mercoledì 6 febbraio 2013

Guardare dove tutti gli altri non guardano



Marco Polo ha scritto che le città credono di essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altra bastano a tener su le loro mura.

D'una città non godi le sette o sessantasette meraviglie, ma le risposta che dà a una tua domanda.

Analogamente al testo di Italo Calvino che oscilla fra il racconto filosofico e quello fantastico-allegorico ed in cui Marco Polo descrive le città sempre guardandole dove tutti gli altri non guardano, verso i dettagli che ad altri paiono invisibili.

Non si trovano città riconoscibili ma l'immagine di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici.

Nel romanzo "Furia" Salman Rushdie definisce New York una città di mezze verità ed echi che in qualche modo domina la terra. Si può odiare questo dominio oppure si può cerebrarlo, o ancora rassegnarvisi, ma resta un fatto: New York è il plesso culturale della realtà americana, in tutto il suo eclettismo, la sua emotività, la decadenza, l'intelligenza e il potere.

Le mezze verità non sono sufficienti perché l'uomo occidentale, malgrado il suo sapere corre il rischio di arrendersi davanti alla questione della verità.

New York è la città ideale per chiedere:" Voi cosa state cercando?" e chiedersi: "Io cosa sto cercando?".

La curiosità di una domanda allarga la ragione perché dilata l'orizzonte del conoscibile.

Il cuore intuisce già che l'orizzonte è più ampio di quanto il mondo oggi affermi.

La nostra capacità di indagare le cose con la ragione è ispirata dal presentimento del cuore che esiste qualcosa di più grande. Si chiama esigenza di infinito o brama di verità









16 commenti:

  1. Il cuore della città è la sua forma e la forme d'un ville/ change plus vite, hélas!, que le coeur d'un mortel.
    Perciò ci sono molte città nelle città, visibili e invisibili, felici e infelici, piene di sogni e segreti fourmillante cité, cité pleine de rêves, /où le spectre en plein jour raccroche le passant! Les mystères partout coulent comme des sèves/dans les canaux étroits du colosse puissants

    Probabilmente però è questo che procura a Baudelaire (ed anche ad Allen) quello spleen che rende dolorosamente difficile la ricerca della loro anima: la folla, le luci elettriche, i rumori tendono a nasconderla, mentre una montagna, la foresta, la campagna, il mare, il deserto (non l'ho mai visto purtroppo ma anche il deserto dev'essere così), ne rivelano la modestia di fronte alla natura, ma la grandezza capace di capirla ed apprezzarla.

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  2. Personalmente preferisco i piccoli paesi alle grandi città...si vive meglio e si può ammirare la natura. Buona giornata!

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  3. Ti piace mettere il tuo piedone sul petto di tutti gli interlocutori che osano contraddirti, eh!
    ...è divertente vedere che il mio blog ti diverte!

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  4. Molto bello il post che hai scritto...
    La città... bel concetto.
    Io ho sempre vissuto in posti non eccessivamente grandi (una cittadina) o addirittura piccoli (un paesino). La città è affascinante ma forse toglie molto. Però è vero, ti porta a chiederti tante cose. Forse tra tutte -ed è una metafora- porta a chiederti cosa ti occorre davvero :)

    Moz-

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    1. Sì, noi non sappiamo cosa cerchiamo.
      Ciao.

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  5. E' proprio questo il segreto: sapere guardare oltre l'apparenza, guardare non con gli occhi, ma col cuore.

    Il sapere, infatti, deriva dalla ragione, che porta alla conoscenza.
    Ma la verità, hai ragione, può solo venirci dal cuore.

    ps molto bello questo post, ciao Gus. :-)

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    1. Nel nostro Io convivono affettività ( cuore) e ragione. Interagiscono fra di loro. Il cuore (affettività) istintivamente sceglie, ma il sì, il riconoscimento che libera il cuore lo dà sempre la ragione.
      La ragione è un filtro che blocca il male e libera il bene.
      Nel giardino comunale vedo una verdura accattivante e corro per prenderla e mangiarla. Ma la ragione ha letto un cartello che dice: erbe velenose.
      Tutto quello che facciamo con l'istinto eludendo il parere della ragione può essere esaltante, ma dura poco se non è ragionevole.
      Io sono sposato. Vedo una bella bionda che mi attrae. Vado con lei a fare sesso. Un piacere immenso che però dura il tempo di un orgasmo. La ragione mi aspetta e solo con uno sguardo mi dice che ho frantumato un amore, un matrimonio per un'avventura passeggera.
      Ciao Rose.

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    2. sì, se la metti in questa ottica, non posso darti torto...

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    3. E' la mia ottica. Se un campo di grano è giallo io sono costretto a vederlo verde.

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  6. Sono contenta perche' hai citato Italo Calvino.
    Lui diceva anche:

    "Le città non sono solo scambi di merci: sono scambi di gesti, parole, emozioni, memorie, tempo, saperi".

    Buona serata Gus, e grazie per questo bellissimo post! *_*

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    1. Calvino diceva anche che la letteratura commuove, affascina, ma la realtà accade nella vita vissuta.
      Ciao Sara.

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  7. Esigenza di infinito: è questo che ci deve accompagnare ogni giorno...e un po' di silenzio! Sono nata a Milano dove ho vissuto fin dopo la perdita del primo bambino. Paolo abitava a Novara con la sua famiglia e ci siamo trasferiti.I primi tempi non riuscivo a dormire per il troppo silenzio...ora lo benedico. Ciao Gus!

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    1. Vai alla ricerca della Verità. Scegli con cuore e ragione l'amico.

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  8. bello l'ultimo commento! per fortuna pochi non tutti sono come te!
    almeno a parole "fatte" la realtà non si scrive!

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  9. cerca di collegare il cervello anche quando scrivi: tra in dire e il fare, non è sempre facile, ma provaci... ogni tanto!...forse potresti migliorare!

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