lunedì 19 novembre 2012

Tutto è fatto per una dimora eterna

Nella lettera ai Corinzi scrive San Paolo: "Sì, tutto è fatto
per una dimora eterna,
non costruita da mani d'uomo, nei cieli".
La dimora eterna non indica innanzitutto una dimensione
spaziale e temporale e quindi un "altrove".
Eterno vuol dire radicalmente diverso da quello
che vedi e tocchi con le mani e con gli occhi adesso, ma
come il livello definitivo di ciò che vedi e tocchi, presente
ma alto, più profondo.
L'Eterno è la verità dell'apparente. Il cielo è la profondità
della terra, delle cose.
Dice ancora san Paolo che noi vogliamo raggiungere
quello che veramente siamo, ma vorremmo che questo
corpo celeste coincidesse con quello che tocchiamo,
senza dovercene spogliare, vorremmo cioè che l'eterno
entrasse nella vita senza il passaggio della morte.
Vorremmo che la verità, l'eternità, penetrasse
il rapporto affettivo senza la mortificazione dell'istinto,
che il possesso fosse pieno senza la strettoia del distacco:
 vorremmo cioè che fosse abolita la croce.
Perciò bestemmiava il Carducci: "Cruciato martire
tu cruci il mondo".



 


19 commenti:

  1. L'Eterno è la verità dell'apparente. Il cielo è la profondità della terra, delle cose.
    Una frase che non lascia indifferenti.

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  2. Che dire?
    Se sapessimo veramente, con le lacrime agli occhi, CHIEDERE il PERCHE' della SUA CROCE e non della NOSTRA ... chissà che ci riVELI il SUO peccato che ci ha RESI COME LUI.

    Se si potesse trasmettere TUTTO quello che si Sente, si Vede ... SI TOCCA ... ALLORA comprenderemo SIA la TRINITA' che l'UNICITA' della TRINITA'.

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    1. Una risposta, che poi è una domanda, formulata molto bene.
      Questo è il blog che mi piace.

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    2. La risposta è la SECONDA.
      OGNUNO di NOI SA in se stesso, ma si sforza di conoscere nell'ALTRO.

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    3. Anche nella PRIMA c'è nascosta la RISPOSTA.

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  3. Io personalmente credo che sia importante stabilire come si intenda per morte...Se la morte viene intesa come l'inizio di un'altra vita sicuramente migliore, l'eterno diventa parte di noi automaticamente. O sbaglio? Ciao Gus

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    1. La morte è un passaggio inevitale per ottenere la vita eterna, ma è pur sempre uno strappo terribile.
      Ciao Annamaria.

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  4. "ma vorremmo che questo corpo celeste coincidesse con quello che tocchiamo,senza dovercene spogliare, vorremmo cioè che l'eterno
    entrasse nella vita senza il passaggio della morte".

    Alcuni stati di coscienza sono molto soggettivi, tuttavia esistono condizioni di vita affettiva..scarsa..di valori personali, ma altrettanto, è evidente, che non si vogliono, o non possono cambiare.
    certe "scelte hanno determinato RI-cadute verso il basso, senza riflettere (volutamente) su una autentica consapevolezza... si potrebbe RI-scoprire una triste indifferenza nei confronti del vero valore delle realtà.
    E' il "destino" che ci dona la fede per comprendere bene, senza, possibilmente, aver paura della morte. :)

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    1. Tu sai che io ho subito la morte di mia moglie.
      E' difficilissimo accettare quello che è accaduto.
      A volte riescoa essere sereno, ma solo a volte.

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  5. era un commento generale non personale!
    la tua risposta mi fa capire che siamo ancora volutamente lontani dalla consapevolezza.!

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  6. spero che tu non abbia fraiteso.

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  7. Solo alla luce della fede le cose,le situazioni sono da questa rischiarati e rifatti. La fede rinnova tutte le cose anche le più dolorose. "...Vado a prepararvi un posto..."ci dice Gesù. Buonanotte e il dono di tanta serenità. Ciao Gus.

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    1. Grazie Lucia.
      Il posto di gus, c'è?

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  8. Passare attraverso la morte fa paura a tutti, un caro sacerdote morto di tumore un mese fa, diceva senza timore di aver paura della morte più che della sofferenza, poi ripeteva anche, sia fatta la volontà del Signore.
    Buonanotte :)

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