sabato 9 febbraio 2013

A me piace W. Somerset Maugham





A me piace W. Somerset Maugham.
Ero piccolo, ma non tantissimo.
Adolescente, direi.
In casa circolavano libri a bizzeffe. Gialli, soprattutto. Tutti i gialli Mondadori, quella favolosa collana che ogni settimana regalava storie e detective e indagini e gratificazioni memorabili quando si scopriva a poche pagine della fine e prima che l'autore lo svelasse chi fosse l'assassino.
Tanti libri sparsi, di diverso genere.
La collana Medusa della Mondadori, con quella copertina verde rigida e i caratteri piccoli; e poi i tascabili di allora, i primi Oscar Mondadori.
Leggi e rileggi, finisce che ti capitano tra le mani titoli come "Il velo dipinto", "La luna e sei soldi" "Il filo del rasoio" e altri.
Cominciai ad apprezzare Maugham per la sua capacità fine di portarmi altrove, di farmi vivere una storia, di rendermi familiari personaggi che vivevano altre vite, altri mondi, altre emozioni.
Maugham che rendeva così bene gli stati d'animo, i tic individuali, le appartenenze sociali, i pruriti culturali.
Raccontava di atmosfere aristocratiche, di donne diverse e uomini particolari, di luoghi misteriosi e di avventure non comuni.
I suoi innumerevoli personaggi, scandagliati nell'animo come mai Freud poté fare, mi fanno compagnia , m'intrigano e mi divertono.
Molto bello, soprattutto, "Il filo del rasoio", romanzo che mi aprì un mondo, quello della legittimazione dell'alternativa. Il libro che leggevo da piccolo è andato perduto, ma ho comprato la nuova edizione dell'Adelphi. Mai ho cominciato un romanzo con tanta titubanza. Lo chiamo romanzo solo perché non saprei come chiamarlo altrimenti. La storia che ho da raccontare non è gran cosa, e non termina con una morte né con un matrimonio.
Una storia aperta, non conclusa , affine al protagonista.
Maugham non rientra mai nelle classifiche dei più venduti, non è diventato bandiera di una età, non è mai nelle antologie della letteratura, non è mai stato abbastanza valorizzato per quello che è davvero: un grandissimo scrittore, un classico, un abilissimo psicologo.













13 commenti:

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    1. La prova è riuscita, allora?

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  2. ricordo con piacere i gialli di cui scrivi e i Medusa, mio padre li comperava ....non ricordo in particolare l autore da te citato, ma di gialli ne lessi anche io parecchi....un saluto

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    1. Ho parlato appunto di Maugham perché ero quasi certo che nessuno lo avesse letto.
      Ciao Fiore.

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  3. Molto interessante..Conosco l'autore che citi solo di nome..è famosissimo, io però non ho mai letto nulla di lui. Non sapevo scrivesse libri gialli così belli. Io ho visto il film "Il velo dipinto", ma non ricordo fosse un giallo..drammatico si.
    Buonanotte e buona domenica :)

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  4. William Somerset Maugham (Parigi, 25 gennaio 1874 – Nizza, 16 dicembre 1965) è stato uno scrittore e commediografo britannico, famoso per il pessimismo acre e freddo, l'ironia crudele e cinica, con cui flagellava inesorabilmente i vizi e la follia degli uomini, e soprattutto delle donne, in una visione del mondo piuttosto cupa, ma dotata anche di senso d'umanità.
    Ottimo libro davvero!!

    Leggi il "libraio annuvolato". in quel libro si impara davvero come si affronta la vita... altro che vizi e follia: bravo!!! abbiamo bisogno, sopratutto di questi tempi, di pubblicizzare questa "cultura malsana"! sopratutto per i giovani...
    ha ragione Mauro: il mondo fuori .. è più "fuori"

    chi tace acconsente! auguri Gus, buona collaborazione! dovuque tu sia!

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    1. Stai bene oggi? Qui c'è il sole ma fa molto freddo.
      Ciao Sara.

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  5. Io non l'ho mai letto, ma penso proprio che possa piacermi...perché amo le storie che non sono queste trame astronomiche, ma anche semplici pezzi di vita ;)

    Moz-

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    1. Anche da un dialogo banale riesce a creare un'atmosfera di suspense.
      Ciao Moz.

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    2. si, anche l'uomo ragno riesce ad arrampicarsi sui vetri!
      non starò mai bene finchè vedrò questo mondo ad andare a puttane...

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  6. Non conosco questo autore, ma amo l'ironia e l'introspezione; se poi è anche un fine psicologo, vedrò di non farmi sfuggire i testi che hai citato tu, Gus.

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  7. la biblioteca aveva scartato una vecchia edizione di "il filo del rasoio", tutta incerottata per l'usura del tempo e delle lettura, e io me lo portai in vacanza, quell'anno.
    ricordo che ero a rovigno, in istria.
    ricordo che mi piacque molto.
    non ricordo la trama ma solo un personaggio che viene presentato all'inizio del libro, uno snob un po' dandy, tratteggiato benissimo.
    poi c'era anche un giovane, forse suo nipote, dall'animo travagliato ... sai che mi hai fatto venire voglia di rileggerlo?

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    1. Dopo che hai riletto aspetto le tue impressioni.
      Con il tempo che passa ogni cosa ha sempre un significato diverso.
      Ciao Silvia.

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