martedì 4 settembre 2012

Il dono della propria vita per un altro



La fecondità è il dono della propria vita a un altro,

perché si crei una nuova vita, perciò un

nuovo destino, perché la vita umana è qualcosa

che nasce per un destino.

Solo questa formula evita il nichilismo.

Tante nostre madri che non hanno ancora

la grazia della fede non arrivano al nichilismo

solo per la distrazione che provoca la convivenza.

Altrimenti, chi glielo farebbe fare?

Ecco, l'istinto animale che lega il cane al cieco.

E' più importante il cane del cieco,

tant'è che il cieco senza cane muore.

Solo una concezione della vita che ordisca e crei un

organismo, renda organismo tutti i fattori implicati

nel fenomeno della fecondità come ideale

salva dal nichilismo. 


 
 








8 commenti:

  1. Mt 7,6.12-14
    Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
    Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
    Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

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    1. COME VEDI ... VIGE la LEGGE della PRO-VOCAZIONE e non dell'ATTRAZIONE. Basterebbe UNIRE e mondarli a due a 2 per renderli perfetti: UN CIECO e UN MUTO. Poi se c'è il TERZO: il SORDO ... allora siamo a cavallo!
      Putroppo i Demoni sono MUTI e SORDI ... nonn ciechi.

      Lanterna dell'ANIMA sono i tuoi OCCHI.

      Tu prova a dare qualche perla del CIELO e ti accorgerai CHI sono i porci, chi i cani e CHI i FIGLI di DIO.

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  2. (San Paolo in Filippesi 3, 7-15)
    «Quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventando gli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo». Perché sono stato conquistato da Lui, corro per conquistarlo. Perché mi piace una persona, corro per conquistarla. Perché l'ho trovato, corro, non mi fermo.

    «Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù».59 Proprio perché sono stato conquistato da Cristo, perché è suc­cessa questa impossibile corrispondenza, questa impossibile serenità, mi protendo verso Cristo: l'incontro eccita il desiderio, acuisce il desi­derio, vuole di più, ci vuole di più! Allora incomincia un cammino senza sosta, un tendere senza limiti, a partire dalla certezza di Lui.

    Ma come si compie tutto questo? Non secondo i nostri schemi, ma abbandonandosi alla Presenza incontrata.

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    1. PERFETTO!
      Questo sarà il mio GUADAGNO.
      RIsentire, RIvedere e riTOCCARE in TE il RISORTO.

      E' una conseguenza di chi è stato RISORTO da LUI, anche se da/in un altro CORPO.

      LUI mi disse che il debito è la salvezza già ricevuta, in anticipo.
      Devo salvare un'ANIMA e più vado avanti e più mi convinco che è la MIA ... cercando di salvare quella degli altri.

      Che misero che sono ... o non riesco a SVELARMI?

      Questo corpo mi sembra una progione ma senza di questo mezzo come potrei accogliere e trasmettere il MIO SIGNORE?

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    2. Fa sentire bene il profumo di santità.

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  3. Gus, sono bellissime le tue riflessioni, ma dovresti tradurle in conccreto,io so cosa significa perché quella presenza l'ho incontrata, anche se poi è la sequela di quella presenza , importante.
    Non basta aver incontrato il Cristo, dobbiamo mettere in pratica il suo Vangelo, il Suo insegnamento.
    Se ci ancoriamo ai nostri se, o ma, perdiamo del tempo prezioso

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  4. La nostra umanità, così come ci è stata data dalla nascita, con un'apertura originale spalancata verso il reale è una risorsa documentata dal fatto che Gesù ha chiamato "beato" chi ha l'atteggiamento puro del bambino, l'atteggiamento semplice del bambino. Le beatitudini non sono un elenco di atteggiamenti morali con cui convivere, non sono un nuovo decalogo, sono l'atteggiamento che Gesù esalta come la condizione per riconoscere Lui, perchè Lui ci ha fatti con questo desiderio sterminato per poter condividere con noi la pienezza che vive nel seno della Trinità.Ha voluto che noi ci riconoscessimo poveri, niente, ma col cuore aperto verso la totalità, affinchè possiamo accogliere Lui, in modo tale da partecipare con letizia alla pienezza del Suo Mistero. Buona giornata,amico mio, che mi dai la possibilità di riflettere sulla mia povera e stanca umanità e che ha tanta sete di Lui, e di parlare di Lui. Ciao Gus!

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    1. Sì, le beatitudini sono la condizione ideale dell'uomo per amare Dio.

      Ma ci sono anche i "guai":

      « Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
      Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
      Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
      Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. »

      (Luca 6,24-26)


      Ciao Lucia.

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