppavia ha la terra, che gli preclude la fuga, di fronte la spada che punta al suo cuore. Il vento costringe il naviglio di Villeneuve alla bolina ed a stringere le distanze fra nave e nave, perciò ogni nave è sbandata. La linea delle navi di Nelson, invece, manovra come un corpo di ballo. Ha il vento al giardinetto che le tiene composte, in perfetto assetto.
La poppa di ogni nave di Nelson non deve mai attraversare il vento per cambiare di bordo; quindi, ogni nave inglese non presenterà mai la poppa a quelle di Villeneuve che, per converso, per cambiare di bordo, almeno una volta su due, sono costrette ad abbattere, rischiando la straorzata ed offrendo, al fuoco nemico, la poppa, la parte più vulnerabile della nave.
Insomma, il fuoco dei cannoni inglesi sarà molto più rapido di quello dei francesi ed anche più preciso, avendo le navi un assetto equilibrato. Da come sono sistemate le navi, non c’è più partita. Ma Villeneuve non può più scappare.
La Victory è la capofila della linea inglese, Horatio Nelson ordina al secondo ufficiale di chiamare le segnalazioni; si alzano le bandierine che disegnano il messaggio:
“Marinai; l’Inghilterra si aspetta che facciate il vostro dovere”.
Sta per iniziare la battaglia di Capo Trafalgar.
Dopo questa battaglia, accadrà una cosa assai curiosa e che non riguarda gli assetti geopolitici: per tradizione e per rispetto, i marinai inglesi, quando si rivolgono ad un Ufficiale di qualsiasi Marina, lo appellano con il titolo di “sir”. Dopo quella battaglia, il “sir” non si usa più per gli Ufficiali della Marina francese.
Il fischietto del nostromo sibila come se urlasse:
“A collo trinchetto e mezzana”.
E risponde l’urlo:
“Aye aye Sir!”
E’ cominciata la battaglia di Capo Trafalgar.



1 commento:

  1. La bellissima foto della ragazza con l'ombrello è di Maximilian Berovsky.

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