domenica 3 febbraio 2013

Il filosofo Galimberti esterna sbagliando


Tra cristianesimo e marxismo c'è una profonda e sotterranea parentela che non consiste tanto nella pretesa di educare l'umanità, quanto in una concezione del tempo, non più cadenzato sui cicli della natura, come lo era per i Greci, ma sui processi della storia carichi di promesse salvifiche, utopiche e rivoluzionarie. Se non si comprende questo, si rimane, come i più rimangono, in quella visione superficiale che contrappone il cristianesimo al marxismo sulla base dell'affermazione o della negazione dell'esistenza di Dio, che marca la differenza e nasconde quella sotterranea visione del mondo che li accomuna.
A differenza dei Greci, per i quali il tempo, in quanto eterna ripetizione dei cicli della natura, non ospitava alcun senso, per la tradizione giudaico-cristiana, il tempo è fornito di "senso" dove «alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato». E quando il tempo è fornito di un senso, nasce la "storia", dimensione del tutto assente nel mondo greco, dove gli "storici" Erodoto, Tucidide, si limitano a narrare le vicende di cui furono testimoni. Del resto la parola "hìstor". in greco, significa "testimone".
Una volta tradotto in storia, gli eventi che accadono nel tempo sono sottratti alla loro insignificanza e proiettati verso una finalità: che per il cristianesimo è la salvezza che si realizza nell'altro mondo e per il marxismo il miglioramento della condizione umana da realizzare in questo mondo. Per quanto differenti siano gli obiettivi, ad accomunare le due visioni del mondo è la visione "escatologica" del tempo, dove alla fine (éschaton) si realizza quello che il cristianesimo annuncia e il marxismo si ripromette. La promessa cristiana non ha verifiche e la promessa marxista è storicamente fallita, ma non è esaurita la visione ottimistica della storia con cui il cristianesimo ha animato l'Occidente, contagiando col suo ottimismo la scienza che guarda il futuro non alla maniera greca come eterna ripetizione del passato, ma come "progresso", la sociologia come miglioramento delle condizioni umane, e in generale tutti i saperi le cui ricerche sono promosse dalla fiducia nel futuro che il cristianesimo e non altri ha istillato nella nostra cultura.
Ma se è vero come ha annunciato Nietzsche che «Dio è morto», perché «non fa più mondo», dal momento che se tolgo la parola "Dio" non ho difficoltà comprendere il mondo contemporaneo, mentre se tolgo la parola "denaro" o la parola "tecnica" con tutta probabilità non capirei più come si muove il mondo, allora anche l'ottimismo che il cristianesimo ha immesso nella cultura occidentale, si spegne e. dalla "storia" carica di senso, si torna al "tempo" come successione di giorni senza finalità. Il denaro e la tecnica, infatti, non hanno altro scopo che il proprio accumulo (il denaro) e il proprio auto potenziamento (la tecnica), per cui non sono più "mezzi" per conseguire una finalità, ma, come oggi constatiamo sulla nostra pelle, "fini" da raggiungere in sé e per sé. Per chi non si rassegna a vivere in un tempo senza finalità, per chi non rinuncia a una visione escatologica del tempo come il cristianesimo e come il marxismo, non vedo che difficoltà si frapponga a un loro incontro, magari in nome del Vangelo, dove ai poveri era promesso un riscatto in «nuovi cieli e in nuove terre» per il cristianesimo, su questa terra per Marx.


 


 


38 commenti:

  1. Sono d'accordo con te: il marxismo non è poi tanto lontano dal cristianesimo, in quanto a visione "escatologica" del Tempo.

    Secondo me non è vero che senza Dio posso comunque riuscire a comprendere questo mondo: io per esempio, posso riconoscerlo non solo nel mio prossimo, o dentro di me, ma anche nella Natura che si ripete con i suoi cicli... :-)

    I tuoi post sono sempre interessanti e speculativi.
    Ciao Gus.

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    1. L'ineluttabilità della realizzazione dei progetti di salvezza sono sbagliati sia nel marxismo che nel cristianesimo.
      L'utopia comunista lo ha già dimostrato, nel cristianesimo l'affievolirsi della fede si accinge a dimostrarlo.
      Ciao Rose.

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    2. Significa che non credi ad un progetto di salvezza divino, come non credi nella realizzazione di un miglioramento della vita umana?

      Il comunismo ha fallito, ma nuove forme di solidarietà fraterna nel mondo stanno prendendo piede; il cristianesimo è ancora vivo e pulsante, anche se la fede è tiepida... fede e cristianesimo, purtroppo, non sono sinonimi.

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    3. Rose, qui è spiegato tutto:


      Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: “C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé. Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi”.
      E il Signore soggiunse: “Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente.
      Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

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    4. Il passo del Vangelo mi ricorda le parole: "bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete, chiedete e vi sarà dato." che ripeteva Padre Pio.

      La domanda finale è destinata a restare senza risposta... chi può dirlo?

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    5. Sì, Rose, tutto quello che appartiene alla volonta di Dio è indecifrabile per l'uomo, per questo in teologia si chiama Mistero.

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    6. Mistero della fede... appunto! :-)

      ciao Gus

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  2. Citando il mio fumetto preferito, "si vive una volta sola, altre certezze non le abbiamo", pertanto pur essendo fallito, preferisco la visione del raggiungimento di qualcosa di meglio QUI, in questa vita, e non in un'altra che FORSE ci potrebbe essere.

    Ma comunque, io, per come sono fatto, non credo nei progetti di salvezza, nel senso che... salvezza da cosa? Il mondo è questo, e magari puoi migliorartelo in piccola scala.

    Moz-

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    1. Giusto.
      Come puoi rispondere all'interrogativo fondamentale che Cristo ti rivolge: "E tu chi dici che io sia?". Tu non hai visto il paralitico guarito, non sei stato alle nozze di Cana, non hai assistito al funerale di Naim.

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    2. Io rispondo semplicemente dicendogli: non ci sono prove CERTE storiche che tu sia esistito. Non sei come come Cesare, come Giovanni Paolo II, come -purtroppo- Berlusconi.
      E taglio la testa al toro.
      Anzi, all'Agnello :p

      Moz-

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    3. Rispondendogli affermi la sua esistenza.
      Non farlo.
      Ciao Moz

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    4. Ahaha, hai ragione, ma se lui me lo chiederà significa già che esiste, e io gli rispondo in quel modo per farlo dubitare della sua stessa esistenza... :p

      Moz-

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    5. Mo te Moz zico.
      :)

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    6. Ahaha, ma se sei una MOZ-zarella :p

      Moz-

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  3. Tutto troppo difficile per me!
    A Moz "Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella Sua gloria? (I discepoli di Emmaus) I Vangeli sono troppo belli per non leggerli! Ciao a tutti

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    1. Galimberti ,dopo aver scritto libri di filosofia copiando autori che nemmeno cita, è stato rapito dalla noia e ha cominciato a sparlare.
      Lui considera la vita eterna come la peggiore delle utopie perché ritiene impossibile per l'uomo il passaggio dall'io al noi. Ha sbagliato anche con la filosofia greca.
      Ciao Lucy.

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    2. Lucia, ma non parliamo di fatti storici successi, ma di fatti BIBLICI, appunto cose narrate (peraltro goffamente) nei Vangeli (che comunque conosco e leggo, ho i soli vangeli + atti degli apostoli nel comodino).
      Quindi, tu puoi dirmi che sono stolto o tardo di cuore, io ti dirò che, in base ai vangeli, CI CREDO, esattamente come in base alla lettura di Topolino credo a Topolino.
      Ma mi riferivo proprio ad un campo più... certo :)

      Moz-

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  4. Galimberti, come dici bene ha copiato.
    Anni fa mi era capitato di leggere su una rivista un suo intervento, dove per giustificare le sue tesi anticristiane e anticlericali, di omofobia di san Paolo ecc ecc, citava dei passi. Tu li vedevi scritti, citati, e dicevi "ma guarda", questo Galimberti tiene proprio ragione.
    Poi però sono andato a leggermi i passi citati, e sorpresa aveva preso dei pezzi, frasi qua e là, per giustificare le sue tesi farlocche. Aveva tolto ogni frase dal suo contesto togliendogli il significato originario.

    Per questo dubito che Marxismo e Vangelo si possano incontrare. Forse potrà accadere nel momento in cui il marxismo non sarà più il marxismo in quanto negazione dell'anima che vi è nell'uomo.
    Per cui il miglioramento della condizione dell'uomo che persegue Marx se non passa attraverso la storia di Gesù scritta appunto nella vita e nella storia dell'uomo, è cosa vana.

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    1. Nel luglio del 2011 Umberto Galimberti è stato ufficialmente richiamato dall'Università di Venezia, di cui è uno dei professori, a volersi attenere alle corrette regole di citazione degli scritti di altri autori.

      Tutto ha avuto inizio quando in seguito a un articolo de il Giornale dell'aprile 2008 è emerso che il professor Galimberti avrebbe copiato "una decina di brani" dell'autrice Giulia Sissa per il suo L'ospite inquietante. Galimberti ha ammesso di aver violato il copyright riservandosi di riparare al danno. Ciò non ha comunque soddisfatto la Sissa perché «quello di Galimberti non è stato un chiedere scusa, piuttosto un cercare delle scuse, un patetico arrampicarsi sugli specchi».

      Con il passare dei giorni sono emersi altri precedenti analoghi, infatti anche per Invito al pensiero di Martin Heidegger (1986) Galimberti copiò parti significative di un libro del collega Guido Zingari. I due arrivarono a un accordo che prevedeva l'ammissione da parte di Galimberti dell'indebita appropriazione intellettuale nelle successive edizioni del libro e Zingari si impegnasse "a non tornare più sulla questione". Oltre a Giulia Sissa e Guido Zingari sono stati copiati testi di Alida Cresti, Salvatore Natoli e Costica Bradatan, professore della Texas Tech University.

      Riccardo, quest'uomo è un pagliaccio. Quando parla di San Paolo, il vero fondatore della Chiesa cristiana, deve sciacquarsi la bocca con l'aceto.

      Ciao.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Non so niente di Angelo.
      Non so se qualcuno mi conosce.
      Non so niente di quello che accade a FB
      Le risposte devi farle qui.
      Tra me e te non c'è nulla di particolare.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Non ho mai detto ad Angelo di non accettare i tuoi commenti.
      Sì, il tuo commento a questo post devi scriverlo qui, se vuoi.
      Ora basta con queste storie.

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  6. Per me la storia non ha un movimento nè circolare nè in linea retta, ma a spirale.
    C'è una sorta di ciclicità, ma anche un punto di inizio ed un punto finale.

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    1. Sono soltanto ipotesi filosofiche.
      Ciao.

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  7. Singerfrapp, ho trovato i movimenti:



    La concezione del tempo ciclico [modifica]

    Nella civiltà greca (come in quella romana), il tempo è vissuto come ordine misurabile del movimento, ossia come misura del perdurare delle cose mutevoli e come ritmica successione delle fasi in cui si svolge il divenire della natura. In questa cultura, troviamo una visione antropomorfica della mitologia classica e una visione naturalistica della religiosità orfico-misterica. Ne deriva un'elaborazione di teologia della storia su un duplice piano:
    l'uno riguardante la struttura della narrazione
    l'altro concernente la ripetitività degli eventi

    Dalla visione antropomorfica della mitologia classica deriva la continuità degli eventi tra la storia degli dèi e quella degli uomini. Tale continuità viene garantita dalla figura dell'eroe prodotta dal connubio tra perfezione e immortalità divina e imperfezione e mortalità umana. La storia degli dèi rispecchia, anticipa e spiega la storia degli uomini, ma viene costruita a partire da quest'ultima.
    Dalla visione naturalistica della religiosità orfico-misterica si evince l'idea del ciclo come perenne ritorno in senso naturalistico, dove si stabilisce un'alternanza tra vita e morte, progresso e decadenza, fortuna e disgrazia.
    Il tempo, quindi, sempre si ripete e sempre è succube del fato, elemento essenziale di questa concezione temporale. Il tempo non può essere altro che la ruota in cui tutti gli esseri eternamente rinascono.

    Il tempo ciclico è un concetto cardine della filosofia indiana e della filosofia buddhista.

    Il concetto dei corsi e ricorsi della storia (e quindi di tempo ciclico) è di Gian Battista Vico. Esempio di ciclicità vichiana della storia può essere l'alternanza di periodi parlamentari (democrazia greca, repubblica romana, comuni, regni costituzionali, democrazie) e imperiali (i re di Roma, l'Impero romano, le signorie, il fascismo). Altro esempio, in campo economico, è l'alternanza di periodi di espansione economica e periodi di crisi.

    Da un punto di vista prettamente scientifico, è totalmente privo di fondamento ed è da considerare:
    logicamente ascientifico, ovvero si basa su un'induzione che procede dal particolare all'universale:"la maggior parte dei fenomeni naturali procede esclusivamente in maniera ciclica (es.le stagioni, la nascita e morte degli uomini etc.), la storia dell'umanità è un fenomeno naturale, dunque la storia dell'umanità progredisce esclusivamente in maniera ciclica", ed è praticamente lo stesso modo col quale ragiona il tacchino induttivista di Bertrand Russel;
    fisicamente ascientifico, in quanto la meccanica statistica di Ludwig Boltzmann dimostra l'irreversibilità dei processi termodinamici, sostenendo che l'entropia nell'universo aumenta progressivamente per quanto riguarda la materia inorganica, mentre nella vita l'entropia progredisce negativamente (negentropia), e da ciò ne consegue che la materia vivente e/o il suo dominio intellettuale (la tecnologia) è predisposta ad avere uno sviluppo progressivo (per quanto complesso e non privo di contraddizioni e riflussi).

    Bisogna aggiungere inoltre che ritenendo ogni evento cosmico reversibile per opera del "fato", la concezione ciclica del tempo nega ogni utilità all'agire dell'uomo per produrre un cambiamento nel futuro, deresponsabilizzandolo nei confronti del mondo. L'uomo, essendo per definizione creatore, viene spogliato di ogni sua dignità e ridotto alla stregua di un animale in balia degli eventi naturali, dei bisogni fisici e della gerarchia (chiamata in maniera poetica Volontà di potenza).

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  8. La concezione del tempo lineare [modifica]

    Nel contesto biblico e coranico è introdotta la concezione del tempo procedente a senso unico, dove lo svolgimento storico dell'umanità è irreversibile, senza possibilità di ritorno e con una serie di istanze nelle quali le libere decisioni dell'uomo, con il loro apporto di male o di bene, sono destinate a rimanere tali per tutta l'eternità.
    Si hanno, dunque, due significati del tempo storico:
    il primo concernente la relatività e la contingenza degli eventi umani che si svolgono nel flusso apparentemente casuale del divenire storico;
    il secondo evidenzia, nell'intero processo temporale, delle scansioni che in realtà, in quella forma e in quella caratteristica, sono destinati a prodursi una sola volta nell'intero corso del divenire storico. Ne deriva, evidentemente una visione provvidenziale del tempo in cui Dio agisce a favore dell'uomo.

    La concezione del tempo a spirale [modifica]

    Alternativa alla concezione del tempo come ripetizione, ma anche a quella che vede il tempo come progresso, troviamo la concezione secondo cui il tempo segue determinate fasi per una legge eterna che lo governa e lo governerà necessariamente, ma, tali ripetizioni si differenziano dall'essere cicliche dal momento che si conducono comunque verso un progredire (come dire che il tempo segue dei semicicli progressivi). In questo si ritrova lo schema tesi-antitesi-sintesi di Hegel (quindi anche dell'Hegelismo) e di Marx (quindi anche del Marxismo e del Comunismo).

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    1. Anche nell'Apocalisse di San Giovanni c'è un movimento a spirale secondo me.
      Ora non ricordo bene perchè era un tema che avevo approfondito al secondo anno di studi, ma mi pare che quando si susseguono tre serie di sette, sigilli, trombe e coppe, vanno letti a spirale, nel senso che il primo sigillo corrisponde alla prma tromba che corrisponde alla prima coppa, etc.
      Ma forse non ricordo bene o mi sbaglio.
      Come sempre, spero di non suscitare le ire di chi è più ortodosso di me nelle esegesi.

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    2. Singerfrapp, manca la propulsione al progresso, che è la caratteristica principale della concezione del tempo a spirale.
      Ciao.

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    1. Mai frequentato FB. Se qualcuno parla di me non lo so e nemmeno posso impedirlo.
      Basta con i pettegolezzi del web. A me non interessano.

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    1. Ho tolto un commento cancellato da te.
      R%iguardava Galimberti?

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    1. Non ho cancellato.
      Di quale commento parli?

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    1. Secondo te io la notte mi alzo dal letto e cancello i tuoi commenti?
      Saro sonnambulo.

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